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Father Murphy

LAMENTATIONS E.P.

2015 - Backwards Records - EP '10 - Limited Ed. 500 copie
[Uscita: 18/11/2015]

#consigliatodadistorsioni     

 

Father-Murphy-Lamentations-Cover-300x300Un EP che negli intenti dovrebbe essere la chiusura del cerchio della trilogia inaugurata con “Calvary” (Blue Tapes, 2015) e “Croce” (The Flanser, 2015). In realtà ad uno sguardo più attento ci si accorge che in tutto il cammino evolutivo dei Father Murphy è sempre riduttivo e semplicistico fare dei collegamenti. Così come è evidente che ogni singola tappa dei loro studi sonori e della loro filosofia estetica, abbia indubbiamente indugiato su atmosfere da rituali sacri, sul radicamento antropologico di concetti inculcati dalla tradizione religiosa cattolica: il peccato, la colpa, l’espiazione, il tormento esistenziale.

Il produttore del nuovo lavoro, Fabrizio Modonese Palumbo, riesce ad estrapolare ulteriori e inaspettate modalità espressive anche dopo la catarsi oscura ed emozionale di Croce;  quando da più parti si era temuto un inevitabile avvitamento di un suono sempre più proteso a tirare le corde emozionali, sempre più abbarbicato in scarnificazioni estreme e asperità.

 

In Lamentations i cunicoli angusti e ottenebranti vengono in qualche modo abbattuti per lasciare spazio a timbriche più ariose e riverberate, a modulazioni più morbide e sinuose che nulla tolgono al coinvolgimento sensoriale e allo spessore lirico. E questa sembra davvero essere la mossa più intelligente e arguta che ancora una volta dà ragione al talento e all’imprevedibilità creativa di questo duo. Mercy And Truth inizia con le stesse scansioni metalliche che avevamo saggiato in “Pain is on Our Side Now” (Boring Machines, 2014) ma dilegua in un misticismo pastorale dell’incanto e in una solennità murphyestatica corale. Complici le vocalità che sembrano protendersi in un estemporaneo inno alla gioia con un etereo accompagnamento di tromba.

Sul secondo lato invece, l’omonima Lamentations, sembra voler tessere una reminescenza di tutta la pregnanza pneumatica e di tutta la vibrante intensità che si sprigiona dai loro caratteristici tocchi densi e prolungati. L’esasperazione di una propagazione che diventa palpabile, una saturazione che opprime e che questa volta spinge a forza verso una via di fuga che è energia liberatoria, sublimazione, effluvio scintillante. Le voci qui sono tirate e sofferenti, in sottofondo lugubri rintocchi sempre più incalzanti e poi un magma sonoro che si decomprime in rivoli psichedelici allucinati e indomiti. Propulsioni e increspature che rompono tutti gli argini e gli steccati, dando vita ad una cinematica che fa storia a sé. 

Voto: 7.5/10
Romina Baldoni

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