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2 novembre 2015

Antonello Cresti

Solchi Sperimentali Italia – 50 anni di italiche musiche altre

2015 - Crac Edizioni, pp. 486, € 28,00

solchiStupisce davvero che il grande patrimonio di conoscenza ‘altra’ della nostra cultura e delle nostre tradizioni in ambito musicale, racchiuse in questo prezioso volume, siano in qualche modo un’arditezza editoriale pressoché unica nel suo genere. Non esiste infatti nessuna opera precedente, tesa ad inquadrare, ordinare e catalogare il repertorio e gli artisti della nostra scena alternativa. Lo fa Antonello Cresti  (nella foto n°3) con il suo “Solchi Sperimentali Italia”, dopo il grande successo del precedente volume, “Solchi Sperimentali, Una guida alle musiche altre”, del 2014, che apriva la stessa indagine in un piano più ampio e a livello internazionale. Ora invece, e forse sulla base proprio dei ‘solchi’ scavati in precedenza, la ricerca si circoscrive in modo più capillare e territoriale, con il sano gusto di andare a scoprire e valorizzare qualcosa che sentiamo appartenerci e sfuggirci. Lo si fa con la sfrontatezza di anteporre un peso concettuale consistente (le oltre 480 pagine di questo indispensabile mattone) alla liquidità del nostro caos di informazioni mordi e fuggi, al nostro sapere sempre più superficiale ed evanescente imposto dal dilagante pensiero unico neoliberale. Una tangibile dimostrazione che per fare contro tendenza o rivoluzione del pensiero, non basta contestare la realtà che ci circonda con presunzione di guardare fuori dalle nostre radici e dalla nostra formazione emotiva e comunitaria. Le fughe in avanti chiedono uno sguardo all’indietro consapevole.

 

Merito indiscutibile di questo testo guida è quello di condurre il lettore ad un approccio personalizzato, in cui è possibile approfondire, curiosare, raccogliere una quantità incredibile di stimoli da incanalare sulla base delle proprie attitudini e del proprio sentire. solchi2-225x359Non è pensato unicamente per gli appassionati di musica sperimentale o per i collezionisti pedissequi ma per esaltare la creatività e la fantasia in ogni sua forma, per permettere a ciascuno di riannodare i fili o compiere le associazioni necessarie per essere diretto protagonista della propria formazione identitaria. Le molteplici schede presenti, oltre ad introdurci nelle singole realtà di ciascun gruppo o disco preso in considerazione, sono integrate con interviste dirette ai protagonisti o, in altri casi, aggiunte di un’apposita sezione denominata INCROCI che permette di compiere passaggi trasversali per ampliare la panoramica. In pratica si offrono suggerimenti per muoversi attraverso una serie di percorsi alternativi che ciascuno, singolarmente, può decidere di esplorare. L’elenco degli artisti presenti è davvero lungo e variegato e permette di affacciarsi tanto ad un passato del quale sembra davvero indispensabile capire la contestualizzazione e lo spunto ideologico, quanto ad una nuova scena emergente e a nuove ed interessanti situazioni che prendono piede da contesti indipendenti o fieramente e impavidamente underground. Si parte dalla psichedelia e dagli acid test artistoidi degli anni ’60 fino alla nuova scena di psichedelia occulta.

 

Si indaga sul filone panetnico e sulla riscoperta delle origini (gruppi che cavalcano le suggestioni delle tradizione religiosa, i rituali delle tradizioni popolari, il folklore legato alle influenze pagane o ai miti tramandati). Ancora molto ampia è anche la visuale aperta sul nostro modo di recepire e rivisitare le influenze multiculturali, le usanze etniche provenienti da altri popoli. Poi si indaga incisivamente e con sguardo maturo e cosciente sugli anni ’70,  estrapolando la scintilla creativa e visionaria di alcuni esperimenti che, troppo spesso e sommariamente sono stati fatti confluire nella generica definizione di progressive. L’Italia crestdel dissenso politico, del dissacrante Rock in Opposition. Ancora l’Italia esclusiva e raffinatissima della musica contemporanea, capace di proporre un’avanguardia che in modo acuto e creativo sa raccogliere dall’eredità del retaggio classico, dal melodramma, dalla musica sacra, dagli effetti modulari della voce umana e dai cori. Mille appigli del tutto caratteristici anche nella minimal wave, nel rock gotico e oscuro, nell’industrial, nella sperimentazione di matrice elettronica e elettroacustica. Proviamo a fare qualche nome, con la premessa che si tratta solo di un modo stuzzicante di far capire il modo eclettico e variegato dietro al quale l’Autore si è mosso. Le Stelle di Mario Schifano, Aktuala, Claudio Rocchi, Albergo Intergalattico Spaziale, Area, Confusional Quartet, Pierrot Lunaire, Le Forbici di Manitù, Pankow, Tasaday, Gruppo d’Improvvisazione Nuova Consonanza. Di contro la lista dei nuovi entrati: Mamuthones, Father Murphy, Heroin in Tahiti, Hermetic Brotherhood of Lux-Or, Picchio dal Pozzo, Arturo Stalteri, GustoForte, Simon Balestrazzi, In Zaire, Valerio Cosi, Maurizio Abate. Completano il volume una panoramica sulle etichette discografiche, e un indispensabile indice dei nomi. Molto utile per la guida agli ascolti è la presenza dei QRCodes, attivabili attraverso le applicazioni che li supportano.

Romina Baldoni

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