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11 gennaio 2019 ,

Fabio Orsi

MOTEL A TRE STELLE

2018 - St.An.Da by SILENTES -Ltd Ed.
[Uscita: 14/12/2018]

fabio orsi R-12824460-1542656533-8531.jpegIl mare, la vastità, i giochi di luce che si riverberano sulle acque, mostrando le infinite sfumature del blu. Questi sei sublimi passaggi di “Motel a Tre Stelle” sono il tributo più intenso con il quale Fabio Orsi saluta la sua terra con il calore della riappropriazione, con l’empatia del ritorno a casa. Più maturo, più consapevole e più ricettivo. Un motorik morbidissimo, nebuloso, a tratti sacrale. Senza la marzialità e il rigorismo teutonico. Più poetico e rarefatto. Emozionale. Pieno di stupore. Fabio Orsi declina le sue abilità elettroniche e i suoi field recording per dare eco a una bellezza ottenebrata e inintelligibile. La sfuggevolezza, la cupezza, le pieghe recondite e tenebrose sono parte integrante dell’armonia. Non a caso le atmosfere glaciali e le asperità che segnano l’apertura di brani come Desserts e Deserti o Profondo Blu finiscono poi per degradare in aperture scintillanti. Il lavoro si concentra in modo meticoloso sulla consistenza e sulla densità sonora.

 

Il gioco consiste nel trascolorare e dissolvere le frequenze fino ad arrivare ad una levità soave, ipnotica, contemplativa. Come il Volto di un Sogno è sensoriale, ha a che vedere con un risveglio interiore che cambia e stravolge la percezione ambientale. Dai lunghi anni di permanenza in Germania fino al ritorno in Puglia. Il racconto si concentra in due immagini di forte pervasione mediatica: la litoranea Salentina, con il suo impatto visivo non privo di contrasti tra opere della natura e opere dell’uomo. La ritmica puntigliosa del rigore kraut che in pezzi come Abissi Chiari finisce per approdare con naturalezza impensata in un’etnomusicologia molto più connotata. Insomma i Kraftwerk subiscono l’incantesimo del Fabio_Orsi-768x768misticismo e nel Grande Splash assorbono le contaminazioni multiformi e polimorfe di una Terra ricca di storia in cui convivono la cultura araba e orientale, la classicità e il nomadismo, la salsedine, il sole e la compattezza rude degli scogli che sfidano le tempeste, i voli dei gabbiani e i fumi industriali. Fabio Orsi dimostra talento e coniuga tecnica e creatività riuscendo a imprimere alla sua arte un’impronta identitaria esclusiva e originale. Impossibile distinguere dove finisce la freddezza distaccata e algida e dove inizia il romanticismo, dove spirano i venti siderei del pulviscolo cosmico o la brezza marina del crepuscolo. 

 

Voto: 6,5/10
Romina Baldoni

Audio

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