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Wilco

STAR WARS

2015 - dBpm-ANTI- Free Download: 17/07/2015
[Uscita: 17/08/2015]

Stati Uniti    #consigliatodadistorsioni     

 

wilcoAncora una volta i Wilco si dimostrano dei veri maestri dello sfruttamento delle possibilità offerte dalla rete offrendo il nuovo album in streaming su vari siti e in download gratuito (per un lasso di tempo limitato, 30 giorni) pubblicandolo improvvisamente sul loro sito, da un momento all’altro e senza alcun preavviso. E’ perfettamente riuscita l’impresa di non far trapelare alcuna notizia sulla sua lavorazione, regalando così una piacevole sorpresa a tutti i loro fans. Cosa che in tempi di social network, twitter e altre diavolerie appare quasi come una missione impossibile. Nell’anno del reboot della saga di Guerre Stellari, la scelta del titolo, “Star Wars,  è geniale frutto di un tempismo straordinario mentre la copertina attira immediatamente l’attenzione essendo il gatto l’animale più amato (e odiato) e diffuso tra i filmati e le pubblicità che popolano i vari media. Gattino che suI loro sito web ammicca ancora più furbescamente aprendo e chiudendo gli occhi. Micetti e fantascienza popolare a braccetto, roba che andrebbe tacciata di alta ruffianeria ma che, conoscendo i Wilco, il tutto sia da prendere con grande ironia e leggerezza.  Il lancio in grande stile é stato completato la sera stessa del 17 luglio quando l’intero album è stato eseguito per la prima volta dal vivo al Pitchfork Festival di Chicago e trasmesso in streaming con un audio super hi-fi e video in alta definizione. 

 

Non deve stupire il fatto che già alla prima uscita le nuove canzoni siano state eseguite perfettamente, quasi avessero da sempre fatto parte della discografia del gruppo, a ulteriore conferma delle grandi capacità tecniche dei musicisti e del grado di coesione ormai raggiunto. Chapeau. C’è da felicitarsi del fatto che Jeff Tweedy abbia trovato il tempo di riaccendere i motori della nave madre, pur nel pieno di vari progetti produttivi wilco1(Mavis e Pops Staples, Richard Thompson, Low) recupero di artisti semi-dimenticati (Bill Fay), carriere parallele (l’album “Sukiarae”, col figlio Spencer) e partecipazioni ad album altrui (il nuovo Minus 5).  Star Wars arriva nel pieno del tour celebrativo del ventennale della fondazione del gruppo, i cui festeggiamenti ebbero inizio lo scorso autunno con la pubblicazione del monumentale cofanetto “Alpha Mike Foxtrot”. EKG lancia Star Wars nell’iperspazio, è un pezzo strumentale di soli 1:16’’ che delinea perfettamente la direzione che intraprenderà il resto dell’album: canzoni per la maggior parte dalla durata intorno ai tre minuti e a volte meno, compresse e veloci, repentini cambi di ritmo e stili, tante chitarre tutte piuttosto serrate e tanta voglia di divertimento, durata totale che si attesta intorno ai 34 minuti. Insomma, Rock’Roll come dio comanda, puro, concreto, dinamico e coinvolgente, completamente privato da qualsiasi spocchiosità e accenni di grandeur. 

 

Non ci sono cambiamenti nel suono e nella produzione? Tutto vero, l’asticella stavolta non viene alzata, per una volta che ci pensino altri gruppi più attuali e alla moda .Qui si suona il miglior rock, R.O.C.K. in circolazione e lo si fa nel miglior modo possibile. La cosa è ampiamente sufficiente e assolutamente appagante, anche perchè di Star Wars fanno wilco2parte alcune tra le canzoni più belle scritte in carriera da Jeff Tweedy, pezzi che dal vivo faranno faville e che entreranno a pieno diritto a far parte delle scalette dei futuri concerti. Canzoni che al primissimo ascolto faticano un pochino a farsi apprezzare ma che già dopo altri due diventano irresistibili. E’ il grande pregio della breve durata del disco: in due ore lo si ascolta quattro volte! E’ il caso di Random Name Generator dal ritmo sostenuto, basso pulsante e batteria a rullo compressore a fare da impalcatura a tre chitarre tre tirate a lucido come non mai, prende fin da subito e non molla più. The Joke Explained svela il trucco del Dylan travestito da Nick Lowe ed è l’assist a quella che fin da subito appare la vetta del disco: You Satellite è l’aria che ogni fan dei Wilco ha bisogno di respirare da ogni loro nuovo disco.

 

Quella miscela fatta di percentuali calibratissime di psichedelia, di caos e rumore bianco controllato, di sezioni ritmiche che si fanno man mano più serrate e di chitarre che diventano sempre più frenetiche fino a formare una nuvola carica di violacea elettricità Sonic Youth. A stemperare l’atmosfera e a fare da contraltare ci pensa Taste the Ceiling, il brano più leggero e pop del disco, parente stretta delle You and I e A Magazine Called wilco3Sunset del recente passato. Pickled Ginger tra accenni stoner e barbe ZZ Top perlustra territori finora abbastanza ignoti al gruppo di Chicago: quello che ne risulta è un breve e divertente boogie-rock’n’roll come lo intenderebbe Jack White. Cold Slope e King of You sembrano due parti di una stessa canzone. Rock solido e senza troppi fronzoli, due pezzi che sarebbero stati molto bene su “Being There”. Poi si chiude alla grande. Magnetize è bellissima, tastiere morbide, accenni di Pink Floyd, il pianoforte e quel leggero eco sulla voce sono Lennon al 100% però la scrittura arriva più dal versante McCartney. Quei cori quasi estrapolati da “Pet Sounds”, il modo in cui entra la batteria, le pennellate di archi, un theremin e forse anche un mellotron sono i contributi a un arrangiamento che rasenta davvero la perfezione. Una volta ancora massimo rispetto verso l’ultima sincera, onesta e grande rock-band americana. 

 

Voto: 7.5/10
Roberto Remondino

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