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8 settembre 2016 , ,

Wilco

SCHMILCO

2016 - Anti Records
[Uscita: 09/09/2016]

Stati Uniti    #consigliatodadistorsioni

 

shmilcoDopo avere assistito ad un concerto di Wilco si ha come la sensazione che la band di Jeff Tweedy sia l'ultima depositaria dei canoni della musica americana e che nessuno oggi sappia suonare così, sia per perizia di mezzi che per feeling. A prescindere da ciò, basterebbe scorrere i singoli capitoli dell'intera discografia per notare come il livello di scrittura dei nostri si sia sempre attestato su livelli elevatissimi, grazie ad una formula che coniuga l'obliquità di un'attitudine indipendente con una sensibilità che scaturisce dal collocarsi in un continuum con quanto di meglio il rock abbia prodotto dai '60 ai '70. Da questo punto di vista i Wilco sono inattaccabili e non solo per una incrollabile coerenza di fondo, ma anche perché è impossibile trovare un loro disco che non lasci il segno. Tuttavia, è indubbio che nella carriera della band vi sia un prima ed un dopo e che tale confine coincida senza dubbio con l'ingresso nella line up di Nels Cline, chitarrista che ha contribuito a spingere le potenzialità della scrittura verso nuovi spazi lambiti dalla avanguardia (si veda alla voce "Sky Blue Sky"). Appena l'anno scorso veniva pubblicato a sorpresa l'album "Star Wars" da cui emergeva con più decisione l'impronta di Cline ed una natura più estemporanea dei brani; oggi il nuovo "Schmilco", la cui copertina è impreziosita dalle tavole del fumettista spagnolo Joan Cornellà, sembra seguire ben altre direzioni.

 

Schmilco_Zoran_HiresNon più inquieta elettricità, seppur incanalata in un formato classico, bensì sintesi e maggiore semplicità cui si unisce una resa sonora strategicamente lo-fi oriented. Nelle nuove canzoni c'è tutta la sensibilità e la visione di Jeff Tweedy, coagulata in una dimensione dove a prevalere è la voce e la chitarra acustica accompagnata da una sezione ritmica minimale. Il risultato è un disco di buone canzoni il cui pregio è quello di farti sentire subito a casa. L'opener Normal American Kids è un intimo folk languido, così come If I Ever Was A jeffChild  dal codice genetico harrisoniano ed in cui trovano posto piccole gocce di lap steel. Cry All Day è la canzone che i War On Drugs avrebbero voluto scrivere, Common Sense è il cuore che cede il passo alla follia invocata dai deragliamenti di Cline, così come lo pseudo glam di Someone To Lose suona come l'ingenuità glitterata di Marc Bolan. Se Happiness condivide la stessa genealogia di Kurt Vile con il suo ritornello delicato e accorato, Quarters vive negli intarsi microritmici di Glenn Kotche e nelle wilcolivesfumature di suoni impalpabili. Colpisce poi We Aren't The World (Safety Girl) per la sua sommessa drammaticità e la conclusiva Just Say Goodbye per il suo microcosmo di suoni scombiccherati. Anche se Schmilco non è tra i migliori album licenziati da Wilco, complice una componente di mestiere che qua e là fa capolino, è comunque l'ennesima conferma di come Tweedy non sia in grado di fare un brutto disco, neanche se si mettesse d'impegno. E questa è una certezza che rassicura come non mai.   

Voto: 7/10
Giuseppe Rapisarda

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