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28 agosto 2017

Paul Weller

MOTHER ETHIOPIA – EP

2017 - Solid Bond Productions Limited-Parlophone Records
[Uscita: 12/08/2017]

Inghilterra-Etiopia

 

MI0004276380Una delle qualità per cui Paul Weller si fa apprezzare maggiormente è la capacità di stupire il suo pubblico con prodotti affascinanti, suggestivi e certamente imprevisti. Ultimo in ordine di tempo, questo EP  “Mother Ethiopia”, in cui il Modfather inglese si misura con la world music, nel tentativo di coniugare le sue tendenze musicali più recondite e “ossessive”: il soul (protagonista dell’ultimo disco solista “A Kind Revolution” e di altre positive collaborazioni uscite nel 2017) e la tendenza, tipica del mod -vecchio in questo caso- che fermo con le mani in mano proprio non ci sa stare, di sperimentare e fondere terreni musicali apparentemente opposti ma che trovano una loro collocazione una volta manipolati dal suo “trademark”. Nel bel mezzo del tour che sta portando la nuova musica targata Paul Weller in giro per l’Europa, l’America e l’Asia, l’ex Jam e Style Council sorprende di nuovo proponendo una triplice versione del brano Mother Ethiopia, attingendo a piene mani ad alcune preziose risorse musicali passate per la sua sapiente guida negli ultimi tempi.

 

wellerA cominciare dagli Stone Foundation (il cui ultimo disco, “Street Rituals”, è stato prodotto dallo stesso Weller, che ha partecipato in maniera fattiva anche alle fasi di composizione e di registrazione), con cui il Nostro propone una gustosissima versione del pezzo tra acid jazz e blue-eyed soul. Ancor più interessanti sono, però, i due successivi episodi: Mother Ethiopia Part 2 si giova della partecipazione alle percussioni di Bongo Bob, per uno stupefacente mix di afro-jazz, soul, hammond beat e chitarre dal raffinatissimo gusto desert rock. Ma il piatto forte Weller lo riserva per l’appetitoso finale: sulla base del brano precedente, Mother Krar_Collective_By_Jacob_Crawfurd-4-2000Ethiopia Part 3 (No Tribe No Colour) aggiunge delle fiabesche e orientaleggianti liriche in amarico (lingua originaria del Corno d’Africa e del Golfo Persico), cantate da Genet Assefa (foto a sinistra), voce dell’ensemble anglo-etiope di stanza a Londra Krar Collective, con cui è stato registrato il pezzo. Mother Ethiopia è un altro straordinario saggio di un maturo pan-wellerismo musicale; un prodotto controverso, tumultuoso e ricco di fascino che solo chi veste i panni del changingman per definizione era capace di consegnarci.  

 

Voto: 7,5/10
Riccardo Resta

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