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13 luglio 2017 , ,

Minus Habens Records

Trent’anni di esplorazioni elettroniche


MH logo                           I N T R O

 

Fra cinque mesi il gruppo di etichette indipendenti MINUS HABENS RECORDS concluderà il suo trentesimo anno di esplorazione tra le molteplici sfaccettature e declinazioni del panorama musicale elettronico internazionale. In occasione delle recenti uscite ci è sembrata l’occasione giusta per fare un bilancio di questa attività discografica prossima al trentennale direttamente con l’ideatore e direttore del gruppo – il compositore Ivan Iusco – che ci parlerà delle ultime releases, dei progetti futuri e del glorioso passato di Minus Habens.

 

 

L'INTERVISTA

 

Diego Loporcaro (Distorsioni) - Ciao Ivan, grazie innanzitutto per averci concesso questa intervista. Partiamo dal presente: pur essendo ormai da diverso tempo a Santa Monica – in California – continui a produrre artisti italiani o addirittura pugliesi. Ti manca l’Italia e in particolar modo la Puglia? Che rapporto hai ancora con il nostro Paese? Puoi parlarci degli ultimi artisti del roster Minus Habens e delle vostre ultime pubblicazioni discografiche?

Ivan_IuscoIvan Iusco (Minus Habens Records) - Ho vissuto a Bari per oltre quarant’anni salvo parentesi più o meno lunghe fra Roma e Milano. Il mio rapporto con l’Italia, ed in particolar modo con la Puglia, non può che restare immutato. Probabilmente non sarei arrivato fin qui senza una lunga e preziosa osmosi con la mia terra. Oltre ad aver collaborato con musicisti di ogni nazionalità, negli ultimi anni ho prodotto anche un discreto numero di artisti pugliesi come Alberto Dati, Andrea Senatore e Il Guaio. Fra le ultime uscite, il ritorno di Giorgio Spada, musicista monopolitano che avevo già ospitato su Minus Habens nei primi anni 2000, producendo due album della sua bandOptogram_Optogram  Vegetable G.

Auradolce”, pubblicato il 12 maggio (foto n.6 a destra), rappresenta l'esordio da solista di Giorgio Spada. Una psico-escursione di 83 minuti negli spazi più nascosti del suo universo sonoro. Anche la pubblicazione del 26 maggio riguarda un esordio, mi riferisco all’album omonimo del duo parmense Optogram (foto a sinistra). In questo caso la rarefazione e la liquidità sonora lasciano il posto a costruzioni elettroniche corrosive ed ipnotiche in cui domina il ritmo. In entrambi i casi l’aspetto visivo, intercettabile su Youtube, riveste un ruolo centrale. Segnalo a tal proposito le rispettive collaborazioni con il videoartista Leandro Summo (DualBit) e il regista Rino Stefano TagliafierroAttualmente il progetto che sta catalizzando grandi attenzioni ed energie è Metasync, perché guarda al futuro veicolando gran parte dell’esperienza di queste tre decadi.

 

Siamo incuriositi da quanto dici sul progetto Metasync. Potresti spiegare nel dettaglio ai nostri lettori di che si tratta, come funziona materialmente il bando e quali le sue finalità?

MH_Metasync_banner_closeup-780x565Si tratta di un bando di ricerca no profit da me ideato che mira a far emergere dialoghi inediti e a scoprire relazioni virtuose fra la musica e le altre arti. L’obiettivo è quello di generare nuove esperienze percettive. Il punto di partenza è costituito da 30 brani (selezionati dal repertorio Minus Habens e scaricabili gratuitamente seguendo il link riportato nella Call For Artists) a cui possono ispirarsi artisti di ogni disciplina e nazionalità per la realizzazione di un’opera inedita. Una giuria di esperti selezionerà le migliori trenta opere che successivamente saranno esposte in occasione di eventi dedicati e pubblicate in un catalogo.

 

 

Trent’anni di attività sono una vita: i casi italiani di tale longevità sono pochissimi (i primi nomi che vengono in mente sono la toscana Materiali Sonori, con cui hai anche collaborato, e la Old Europa Cafe di Pordenone), ti senti più fortunato, bravo o cos’altro? Avresti mai immaginato trent’anni fa di compiere questo lungo viaggio (non solo) musicale? Cosa bolle in pentola per il trentesimo anniversario in arrivo a dicembre 2017?

MH 30 yearsMi sento senza dubbio fortunato, anche se il viaggio è stato incredibilmente faticoso. Una cosa mi è chiara, è un percorso che ho immaginato e nutrito giorno dopo giorno. I miei genitori, a cui devo davvero tantissimo per aver appoggiato fin da subito le mie idee più randagie, possono senz’altro testimoniarlo. All’età di sedici anni ero già convinto che nel mio futuro ci sarebbe stato spazio soltanto per la musica. L’immaginazione è senza dubbio al centro di tutto quello che facciamo. In realtà l’anniversario dell’etichetta si è già compiuto. Decisi di fondare Minus Habens nei primi mesi del 1987, ideando il logo dell’etichetta e iniziando ad annunciare su numerose fanzines il primo lavoro dei Nightmare Lodge che avrei autoprodotto e pubblicato nel dicembre dello stesso anno. Era il progetto musicale da me fondato e in cui nei primi anni si avvicendarono alcuni amici musicisti, finendo per diventare un duo in compagnia di RussoloQuesto trentesimo anniversario coincide con un momento di profonda mutazione. In generale la figura del produttore discografico necessita di essere Spada_Auradolcenuovamente immaginata. Mi riferisco sia a colui che mira ancora a produrre e proporre i supporti fisici tradizionali (vinili, cd e cassette) per un mercato di nicchia ridotto all’osso, che al suo evoluto discendente dell’era digitale, sfruttato senza pudore dai colossi dello streaming. Oggi i professionisti del settore musicale hanno davanti tre vie da considerare per lo sviluppo concreto del proprio lavoro: l’attività concertistica, i rapporti di collaborazione nel cosiddetto settore audiovisivo (cinema, tv, videogames e pubblicità) oppure disegnare nuovi sentieri da percorrere. Personalmente da oltre quindici anni ho posto il cinema e la multimedialità al centro dei miei interessi, ma continuo a studiare nuove rotte per ridefinire la mia identità parallela di produttore che non può e non deve restare ancorata a schemi obsoleti o semplicemente funzionali.

 

 

Le release degli ultimi due anni sono quasi esclusivamente digitali, cosa ti ha portato alla scelta della smaterializzazione del supporto? Avete iniziato nel 1987 a produrre cassette, poi vinili, poi CD, etc… puoi riassumerci l’evoluzione dell’etichetta anche in relazione ai diversi periodi storici e ai diversi formati adottati? Come sono cambiate le abitudini degli ascoltatori, o meglio dei clienti Minus Habens (siano essi semplici ascoltatori o djs che suonano le vostre produzioni in pista)? Come sono cambiate, se sono cambiate, le tue stesse abitudini quotidiane nella fruizione della musica? Quante release (fisiche e digitali) avete prodotto sino ad ora?

IMG_7058_littleIl numero delle uscite digitali ha superato quello delle uscite su supporto fisico perché attraverso il primo formato abbiamo pubblicato numerosi singoli per finalità puramente promozionali. Parallelamente abbiamo continuato a veicolare la musica anche su CD come nel caso di “Any Kind Of Drug For Just One Kind Of Love” di Christian Rainer e del mio stesso album “Transients(foto a sinistra)Quest’anno per celebrare il trentesimo anniversario dell’etichetta siamo tornati al vinile ristampando, in collaborazione con l’etichetta Rustblade di Stefano Rossello, la colonna sonora del film Evilenko_banner"Evilenko" composta da Angelo Badalamenti (foto sotto a sinistra), già apparsa su Minus Habens in formato CD nel 2004. Ad oggi abbiamo realizzato oltre 400 produzioni. La mia etichetta ha attraversato gran parte dell’evoluzione tecnologica dei formati, passando dalle cassette dei suoi primissimi anni di vita, alla produzione su vinile nel 1989 e a quella su CD nei '90, fino ad approdare al digitale nei primi duemila. Abbiamo anche Angelo_Badalamentisperimentato due pubblicazioni su pendrive USB. Credo che la nostra compilation “BeConnected", del 2005, sia stata la prima al mondo ad uscire in quel formato. Ma era facilmente intuibile che il digitale avrebbe presto fatto terra bruciata, per i molteplici vantaggi che oggi sono sotto gli occhi di tutti.

Personalmente acquisto anch’io di tanto in tanto qualche reliquia in formato fisico (del passato e del presente), ma il mio personale consumo di musica, che posso definire a tratti estremo, si basa sullo streaming e su alcune webradio, soprattutto per la caratteristica fondamentale dell’ubiquità. Il concetto di possesso è stato bypassato dalla consapevolezza che tutto ciò che si intende ascoltare è immediatamente disponibile in rete e ovunque. Per certi versi dak“possediamo” tutta la musica mai prodotta. Un traguardo ideale per qualsiasi ascoltatore, ma per molti versi letale sia per i musicisti che per i produttori. Sull’etica del modello di business delle maggiori piattaforme di streaming se ne potrebbe discutere a lungo, ma non sono un loro totale detrattore. Come detto poc’anzi, sono emersi in questa epoca aspetti positivi che non possono essere ignorati. Occorrerebbe semplicemente ridisegnare i rapporti fra produttori e distributori per attenuare l’attuale disequilibrio.

 

Cosa ti ha spinto ad abbandonare l’Europa? Quali sono, se ci sono, le principali differenze tra la fruizione della musica negli States e in EU? Quali le differenze tra i due mercati?

Ho sempre considerato la California fra le mie possibili mete perché offre una serie di condizioni che mi interessano particolarmente a partire dalla coesistenza di metropoli evolutissime come Los Angeles e San Francisco e luoghi in cui la natura si esprime in modo meraviglioso. In ogni caso la scelta di un luogo in cui vivere passa attraverso una copertina_xyzserie di considerazioni molto intime. Los Angeles mi interessa particolarmente, essendo per definizione la città della produzione cinematografica e della ricerca tecnologica.

Come dicevo prima, Internet ci permette di fruire e consumare musica nello stesso modo e in qualsiasi parte del mondo ci troviamo. Nell’ultimo decennio anche qui negli Stati Uniti molti negozi di dischi hanno chiuso i battenti uno dopo l’altro, come vittime di un’epidemia senza precedenti. Fortunatamente a Los Angeles sono sopravvissuti alcuni templi storici come Amoeba, Mount Analog, The Record Parlour, Mono Records e Poo-Bah, ma quando ci entro vivo puntualmente la sensazione di essere in un luogo sacro ed anacronistico allo stesso tempo. Certo, i dati delle vendite a livello mondiale confermano che il vinile è miracolosamente risorto, riportando in auge un formato che sembrava spacciato ormai da anni, ma credo che si tratti di un fenomeno transitorio che difficilmente riuscirà a risollevare un intero settore o tanto meno a contrastare l’offerta digitale che è sostanzialmente gratuita.

 

Minus Habens Records si è espansa diversi anni fa includendo diverse sfaccettature del suono elettronico. Potresti parlarci di Disturbance, Casaluna, Noseless e Lingua: sono ancora attive? Quali erano le diverse coordinate sonore e perché hai sentito l’esigenza di lanciare nuovi brand?

Da_Che_Parte_StaiAlla lista aggiungo Minus Habens Films attiva in ambito audiovisivo. Fra le sue ultime produzioni e collaborazioni: il film “Da Che Parte Stai”, opera prima di Francesco Lopez (Oz Film), “Emoticon” cortometraggio di Antonio Palumbo (Corinna Martino Produzioni) e il recente videoclip del mio brano Falling (semifinalista al Los Angeles CineFest) co-prodotto con la ZooMotion di Nicola Cipriani.

Fra i marchi paralleli, Lingua è sicuramente quello rimasto più attivo negli ultimi tempi con le uscite di Madre e il Guaio, proprio per la sua peculiare ricerca in ambito cantautorale. Per quanto riguarda Disturbance, l’ultima pubblicazione uscita nel 2015 Emoticonè quella dell’album electrojazz “Noizes” dei fiorentini Andrea Rucci e Alessandro GalatiLa scelta di creare marchi paralleli prese forma negli anni novanta dall’idea di attivare fronti editoriali differenti per una ricerca musicale ad ampio spettro che, in tempi insospettabili, mirava a cortocircuitare il concetto stesso di genere. Questa nostra scelta apparve piuttosto sacrilega, ma il tempo ci ha dato ragione. Oggi persino la parola contaminazione di cui si è spesso abusato, ha perso il suo significato. L’elettronica ha avvicinato mondi musicali prima apparentemente distanti, diventandone sorprendentemente prediletto comune denominatore.

 

Come riesci a conciliare l’attività di compositore di colonne sonore, quella di musicista che pubblica dischi (a tuo nome, con i Nightmare Lodge o come semplicemente IT), quella di produttore/arrangiatore (la tua lunga collaborazione con l’artista belga Dive ad esempio), di discografico e anche di papà?

Phobias_ph_by_Sarah_PezdekBio-multi-tasking? In realtà negli ultimi quindici anni ho concentrato le mie energie sulla composizione di colonne sonore per il cinema e sull’attività dell’etichetta. Con Nightmare Lodge abbiamo appena rotto il lungo silenzio partecipando con una rivisitazione del brano Empty alla colossale compilation russa allegata al libro “Viva Italia” di Dmitry Vasilyev, mentre con Dive sono tornato a collaborare nei primi mesi di quest’anno, componendo quattro brani del suo nuovo album “Underneath”: Far Away, Let Me In, Something e MeltNegli ultimi mesi ho collaborato inoltre con il regista Maurizio Sciarra per le musiche del suo nuovo documentario “Transatlantico Rex”, con la fotografa newyorkese Sarah Pezdek realizzando la colonna sonora della sua mostra “Phobias” a Palm Springs in California (foto a destra), e con la coreografa Simona De Tullio per i nuovi spettacoli William's_Women_ph_by_Clarissa_LapollaWilliam’s Women(foto a sinistra) e “Don’t Worry Be Yourself” in scena in Italia, Germania e a breve negli Stati Uniti. A questo punto dovremmo chiedere a mio figlio se sto svolgendo il ruolo di padre in modo dignitoso. Cerco di dare il massimo in tutto quello che faccio, nonostante lo sgradevole imbuto temporale e le grandi difficoltà di un periodo storico a dir poco complesso.

 

 

Hai lanciato artisti del calibro di Teho Teardo, Eraldo Bernocchi (all’epoca con Sigillum S), Dive (all’epoca appena fuoriuscito dai Klinik) e tanti altri. Quali sono le caratteristiche sonore fondamentali che deve avere un artista per colpirti musicalmente?

Sono davvero felice di aver contribuito allo sviluppo della loro carriera, pubblicare i loro primi album è stata un’esperienza indimenticabile. In merito alle caratteristiche sonore, nella musica cerco da sempre innovazione, capacità evocativa e magnetismo.

 

Grazie ancora per il tempo concessoci. Hai qualcosa da aggiungere per chiudere questa intervista?

MH_Metasync_bannerInvito i lettori a diffondere il progetto Metasync. La scadenza per la presentazione delle opere è fissata per il 5 Agosto 2017. È possibile scaricare il bando seguendo questo link

Grazie a te e a tutti voi! 

 

Diego Loporcaro

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