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17 agosto 2017

J.Saft-S.Swallow-B.Previte with Iggy Pop

LONELINESS ROAD

2017 - RareNoiseRecords-Goodfellas
[Uscita: 26/05/2017]

Stati Uniti

 

jamie coverLa carriera di Jamie Saft è costellata di collaborazioni ragguardevoli, da quelle con John Zorn, Dave Douglas e Wadada Leo Smith ad altre con Bad Brains e Beastie Boys. Il pianista, tastierista e compositore di New York si ripresenta con la stessa formazione con la quale nel 2014 diede alle stampe "The New Standard", continuando idealmente lungo lo stesso percorso stilistico. Ritroviamo quindi l'inossidabile Steve Swallow al basso, veterano che ricordiamo al fianco di Carla Bley, Paul Bley, Jimmy Giuffre, Gary Burton, Paul Motian ed un'infinità di altri nomi incastonati nella storia del jazz, mentre alla batteria  il poliedrico Bobby Previte (a destra nella foto sotto a destra) può vantare lavori assieme a Tom Waits, John Zorn, Charlie Hunter, Gianluca Petrella, John Medeski ed Elliot Sharp. Un combo di tutto rispetto quindi, al quale si aggiunge la presenza in tre brani dell'Iguana Iggy Pop. Insomma, i presupposti perchè "Loneliness Road" sia un ottimo album non sembrerebbero mancare: purtoppo però, come spesso accade, l'avere dinanzi ottimi musicisti non basta a decretarne il successo alla prova discografica.

 

Il tutto è molto ben suonato, soprattutto da Steve Swallow (a sinistra nella foto) il cui tocco al basso è semplicemente straordinario, ma avvertiamo una certa inconcludenza nelle composizioni, come se si rimanesse imbrigliati nei grooves aspettando che qualcosa accada. Tutto il lavoro, ispirato piuttosto esplicitamente a John Coltrane, Pharoah Sanders SAFT-SWALLOW-PREVITE-lowres_550fino anche a Lonnie Liston Smith, sembra funzionale all'esposizione tematica da parte di un elemento melodico che però suona assente o quantomeno poco consistente. Ci si aspetterebbe in certi momenti il tenore o il soprano di un novello Trane svettare dopo qualche battuta di introduzione ma si rimane in attesa. Un vuoto creato proprio dal pianoforte di Jamie Saft (al centro nella foto) il quale sembra rimanere intrappolato nel riproporre copie alquanto sbiadite di McCoy Tyner, Alice Coltrane e Horace Silver. Anche per quel che riguarda gli interventi di Iggy Pop le cose non sembrano molto più interessanti dato che sostanzialmente la sua voce si limita  il più delle volte ad appoggiarsi alle note scandite dal pianoforte.

Tra questi, sicuramente il più godibile è proprio la title-track il cui tema sembra appositamente scritto per le doti interpretative dell' Iguana. Il trio di Jamie Saft ha voluto confrontarsi con una bella parte di storia del jazz cercando di darne una rilettura sicuramente sentita, senza però riuscire ad introdurre degli elementi stilistici in grado di delineare una personalità forte e distinta, il che non permette a Loneliness Road di aggiungere qualcosa a quanto già sentito. 

 

Voto: 6/10
Aldo De Sanctis

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