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13 marzo 2012 , ,

Stefano Edda Rampoldi

‘HO SEMPRE FAME’


Abbiamo intervistato via e-mail Stefano Edda Rampoldi. Colpiti favorevolmente dal suo disco l'uomo ci interessava molto. Ed eccolo così come ci è apparso dalle canzoni, sincero, vero e molto divertente.

 

 L'INTERVISTA

 

Alfredo Sgarlato (DISTORSIONI)Mi ha colpito molto la sincerità dei tuoi testi, come nascono?

Stefano Edda Rampoldi - Carissimo Alfredo, i testi  te li porti dentro. Hai una vita di merda?  Qualcuno ti ha appena telefonato per dirti che sei un lurido verme? Hai appena saputo che ne hai i coglioni pieni di te stesso e degli altri e speri che ci sia un'altra chance? Che ci deve essere un'altra occasione per  non ripetere tutti questi sbagli,  per non sentirsi sempre quella merda che ti senti? Che ti viene da piangere per tanto hai paura e sei stanco che gli altri ti rompano il cazzo con le loro pretese e tu a loro con le tue? Così nascono i testi. Perchè non sei amato e non sai amare. Perché vorresti essere felice e non lo sei e per finire vorresti uccidere tutti da tanto ti fa schifo non avere mai capito niente. Ma poi passa, fai un sorriso, fai quello che gli altri vogliono e ti spegni.

 

Ho letto che a volte usi anche il cut-up, come lo usi?

No,  il cut-up non lo uso più. Adesso copio ma bisogna essere capaci. Io ho questa fortuna che se tento di fare bene una cosa mi viene subito un'altra e così mi allontano sempre di piu dall'originale. Però  in questo disco le parole sono nate dalla situazione di cui sopra. Aiuta anche molto essere sensibili e avere un vibratore.

 

Quando dici “io ho sempre fame”, di quale fame parli?

La fame è brutta. Il corpo mio è brutto, 'very demanding  e very stronz'. Sempre lì che mi comanda, che mi chiede che vuole, vuole, vuole e ormai mi ha rotto il cazzo, ma cosa posso farci, comanda lui. Io non esisto, non so neanche chi sono, non mi sono mai visto, non ho mai avuto cura di me. Lui invece, il corpo, mi fa un culo così tutti i giorni per non parlare della mente che mi strazia. Sono un povero coglione prigioniero. Lui ha fame di me e io ho fame di levarmelo dalle palle stò cazzo di corpo di merda. Che muoia Sansone con tutti i cip e ciop del mondo.

 

In tutte le canzoni ti rivolgi a una donna. Come nasce questa scelta?

Le donne? A me piacciono ma  non ci capiamo. Ho sempre desiderato la donna altrui e mai nessuna che desideri la mia, ma li capisco. Volevo fare un disco alla Battisti, lui parla sempre di donne  e poi si parte con il pretesto di parlare di loro per poi dire altro. Sono tutte persone esistenti, mi hanno aiutato e volevo omaggiarle cosi. Qualcuna di loro vorrebbe in cambio omaggiarmi con un po’ di calci nel culo

 

C'è qualche scrittore o poeta a cui ti senti vicino, come stile o come storia personale? 

Mi ha colpito molto la storia di Salgari e della sua compagna Ida. Lui ha fatto la fame,  lei è impazzita, gli editori hanno fatto i soldi tanti. Poi si è ucciso. I suoi libri non sono la sua vita. Sono eroi, invenzioni. Un universo parallelo che non gli ha permessso di sopravvivere. Sono un bell' ignorante, leggo solo in inglese, biografie e un pò di saggistica ma non so
neanche che cos'è. Ah, sì, leggo manga erotici hentai.

 

Tu sei un outsider nel mondo della musica.. ti senti parte di una scena? Cosa pensi del mondo del rock italiano?

Sono uno che non conta niente. Ma volevo fare un altro disco possibilmente che non mi facesse troppo cagare. Un po’ ci sono riuscito. Dei miei colleghi musicisti penso ogni bene, chiunque essi siano e qualunque cosa facciano. Fare la musica  ci accomuna, ognuno fa quello che può.

 

Io penso che il tuo disco sia destinato a restare. Avevi questa percezione, della bontà del tuo lavoro, durante le incisioni?

L’unica cosa che resta nella mia vita è la puppù che faccio in casa dal momento che la vaschetta dell’acqua non funziona. Non vorrei sembrarti troppo ebbro di autostima, ma non volevo più farlo il disco. Però ci avevo lavorato tanto e non solo io. Tutte le persone intorno a me le avevo rese isteriche e svuotate. Si doveva  fare. Taketo è stato un genio, il merito è suo. Io sono solo un pupazzo con il nasone grosso. Ciao  Alfredo, grazie  per il tuo interessamento, se ci incontriamo dimmelo che sei tu.

 

Nel tuo disco suonano molti ottimi musicisti. Come li hai scelti? C'è un rapporto di amicizia alla base?

Ah,  ci sono altre domande!?  La mia badante analfabeta mi ha fatto notare. Dunque, sì i musicisti di questo disco sono tutti uno più bravo dell'altro. Ovviamente non li ho scelti io. Quando registravano andavo a vederli. E pensavo chissà che cavolo verrà fuori. Loro suonavano avendo come traccia solo la mia voce, la chitarra, almeno credo. Hanno fatto quello che volevano al massimo Taketo gli dava qualche indicazione.

 

Ci vuoi parlare del tuo coinvolgimento con le religioni orientali?

Io  sono un vaisnava. Un pò della minchia, ma questo mi sento di essere. Mi piace krsna, i devoti di krsna, il prasada di krsna, i libri che parlano di krsna o dei suoi devoti. Farò del mio meglio per non rinascere. Qualunque cosa mi venga offerta dirò, “no grazie l’ho già preso in culo una volta e mi basta”.

 

Ti interessa la politica? Cosa pensi del paese in cui viviamo?

La politica mi fa cagare  come il paese in cui vivo, ma è quello che mi sono guadagnato facendo lo stronzo nelle vite precedenti. Almeno cosi mi è stato detto. Ti saluta Tania la mia badante che assomiglia tanto a un dalmata arlecchino gigante di nome Olivia.

 

Alfredo Sgarlato

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