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12 aprile 2017

Stefano Agnini

IL CERCHIO MEDIANICO

2017 - AMS Records
[Uscita: 10/03/2017]

#consigliatodadistorsioni

 

Tratteggiare in poche righe il profilo artistico di uno come Stefano Agnini non è impresa semplice. Apprezzato fonico cinematografico con all'attivo oltre quaranta produzioni indipendenti, tastierista, paroliere e compositore, Agnini si è fatto notare per la partecipazione a significative produzioni legate allo scenario neo prog made in Italy, dapprima come componente de La Coscienza di Zeno ed in seguito con l'ambizioso progetto La Curva di Lesmo al fianco del vulcanico factotum Fabio Zuffanti (Finisterre, La Maschera di Cera e Hostsonaten). Adesso a legittimare il conseguimento di una inequivocabile maturità sopraggiunge la sua prima opera prima da solista “Il cerchio medianico”, concept che narra la surreale vicenda di un bizzarro viaggio post mortem. Una ricercata commistione di generi, uno strabordante crossover di impressioni sonore che spaziano tra cantautorato classico, grooves di stampo funk, atmosfere esotericamente vintage e lounge, fusion e canterbury sound esaltano l'anima libera di un disco difficilmente catalogabile, che affonda le sue intenzioni nel progressive più sperimentale ed articolato. Non a caso l'etichettatura Prop scelta dallo stesso Agnini nel sottotitolo di copertina, è l'esplicito richiamo a una elegante osmosi tra orditi pop e caleidoscopiche velleità prog. 

 

La presenza di prestigiosi ospiti amplifica il valore assoluto del disco; lungo la sua intelaiatura teatrale bambole senza testa, spiriti guida indaffarati, anime vaganti e malinconici figuri prendono vita attraverso le espressive timbriche di Boris Savoldelli, dello storico vocalist del Museo Rosenbach 'Lupo' Galifi, del fiatista Martin Grice dei Delirium e di Serena Zanardi, autrice delle quanto mai conturbanti sculture presenti nell'artwork di copertina. Non di meno spessore risultano le performance dispensate dai agnionifotobassisti Fabio Zuffanti e Daniele Sollo, da Matteo Nahum (chitarra), Andrea Orlando (batteria), Melissa Del Lucchese (violoncello), Marco Callegari (tromba) e Luca Scherani (fisarmonica). Dovendo estrapolare gli episodi più rappresentativi da “Il cerchio medianico” la scelta ricade sulle tracce Un attimo di vita, Canzone della bambina senza testa, Arrivo della guida e Canzone della realtà disidratata anche se ovviamente, come per ogni lavoro a tema che si rispetti, il risultato è convincente nella sua compiutezza. Non vanno deluse le aspettative per questo singolare debut-album (rilasciato dalla AMS Records anche in una originale edizione limitata in audiocassetta per collezionisti); Agnini estrae dal suo vasto retroterra professionale esclusivamente soluzioni persuasive confermandosi tra i più rappresentativi esponenti del panorama sperimentale nostrano. A lui va il merito di sapere azzardare con proposte di ampio respiro che racchiudono l'essenza intrinseca del suo maniacale approccio con le arti musicali e visive. E sinceramente, tutto ciò, risulta essere non poco.

Voto: 8/10
Alessandro Freschi

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