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21 maggio 2013 ,

The National

TROUBLE WILL FIND ME

2013 - 4AD
[Uscita: 21/05/2013]

The National “TROUBLE WILL FIND METhe National sono una di quelle band che si affermano sul lungo periodo. Originari di Cincinnati, si sono trasferiti a Brooklyn, patria o sede dei più interessanti gruppi americani dell'ultima generazione, come Animal Collective, Grizzly Bear, Dirty Projectors, Arcade Fire, con cui condividono palchi e progetti. Giunti al sesto album, dopo una serie di uscite molto apprezzate dalla critica, non deludono, ma non si può nemmeno dire che con questo disco salveranno il mondo. La miscela di new wave e rock americano che caratterizza il gruppo, più originale rispetto alle troppe copie carbone che ormai affollano numerose il panorama della musica rock, funziona, ma alla lunga risulta un poco monotona. Sui blog si parla di tensioni interne al gruppo, che come ben sanno i fan è formato da due coppie di fratelli accanto al cantante Matt Berninger, ma di ciò non vi è traccia nel disco che appare quieto e rilassato. Rispetto al precedente “High Violet” (2010) mancano le orchestrazioni di archi e ottoni che erano presenti in alcuni brani di quel disco, che aveva un tono a tratti più magniloquente, oltre ad avere qualche influenza Velvet che in questo “Trouble will find me” non riscontriamo. Nel nuovo disco abbiamo qualche raro passaggio orchestrale ma rimane molto sullo sfondo.

 

La novità di questo disco è che il cantante Berninger modula molto di più la voce, rispetto al suo classico timbro baritonale, che ricorda quello di Stuart Staples dei Tindersticks.  La sorpresa è già nel primo brano, I should live in salt, dove Matt rimembra gli errori del passato, con una ballata dal ritmo cullante in cui la voce ha toni persino acuti. La sua pronuncia è molto precisa, e seguire i testi è molto più facile che con altre band. Con la successiva Demons si torna ai toni cupi, siamo in ambito più new wave con una sezione ritmica molto più presente e squadrata. Don't swallow the cup è un brano tra i più incisivi, molto anni '80, con le chitarre taglienti e la ritmica precisa, molti tamburi e pochi piatti. Caratteristica tipica dei National è l'importanza della sezione ritmica, anche nei brani più d'atmosfera, mentre gli altri strumenti, chitarre e tastiere non prevaricano mai e creano soprattutto sfondi sonori al servizio della voce. Si alternano nel disco le ballate di ispirazione tipicamente americana, con brani più influenzati dai gruppi inglesi del dopo punk, ma fortunatamente non si può indicare un gruppo preciso piuttosto che un altro, si tratta di un clima e della ripresa di uno stile. In Sea of love Matt canta che se fugge i guai lo troveranno; non fuggiranno invece gli ascoltatori poiché il disco è valido, anche se una durata minore avrebbe giovato. Ospiti Sufjan Stevens, St Vincent e Sharon Van Etten. La copertina è una foto opera dell'artista Deirdre O'Callaghan. 

Voto: 7/10
Alfredo Sgarlato

The National 

 


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