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7 febbraio 2016

I 10 Migliori Film (più uno d’Animazione) del 2015

2016 - Italia

I 10 MIGLIORI FILM (PIU' UNO D'ANIMAZIONE) USCITI NELLE SALE ITALIANE NEL 2015

 

1)  Francofonia, di Aleksandr Sokurov (Francia, Germania, Belgio, 2015)

2)  Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza, di Roy Andersson (Svezia, 2014)

3)  L'altra Heimat, cronaca di un sogno, di Edgar Reitz (Germania, 2013)

4)  Dheepan, di Jacques Audiard (Francia, 2015)

5)  Taxi Teheran, di Jafar Panahi (Iran, 2015)

6)  Birdman, di Alejandro González Iñárritu (Usa, 2014)

7)  Fuochi d'artificio in pieno giorno, di Yinan Diao (Cina, 2014)

8)  Youth, di Paolo Sorrentino (Italia, Francia, Svizzera, Gran Bretagna, 2015)

9)  Mia madre, di Nanni Moretti (Italia, Francia, Germania, 2015)

10)  Il racconto dei racconti, di Matteo Garrone (Italia, Francia, Gran Bretagna, 2015)

     

Più un film di Animazione:  Inside Out, di Pete Docter (Usa, 2015)

   

La scelta dei film più belli e importanti usciti nelle sale italiane è sempre soggettiva, limitata e relativa in quanto si basa evidentemente su quelli visti da chi scrive. Tuttavia la lista in oggetto costituisce un quadro esauriente ed indicativo del panorama cinemamotagrafico mondiale, attinente in particolar modo all'attualità e alle dinamiche socio-politiche del pianeta nel corso del 2015 (predomina il cinema europeo con 7 titoli su 11).

 

Stati Uniti


Birdman-PosterPer quanto riguarda i film extra-europei partiamo con due gioielli assoluti provenienti dagli Stati Uniti. Nello strepitoso Birdman di Alejandro González Iñárritu (girato, grazie ai prodigi della tecnologia, con un unico piano-sequenza) una New York inconsueta e quasi di “secondo piano” l'attore Riggan (Michael Keaton) cerca di scrollarsi di dosso la sua fama di interprete di supereroi cercando di dimostrare il suo talento a Broadway; una grande prova di regia e di recitazione (oltre a Keaton, Edward Norton, Naomi Watts e Emma Stone).

 inside-out-locandina-italiana

Sempre da Hollywood arriva la più innovativa e geniale intuizione dello scorso anno: Inside Out, nuovo capolavoro della Pixar, riscrive i codici del cinema d'animazione e non solo (cosa già avvenuta con gli epocali "Toy Story" e "Wall-E"): Gioia, Rabbia, Disgusto, Paura e Tristezza rappresentano le emozioni personificate di una ragazzina e interagiscono tra loro in uno straordinario documento sull'adolescenza e sull'educazione dei figli.

 

 

 Asia

 

Appartengono all'Asia gli ultimi due vincitori dell' Orso d'Oro a Berlino: nel 2014 il noir cinese Fuochi d'artificio in pieno giorno di Yinan Diao (arrivato sui nostri schermi solo fuochi d'artificio...locandinaun anno dopo) e nel 2015 Taxi Teheran del maestro iraniano Jafar Panahi. Il primo, pur essendo un film di genere con due antieroi protagonisti (la relazione tra un poliziotto ed una lavandaia nel pieno delle indagini riguardanti alcuni cadaveri fatti a pezzi nelle miniere cinesi), svela in realtà il lungo e tormentato passaggio (la storia è ambientata nel 1999) dal comunismo all'economia di mercato.

Taxi Teheran, invece, rientra nei canoni del cinema d'autore allo stato puro: girato interamente all'interno del taxi guidato dal regista stesso, è un finto documentario sulle limitazioni imposte dal regime iraniano alla libertà dei cittadini. Su Panahi pende una condanna a 20 anni di divieto assoluto a produrre film, ma con Taxi Teheran per la terza volta è riuscito a far circolare un suo lavoro all'estero.

 

 Italia

 

mia madre locandinaSi approda in Europa iniziando con i tre film italiani in concorso al Festival di Cannes 2015: Il racconto dei racconti di Matteo Garrone, riuscita incursione nel fantasy per l'adattamento di  "Lo cunto de li cunti"  (raccolta di fiabe composta da Giambattista Basile nel '600): un film ambizioso e insolito per il nostro cinema; in Mia madre Nanni Moretti collega (come già altre volte nella sua carriera) cinema e memoria, dolore per la morte di una persona cara e confronto generazionale; Youth di Paolo Sorrentino (che si avvale di due star come Harvey Keitel e Michael Caine) è incentrato su vecchiaia, giovinezza e occasioni perdute con la solita eleganza formale consona al regista napoletano.

 

 Europa

 

l'altra heimatIl meglio di quanto ha proposto il cinema europeo nel corso del 2015 è rappresentato da quei film che hanno indagato alcuni elementi predominanti nella nostra attualità: la crisi dell'Europa e della civiltà occidentale, il terrorismo e tutto ciò che ne consegue (e lo precede), l'immigrazione e le emigrazioni.

Proprio l'emigrazione (in questo caso dalla Germania al Brasile) è tra i temi de L'altra Heimat, cronaca di un sogno, il prequel della monumentale saga realizzata da Edgar Reitz (questo conclusivo capitolo di circa 4 ore, segue i tre precedenti dalla durata complessiva di circa 52 ore) incentrata sulla famiglia Simon: come nei precedenti, anche in questo passo indietro al 1840, attraverso le dinamiche di un nucleo familiare, il regista ci conduce dentro la grande storia della Germania e di conseguenza dell'Europa.

 

Quasi da “rovescio della storia” rispetto a Heimat possiamo collocare Dheepan di Jacques Audiard (Palma d'Oro a Cannes 2015): il regista francese, infatti, racconta una storia di “emigrazione di ritorno”: la fuga di tre cingalesi dal terzo mondo verso l'Europa, verso la Francia: approdo amaro nella realtà dura e straniante della banlieu parigina, tra guerriglia urbana e mancata integrazione.

 

un piccione...locandinaLa banalità di gesti e parole (ripetute come tormentoni) sono, secondo l'autore de Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza (Leone d'Oro a Venezia 2014), Roy Andersson, l'essenza stessa della decadente civlità occidentale: in questa notevole opera tragicomica “sull'essere un essere umano” (film che chiude la trilogia sul tema) le persone agiscono (all'interno di immagini sublimi) quasi per forza d'inerzia dirigendosi metaforicamente verso la dissoluzione morale e culturale della civiltà occidentale.

 

 

 

Infine il film più significativo della scorsa stagione cinematografica, anche alla luce dei drammatici avvenimenti di Parigi: il maestro russo Aleksandr Sokurov ambientalocandina Francofonia Francofonia nel Louvre occupato dai nazisti. Una storia disgregata su più livelli narrativi nella quale il regista stesso (voce narrante) interagisce con i protagonisti principali: il direttore del museo Jacques Jaujard e l'ufficiale tedesco che collaborò con lui per salvare il patrimonio artistico. Sokurov riesce a coniugare miracolosamente, cinema, attualità, storia e arte. Le bellissime riprese sui tetti di Parigi, accompagnate a diverse sottolineature sull'importanza storico-sociale-culturale della capitale, portano immediatamente alla mente gli attentati terroristici del 2015: la più grande strage avvenuta in territorio francese dalla fine della seconda guerra mondiale.

 

Gaetano Ricci

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