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19 marzo 2013

Savage Republic

VARVAKIOS

Uscita: 11 Settembre 2012 - LTM

savage republic varvakiosNon si può non amare una città come Atene. Soprattutto per chi non è riuscito mai a separare il fascino di quella terra mitizzata dalle suggestioni di una storia e di una cultura straordinaria. Stesse emozioni che devono aver provato i californiani Savage Republic quando nel lontano 1989 testimoniavano il loro amore per la Grecia, registrando l’album “Customs” a Salonicco. Testimonianza d’amore che si è ripetuta nel febbraio del 2012, quando la band di Los Angeles si è trovata ad Atene nel pieno delle manifestazioni di protesta contro il regime di austerity imposto dalla politica e dal nuovo capitalismo. “Varvakios” è una sorta di diario di viaggio di quell’esperienza, una testimonianza diretta dei tumulti e della resistenza rabbiosa di un popolo orgoglioso. L’album è stato registrato nei tre giorni successivi a quegli eventi, in una situazione cosi frenetica ed incerta da far dichiarare a Thom Fuhrmann: “creare questa musica in così poco tempo, in una situazione cosi instabile, è stata di gran lunga l'esperienza più soddisfacente che io abbia mai vissuto come artista”.

 

L’album possiede una forza dichiaratamente politica, come lo sono sempre stati gli album dei Savage Republic che negli anni ’80 mescolavano il post-punk, l’industrial ed il krautrock in una miscela tanto esclusiva quanto eversiva. Influenzati dal post-punk dei Joy Division e dall’industrial dei Throbbing Gristle, dall’avanguardia di Glenn Branca e dal krautrock dei Can, dalla musica tradizionale bouzouki e dalle sonorità tribali africane, i Savage Republic avevano conquistato un notevole seguito per alcune leggendarie esibizioni dal vivo nelle quali Bruce Licher, grazie alla forza di due bassi ed un numero imprecisato di percussionisti, era in grado di dare vita ad un mantra sonoro tanto ipnotico quanto liberatorio. Dopo la realizzazione di quattro album negli anni ottanta (“Tragic Figures” - 1982, “Ceremonial” - 1985, “Jamahiriya” - 1988, “Customs” - 1989), la band si scioglie entrando in un lungo letargo da cui saranno risvegliati (come avviene sempre nei cambi generazionali) dalle manifestazioni di stima ed apprezzamento da parte di fan del calibro dei Neurosis e Godspeed You! Black Emperor.

 

savagerepublicA distanza di cinque anni dall’album “1938” prodotto proprio dall’etichetta Neurot dei Neurosis, ecco appunto questo “Varvakios”, registrato in Grecia con l’obiettivo di cogliere l’anima sovversiva che è sempre stata la vera forza ispiratrice del sound ipnotico e tribale della band. Lo splendore della filosofia e dell’arte greca, l’esperienza democratica della Grecia del V secolo a.C. alimentano l’immaginario rivoluzionario che la band californiana utilizza per opporsi a tutte le nuove forme ingiustizia e di oppressione. Un album che costituisce un vero e proprio omaggio a questa terra di confine tra Europa, Asia ed Africa, con i suoi field recordings registrati nei mercati di Atene (Sparta, Kara), con le sonorità tradizionali rese vive dal malinconico violino di Blaine L. Reininger, fondatore dei Tuxedomoon e cittadino di Atene (Varvakios, Poros). L’attitudine strumentale si rivive nelle splendide Hippodrome e Anatolia, che restituiscono la straordinaria capacità del Savage Republic di tessere grandiosi scenari. Sebbene non ai livelli di un “Ceremonial” o di un “Customs”, “Varvakios” conferma comunque la grandezza di una delle più importanti band del rock indipendente.

 

 

Voto: 7.5/10
Felice Marotta

Savage Republic          


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