Migliora leggibilitàStampa
15 novembre 2014 , , , ,

Cream

Un Dolce ben riuscito

2014

Cream-resizedINTRO:  Un Dolce ben riuscito con i migliori ingredienti sul mercato rock inglese anni '60 

 

Nel calderone UK beat/rock dei primi anni 60, emergere, per una band di giovani musicisti non era certo facile, componenti  casuali come la fortuna non furono secondarie, ma la bravura tecnica, la capacità di un buon songwriting, l’attitudine all’essere convincenti suonando dal vivo furono aspetti preponderanti, come un buon management e una organizzazione professionale alle spalle, che sapesse organizzare le date giuste per i concerti, nelle venues più prestigiose garantendo al gruppo un’entrata economica (il provvisorio trasferimento di molti gruppi inglesi verso i ricchi ingaggi made in Germany fu un classico d’epoca) ma che sapesse anche gestire i giusti rapporti con la stampa specializzata e non, molto attenta al gossip, da sfruttare al momento giusto per pubblicizzare concerti ed eventi relativi alla band.

 

Tutto ciò per inquadrare il periodo storico e le caratteristiche con cui si formarono i Cream, che a modo loro furono una pietra miliare nella storia del rock inglese, furono i primi a formare una band sicuri di un successo calcolato almeno al 90%, furono il creamprimo supergruppo e il primo power trio a proporre un rock blues elettrico completamente originale ed i primi che dal vivo proposero una vera free form nell’interpretazione dei brani, partendo da un tema iniziale e sviluppandolo con i crismi  dell’improvvisazione tipica del jazz, supportati dalla tecnica sopraffina di ogni componente la band e dalla loro sfrenata fantasia musicale, dilatando a dismisura i tempi delle  songs e sancendo la fine della canzone da tre minuti tre, tipica del garage rock e del beat. Eric Clapton, Jack Bruce e Ginger Baker erano giovani ma erano anche musicisti navigati ed esperti, protagonisti del beat e del primissimo british blues, sino dal 1961 o giù di lì. Clapton con gli Yardbirds a tracciare parabole di successo con lp storici come “Five Live Yardbirds” e, parzialmente, in “For Your Love” e “Having A Rave Up”, dove ebbe un ruolo in condivisione con Jeff Beck.

 

Poi la collaborazione con John Mayall, da cui uscì il capolavoro “Bluesbreakers With Eric Clapton”, il “Beano album” che fu uno dei punti cardine del British Blues anni 60 e che lo rese già allora una vera star. Poi la crisi di rapporti con Mayall, più che per ragioni musicali Cream1per storie di donne, mal digerite dal più vecchio John geloso del giovane e affascinante Eric, che fu anche uno dei primi chitarristi ad introdurre l’uso del pedale Wha Wha, una innovazione epocale per il guitar sound. Jack Bruce e Ginger Baker, bassista, armonicista, pianista e vocalist il primo e tonitruante batterista il secondo, venivano da esperienze con Alexis Korner Blues Incorporated, cioè l’altro ramo nobile del blues inglese con i già citati Bluesbreakers e da molteplici esperienze jazz culminate nella partecipazione alla Graham Bond Organisation e ai due lp (“The Sound Of 65” e “There’s a Bond Between Us”),  registrati con Bond; due lavori di successo, innovativi e rivoluzionari, ispirati dall’estroso tastierista/sassofonista e supportati da quella che sarà una delle sezioni ritmiche più importanti della storia del rock.

 

CREAM OF SIXTIES ROCK

 

cream freshFurono Clapton e Baker, che avevano già brevemente suonato assieme qualche anno prima con i Powerhouse (con Steve Winwood e Paul Jones, compaiono nella compilation per l’Elektra intitolata “What’s Shakin”), ad avviare la trattativa per formare la band. Baker poco convinto dagli atteggiamenti professionali di Graham Bond, tossico impenitente e già avviato verso percorsi magico-demenziali, volle cambiare aria ed impose la partecipazione di Jack Bruce nel trio, che Clapton accettò di buon grado. Messi sotto l’ala del potente produttore/manager Robert Stigwood, fecero il loro esordio dal vivo, prima in maniera non ufficiale al Tweested Wheel, un locale di Manchester e ufficialmente al Sixth Annual Windsor Jazz & Blues Festival, il 31 luglio del 1966, dove ebbero un notevole successo e una calda accoglienza dal pubblico. In ottobre ebbero la possibilità di suonare con Hendrix, giunto da poco a Londra, spinti dal suo manager Chas Chandler; queste jam ebbero senz’altro un peso sul futuro sound dell’altro power trio per eccellenza: The Jimi Hendrix Experience.

 

 freshIl primo lp dei Cream era in dirittura di arrivo: preceduto dal 45 gg. Wrapping Paper, “Fresh Cream” esce in UK nel 1966, per la Reaction Records di Robert Stigwood e in USA per la Atco. Fu un classico botto, il songwriting di Jack Bruce portò a song celeberrime come NSU (acronimo che indicava un tipo di malattia venerea) e Sleepy Time Time, Baker contribuì con Sweet Wine, il resto furono brillanti stravolgimenti di classici del blues, come Spoonful, Four Until Late, Rolli’ and Tumblin’, la splendida I’m So Glad di Skip James, con un Clapton solista divino e la finale Toad, pièce de resistence di uno scatenato Ginger Baker e uno dei più classici solo di batteria di tutta la storia del rock. Con lead vocal Jack Bruce -  Clapton allora parve ancora diffidente nel cantare - il disco arrivò al sesto posto nella LP UK Chart e al 39° negli USA dove ottenne il disco d’oro; la versione per il mercato americano conteneva il brano I Feel Free, grande successo come singolo in UK.

 

cream_disraeli_smDopo il primo, trionfale tour USA i Cream registrarono il  secondo lp e loro capolavoro in studio: “Disraeli Gears” (Reaction/Polydor), prodotto dal musicista americano Felix Pappalardi, con Tom Dowd come ingegnere del suono,  fu registrato agli Atlantic Studios di New York. Nella band arrivò un quarto elemento come autore dei testi, Pete Brown, strana figura di cantante e di poeta bizzarro che in seguito ebbe una sua carriera musicale con band originali e sperimentali come i Piblokto e i Battered Ornaments. Alcune songs fecero la storia del rock, il binomio Bruce/Brown funzionò alla grande: Strange Brew, Tales Of Brave Ulysses, Take It Back e soprattutto Sunshine Of Your Love, possente riff hard rock, vero e proprio marchio di fabbrica della band, la psichedelica We’re Going Wrong ma anche SWLABR e Outside Woman Blues con Clapton alla voce solista e World Of Pain scritta da Pappalardi e da sua moglie Gail Collins (che alcuni anni dopo lo ammazzerà con un colpo di fucilecream disraeli back dopo una feroce lite coniugale). Il disco fu eccellente, equilibrato e propose un giusto mix tra rock, blues, pop e psichedelia; fu numero 5 in UK e 4 in USA, numero 1 in Australia e n.1 nella classifica annuale del magazine americano Cash Box, oggi è al 114° posto tra i 500 best lp di tutti i tempi di Rolling Stone, inoltre ottenne il disco d’oro e quello di platino. La copertina del disco disegnata da Martin Sharp in puro stile pop psichedelico contribuì senz’altro al grande successo dell’lp.

 

LIVE BAND

 

I nostri eroi continuarono a suonare live sulle due sponde dell’oceano, Winterland, Fillmore West/East e Pinnacle di Los Angeles, queste storiche venues e questi concerti diedero loro grande fama in America e i Cream  divennero un punto di riferimento per la creamfiregenerazione Hippy americana del 1967. Dal vivo erano una furia, le songs potevano durare anche 20’, in un continuo rincorrersi dei vari solisti, una specie di caos coordinato che alla fine produceva un sound travolgente, elettrico e psichedelico. Blues e jazz si intersecavano in una visione del rock nuova e originale, l’eccezionale padronanza tecnica degli strumenti dei tre musicisti veniva continuamente ad evidenziarsi. Nonostante Clapton e Baker fossero dediti all’eroina, riuscirono a mantenere il controllo su quello che facevano, e i Cream lasciarono a bocca aperta il pubblico di mezzo mondo che non aveva mai sentito nessuno suonare il quel modo. 

 

Venne il momento di pubblicare un album live, ma che lo fu solo per metà: “Wheels Of Fire”, registrato in studio negli Atlantic Studios il primo disco, il secondo live al Winterland e al Fillmore West di San Francisco. Il disco fu presentato in vari modi a seconda del tipo diCream (1).jpg wheels mercato, come double album o come due singoli lp e con differenti cover sleeve; raggiuse il n# 3 nelle classifiche UK e il primo posto negli USA dove ottenne il disco  d’oro, è anche al n# 203 della Top 500 di Rolling Stone. Fu ancora prodotto da Felix Pappalardi che vi suonò anche la viola, le percussioni e le tastiere; il primo disco vide in apertura uno dei brani più famosi dei Cream: White Room a firma Bruce/Brown, poi le splendide blues cover Sitting On Top The World e Born Under Bad Sign dal repertorio di Albert King, con un Clapton memorabile, un altro classico brano di Jack Bruce, Politician e poi Passing The Time e Pressed Rat And Warthog, uscite dalla mano di Ginger Baker.

 

Poi ancora Deserted Cities Of The Heart, ancora Bruce/Brown gli autori: gli arrangiamenti si fecero più complessi, vennero anche utilizzati effetti elettronici e la viola di Pappalardi diede al sound  colori sinfonici. Nel disco dal vivo solo 4 brani, Crossroads (Robert Johnson), in una versione memorabile, riferimento per tutto il rock blues di là da venire,cream la lunghissima Spoonful, orgia di acidissimi suoni elettrici senza fine, Traintime, cameo di Jack Bruce impegnato in uno storico solo di bluesharp e la finale Toad, dove Ginger Baker  fece sentire al mondo come si suona la batteria in un estenuante solo lungo quasi 12’. Un classico del rock anni 60, senza tempo. Il loro quarto lavoro fu registrato nel 1968 ma uscì sul mercato l’anno dopo, quando i Cream non esistevano più. A questo punto sorsero le prime difficoltà all’interno del gruppo, Clapton affascinato dal sound della backing band americana di Bob Dylan, The Band, si sentì chiuso e represso dal suo ruolo di solista nel sound blues-psichedelico dei  Cream. Colpito da una feroce recensione di John Landau su Rolling Stone dove fu definito impietosamente “un maestro del blues clichè” decise di abbandonare la band e rivolgersi verso nuovi lidi.

 

GOODBYE and CLOSING

 

cream Goodbye_albumI Cream fecero l’ultimo tour, il celebre Farewell Tour, composto da 22 shows di cui 19 si tennero negli USA, chiusero con il loro ultimo concerto alla Royal Albert Hall di Londra, il 26 novembre 1968. Da ricordare che le band di supporto erano i Taste di un giovanissimo Rory Gallagher e i neonati Yes: di questo concerto esistono numerosi video  e versioni DVD. Nel frattempo fu registrato (in parte in studio e in parte live) il loro ultimo disco: “Goodbye Cream” (Polydor), location gli IBC Studios di Londra e The Forum di Los Angeles, produttore Pappalardi. Nella live side: solo due brani, le lunghe e tirate Politician e I’M So Glad, nella studio side, memorabile il brano Badge composta dal duo Clapton/George Harrison, il Beatle presente nella canzone alla chitarra con il nickname L’Angelo Misterioso per questioni di divieti contrattuali. Fu un contraccambio di Harrison alla partecipazione dell’amico Clapton alla registrazione del brano While My Guitar Gently Weeps nell’album bianco dei Beatles.

 

Il lavoro ebbe ancora un grande successo e si guadagnò il disco d’oro negli USA, fu primo in UK e si piazzò benissimo in molti paesi europei, la cover sleeve dei tre Cream con i frac Cream_on_Fanclub_1968_(2)argentei in postura da ballerini mainstream, fece epoca. Ma le pressioni del business, la non facile convivenza di tre galli nel pollaio e i già citati malumori claptoniani, furono il motivo della fine di quella breve ma formidabile esperienza. Eric Clapton e Ginger Baker andarono a formare i Blind Faith con Steve Winwood e il bassista Rick Grech, con un unico disco mitico e poi un repentino split; dopo Clapton andò a vivere in America dove ebbe un grosso successo con la sua cover di After Midnight di JJ Cale nel 1970, poi formò I Derek & The Dominoes, suonò con Duane Allmann e centrò il mega hit Layla. Seguì un periodo buio all’inizio dei 70, quandò si disintossicò dall’eroina; ritornato alle scene con il disco “Live At Rainbow” insieme all’amico Pete Townshend, si dedicò poi ad una fortunatissima carriera solista, che lo vede ancora oggi come una delle maggiori rockstar di livello planetario.

 

Jack Bruce, recentemente scomparso, registrò ottimi dischi solisti come “Things We Like”, “Songs For A Taylor” e “Harmony Row”, in bilico tra jazz, folk rock e canzone clapton-bigd’autore, con il suo brillante songwriting e il suo Zz Cream - Sunshine Of Your Love 002possente basso elettrico protagonisti. Suonò con la jazz band dei coniugi Carla e Paul Bley in "Escalator Over The Hill", con il Tony Williams Lifetime, fondò la Jack Bruce Band e andò negli USA a suonare hard rock durissimo con gli ex Mountain, Leslie West e Corky Laing Ha anche suonato con Gary Moore e Robin Trower; musicista proteiforme e intelligente,  nonostante le cattive condizioni fisiche, ha prodotto molti interessanti lavori solisti anche negli anni 2000 ed è stato sulle scene sino all’ultimo sempre con grandissima classe, sarà ricordato senz’altro come uno dei più grandi interpreti delle 4 corde. Ginger Baker mise in piedi gli Air Force con i quali diede alle stampe un paio di buoni lp, ingiustamente dimenticati da Dio e dagli uomini, poi.

 

Dopo essersi trasferito in Nigeria, affascinato dai nuovi suoni afro, suonò con il band leader nigeriano Fela Kuti, con il quale affinò ulteriormente le sue capacità percussionistiche, suonò anche con gli hard rocker Baker-Gurvitz Army (visti dal vivo a Milano, Palalido nel 1977), una band interessante, ma dimenticata e misconosciuta. In Ginger Bakerseguito studiò e sperimentò per molti anni con le percussioni. Suonò inoltre con gli Stratavarious insieme al chitarrista Bob Tench, con gli Hawkwind e persino con i Public Image LTD dell’ex Sex Pistols Johnny Rotten. Si disintossicò dall’eroina in Italia, dove per un periodo della sua vita curò un uliveto nella campagna toscana e negli anni 90 finì a suonare con i Master Of Reality, ottima band dai suoni hard grunge guidata dal chitarrista americano Chris Goss. E’ tuttora attivo. L’esperienza dei Cream, pur breve, ha costruito veramente un pezzo di storia della musica rock, con la loro personalissima reinterpretazione del blues unita alla capacità di comporre canzoni memorabili con una  propria e definita identità. Hanno lasciato una traccia indelebile, nonostante l’atteggiamento piuttosto ostile della critica dell’epoca,  in soli tre anni (scarsi) riuscirono a vendere più di 15 milioni di dischi.

 

REUNION

 

cream 2005La prima occasione in cui i Cream si ritrovarono fu quella della cerimonia per il loro inserimento nella Rock n’ Roll Hall of Fame avvenuta nel 1993; al principio sembrò non volessero suonare nulla, ma poi stimolati da Robbie Robertson di The Band, suonarono tre brani: Sunshine Of Your Love, Crossroad e Born Under Bad Sign. Dopo di che ognuno continuò per la sua strada solista, anche se questo incontro fu propedeutico, un paio di anni più tardi, alla formazione dei BBM, cioè Bruce, Baker e il chitarrista irlandese Gary Moore. Di ben altro spessore la reunion del 2005, voluta da Clapton, forse in un momento di ripensamento verso i suoi vecchi soci, entrambi in cattive condizioni fisiche. Una serie di 4 concerti tenuti alla Royal Albert Hall di Londra, dove molti anni prima avevano concluso la loro avventura come Cream. I biglietti andarono esauriti via Internet in un’ora, furono registrati un doppio CD e un DVD, e le quattro serate videro esprimersi i nostri al meglio, superando le perplessità di molti addetti ai lavori.

 

Ginger-Baker-reunited-with-Eric-Clapton-and-Jack-BruceAncora torrenziali e tecnicamente perfetti, meno rabbiosi, i furori giovanili ormai un ricordo, ma il loro modo di aggredire ed interpretare il rock blues ancora intatto, i brani più brevi che in passato, forse anche per una questione di tenuta fisica; in questa occasione suonarono per la prima volta dal vivo Badge e Pressed Rat And Warthog e inserirono nelle scalette dei concerticream2005 anche una splendida versione di Stormy Monday Blues di T.Bone Walker. Il successo fu enorme e unificò nel giudizio positivo varie generazioni di musicisti, di critici e di pubblico, tanto che su richieste insistenti provenienti dagli USA, i Cream fecero altre due date sold out al Madison Square Garden di New York nell’ottobre 2005. Alla luce della recentissima scomparsa di Jack Bruce, l’iniziativa del 2005 è stata quanto mai azzeccata e ci ha concesso il privilegio di ascoltare per un’ultima volta il loro sound potente e saturo di feeling. Da segnalare che il DVD conquistò il terzo posto nella classifica di vendite dei dvd musicali persino in Italia.

 

DISCOGRAFIA

 

cream.jpg live creamlive cream 2I quattro album ufficiali dei Cream sono stati più volte ristampati in formato CD, rimasterizzati e con varie outtakes, inoltre negli anni ‘70 la Polydor pubblicò due dischi inediti: “Live Cream” (1970) e “Live Cream vol.2” (1972). Il primo registrato nel 1968 al Fillmore West e al Winterland con, nella tracklist NSU, Sweet Wine e Rollin’ And Tumblin’, lunghe jam parossistiche e l’inedito Lawdy Mama, un brano tradizionale registrato in studio con l’arrangiamento di Eric Clapton. Il secondo live album (Winterland e Oakland Coliseum Arena 1968) riportava brillanti versioni live di White Room, Deserted City Of The Heart, Politician e Tales Of Brave Ulysses e l’inedita Stepping Out di oltre 13’, un’apoteosi claptoniana senza freni creamdvdinibitori. La Polydor, nei ‘70,Cream.jpg bbc per cavalcare il business pubblicò altre famose antologie: “Best Of Cream” e “Heavy Cream”.  

 

I due dischi dal vivo confermarono l'immensa forza live dell’improvvisazione made in Cream. Negli anni seguenti pubblicati altri numerosi cd: “Live at BBC Session”, “Cream Gold”, “20Th Century Master Best Of Cream”, “The First Farewell”, con l’inedita Hideway. Ovviamente da ricordare il suddetto doppio cd live della Reunion 2005 e il relativo DVD. Segnaliamo anche la compilation video in DVD "Strange Brew" (2003),cream dvd uscita già in VHS nel 1991, ed il DVD "Fresh live Cream" (1999) con materiale video inedito. Nel 2006 è uscito invece per la collana Classic Albums il DVD "Cream: Disraeli Gears" (Eagle Vision), una disamina critica e storica sullo storico album, con interviste e testimonianze.

Si può prevedere che con la scomparsa di Jack Bruce la casa discografica possa pubblicare qualche registrazione inedita o qualche box antologico.  

 

 

 

Questo articolo è dedicato alla memoria di Jack Bruce

 

 

Guido Sfondrini

Video

Inizio pagina