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11 luglio 2015 , ,

Richard Thompson

STILL

2015 - Fantasy Records
[Uscita: 23/06/2015]

Inghilterra   #consigliatodadistorsioni  

 

Richard-Thompson-Still-1024x1024-560x560Il mondo della musica rock è ormai popolato di sessantenni più che determinati a non abbandonare le scene. L'elenco è troppo lungo per essere qui riportato. Vi basti sapere che non tutti sanno invecchiare con grazia e che non tutti hanno qualcosa da dire. Richard Thompson – classe 1949 – porta benissimo i suoi anni e sa che quella di scrivere canzoni è un'arte che va coltivata con cura. Nell'ultimo scorcio della sua lunga vicenda artistica ha privilegiato il lato elettrico del suo “suono” e questo nuovo "Still" dimostra ancora una volta di che stoffa sono fatti i suoi dischi. Ha chiamato a produrlo Jeff Tweedy (leader di Wilco) e mai scelta si è rivelata più giusta. Tweedy è americano, ma non è insensibile al canto delle sirene di Albione, il filo rosso che lega dal lontano 1968 la musica e i testi del grande musicista inglese.

 

 

Ho avuto l'opportunità di intervistare Richard Thompson per il Mucchio al principio degli anni '90 e penso valga la pena di riportare qui alcune delle cose che mi ha detto:

 

G.S. - Ancora adesso, ascoltando il primo disco dei Fairport (Convention), si nota come tu fossi un chitarrista completamente differente dagli altri...

R.T. - Bene! (ride).

RichardThompsonG.S. - Non è per farti un complimento... Gli altri suonavano blues, magari anche molto bene, ma tu eri proprio diverso

R.T. - Io volevo essere differente. Volevo e voglio ancora non assomigliare a nessun altro. Non riesco a capire cosa ci sia di tanto importante nell'essere un chitarrista di blues bianco. Non potrai mai essere bravo come Buddy Guy. Lui è cresciuto in un'altra cultura... così come Muddy Waters non avrebbe potuto cantare e suonare folk scozzese. Devi fare quello che sei capace di fare. Nei Fairport facevamo quello che eravamo capaci di fare: era la nostra cultura e abbiamo provato a renderla più moderna, contemporanea, accostandola al rock.

 

 

ThompsonTweedyCosì, a partire dalla malinconica Meet On The Ledge e dall'amara e toccante Genesis Hall, emerge un'Inghilterra ancora dickensiana, attraversata com'è da conflitti e tensioni. Thompson non sarebbe d'accordo, ma gli elementi essenziali della sua scrittura sono già in "Henry The Human Fly", il suo primo album solo, dove la chitarra elettrica è tagliente come una cornamusa. Thompson rifarebbe le parti vocali, lo ha dichiarato più volte. E sbaglierebbe, come ha fatto nel recente "Acoustic Classics", in cui è evidente lo sforzo per cantare bene. Da perfezionista esagerato, Richard Thompson ha bloccato per anni un live acustico, "Small Town RT+Photo+5Romance", salvo ritrovarselo anche come bootleg parecchi anni dopo. Still ce lo ripropone in forma smagliante, protagonista di assolo chitarristici veramente incredibili (Long John Silver, She Never Could Resist A Winding Road, Where's Your Heart, No Peace No End, All Buttoned Up, Guitar Heroes) ed autore di songs emozionanti e chiaroscurali (le splendide Josephine e Broken Doll, Patty Don't You Put Me Down, Dungeons for Eyes, l'acustica Beatnik Walking). Ancora oggi Thompson è in grado di stupire: niente male per un signore della sua età e della sua formazione poetica e musicale.  

 

Voto: 8.5/10
Giancarlo Susanna

foto 3:  Richard Thompson e Jeff Tweedy 

 

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