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29 luglio 2017

Bill Frisell - Thomas Morgan

SMALL TOWN

2017 - ECM Records
[Uscita: 26/05/2017]

Stati Uniti   #consigliatodadistorsioni     

 

imageIl nuovo album del chitarrista Bill Frisell, tra i tanti con i diversi produttori e i numerosi progetti dal vivo, è una registrazione live al Village Vanguard prodotta da Manfred Eicher della ECM che comincia con una lunga esplorazione di 11 minuti nelle lande sperimentali d'America. In questa prima traccia del compianto Paul Motian, It should have happened a long time ago, si ascoltano gli echi di quei loop di cui Frisell ha riempito quella registrazione solista totalmente improvvisata commissionatagli nel 2013 da John Zorn e venuta fuori con il nome di Silent Comedy. Stavolta però c'è il contrabbassista Thomas Morgan a sorreggergli l'impalcatura armonica ma Frisell non rinuncia comunque a quelle proprie sovrimpressioni di effetti seppure dentro un'atmosfera molto quieta. Dopo il classico Subconscious Lee (brano di Lee Konitz che Frisell ha spesso suonato), la piacevole quiete continua nella terza traccia, Song for Andrew n. 1, traccia che lo stesso Frisell ha registrato nel disco con Andrew Cyrille dell'anno scorso, “The declaration of Musical Independence”, a nome di quest'ultimo.

 

a1f68e517889c2424230de5d785a6L'atmosfera si fa più densa e diventa bucolica in Wildwood Flower e Small Town, quest'ultima uno scavare indietro negli strati del tempo per dissotterrare la piccola città che i neri d'America hanno per qualche calamità dovuto abbandonare; tornano alla mente quelle immagini, musicate dallo stesso Frisell, del film “The Great Flood” sull'inondazione del Mississipi del 1927. Small Town è anche brano che fa parte di “Disfarmer”, album del 2009 alle cui musiche Frisell ha associato le fotografie di individui emarginati nei villaggi dell'America di fine '800. Un leggero ed elegante swing connota la traccia What a party, tra intervalli armonici che ancora una volta hanno una provenienza rurale, sulle cui variazioni il duo intesse brillanti interplay. Il dialogo si fa più lento, ma non meno ricco, nel lungo medley Poet/Pearl e nella conclusiva Goldfinger. Ancora una volta, le radici d'America sono il punto fermo d'approdo del viaggio sperimentale di Bill Frisell a ritroso verso il ritrovamento di nuove origini. 

 

Voto: 8/10
Sergio Spampinato

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