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18 novembre 2013 , ,

Melvins

TRES CABRONES

2013 - Ipecac Recordings
[Uscita: 05/11/2013]

melvins# Consigliato da DISTORSIONI

 

Inizieremo questa recensione senza troppi giri di parole, cercando di mettere sul piatto la nuda verità: nessuno è mai riuscito in 30 anni di carriera ad avere una continuità ed una qualità comparabile a quella dei Melvins. Siamo nel 2013, i Melvins hanno iniziato a suonare circa nel 1983, ed in quella primissima formazione c’era un certo Mike Dillard alla batteria, dopo qualche demo Mike dovette cedere il posto a Dale Crover, che rimarrà al fianco del chitarrista/vocalist King Buzzo per circa 30 anni, insieme formano l’anima indissolubile dei Melvins. Ora a distanza di 30 anni Mike ritorna dietro i tamburi e Dale si sposta al basso, un ritorno al futuro molto suggestivo che darà alla luce alcuni singoli ed ep: “Tres Cabrones” è una raccolta di questo materiale piu’ alcuni brani inediti. Quello che ne viene fuori è uno dei dischi dei Melvins più belli degli ultimi dieci anni. Il secondo brano City Dump è una vera e propria coltellata nel cranio, da mettere costantemente in repeat sul lettore, un riff che non se ne sentivano dai tempi di Joan of Arch del celebrato “Houdini”, sono passati vent’anni ed ancora non hanno perso lo smalto, anzi, sono ancora più cattivi se è possibile.

 

melvinsIl vino buono quando invecchia diventa migliore, e pezzi come American Cow lo dimostrano, e mi viene il sospetto che i Melvins in formazione “ridotta” (ovvero senza la fusione con i Big Business) diano il meglio, chissà se non sia una prima avvisaglia di un ritorno al “tridente”, se i risultati sono questi sicuramente non sarebbe una cattiva idea. Nel disco sono disseminati alcuni brani tradizionali americani reinterpretati secondo la proverbiale ironia della band, naturalmente questo fa parte del gioco e se qualcuno non approva, beh! allora non ha capito nulla. Dogs and Cattle Prods è nove minuti di puro rock, una lenta cavalcata su un riff intriso di classicità che rasenta l’orgasmico per chi è cresciuto a pane e Kiss, monumentali. Il penultimo brano Walter’s Lips è una cover della band The Lewd, un lampo di punk rock in un disco intriso di sludge ed heavy rock, una brezza fresca nell’inferno, veramente piacevole. Come gli Unsane di “Wreck” questo “Tres Cabrones” dei Melvins è un capolavoro, una pietra miliare del genere noise rock, un qualcosa che ci porta a pensare come sia possibile misurarsi in un genere dove i “dinosauri” sono ancora vivi, vegeti ed affamati, ed a conti fatti, sono gli ultimi destinatari di un verbo rock che si sta andando perdendo fra ragazzini viziati/drogati e divismo sfrenato. Se amate il rock e volete qualcosa di buono per le vostre orecchie, non vi resta altro che comprare questo disco, e lasciar perdere per un po’ le ristampe in vinile di platino degli Ac/Dc o i cofanetti deluxe da 100 euro dei Black Sabbath con i dischi del ‘76… loro sono morti, i Melvins sono vivi.

 

Voto: 9.5/10
Nick Zurlo

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