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26 luglio 2016 , , ,

Gianluca Becuzzi

FARAWAY FROM LIGHT

2016 - LUCE SIA, SHOW ME YOUR WOUNDS PRODUCTION – 3 tracce – 46 minuti) - CD a tiratura limitata 200 copie in standard Jewel-case
[Uscita: 10/05/2016]

#consigliatodadistorsioni     

 

becuzziTorna Gianluca Becuzzi con un nuovo album a dieci mesi dal precedente “Deceptionland” (uscito per la label svizzera Swiss Dark Nights), che vedeva il compositore elettroacustico toscano riassumere in un solo disco le esperienze musicali dei suoi ultimi quindici anni di carriera (solista o in progetti come Noise Trade Company, Grey History, Kinetix, Limbo, Becuzzi|Orsi). Grazie allo sforzo congiunto di altre due etichette svizzere, Luce Sia e Show Me Your Wounds Production, questo lavoro, creato nel 2013, riesce a vedere finalmente la luce. Il sound di questo disco è pertanto più simile a quello ambient-industrial di “We Can Be Everywhere” (Final Muzik, 2014) che a quello eterogeneo del già citato Deceptionland

Escludendo lavori a breve durata, quelli in collaborazione con altri artisti e la raccolta di remix dei suoi Limbo, Faraway From Light è il nono album in dieci anni di ricerca solista sul suono elettroacustico, senza dimenticare la sua militanza nella scena industrial dal 1984 al 2001. Le fonti sonore “concrete” utilizzate nelle tre tracce che compongono il disco sono state registrate nel 2013 a Berlino, nelle torri di Teufelsberg (in tedesco “montagna del demonio”), un centro della National Security Agency (NSA) sito nella parte ovest della città (su una collina artificiale ricavata dalla sedimentazione di resti di bombardamenti del secondo conflitto mondiale) e abbandonato dall’intelligence statunitense dopo la caduta del muro. E’ facile immaginare come i suoi spazi ormai vuoti becuzzi2possiedano qualità risonanti, tali da renderlo un luogo particolarmente interessante anche dal punto di vista acustico.

 

Apre Evil Throughout History [a], scurissima traccia ambient-industrial in cui, sotto stratificazioni sonore dissonanti, si riescono a udire i field recordings berlinesi (clangori metallici e manipolazioni di materiali). La traccia che caratterizza maggiormente il disco è la centrale The Addiction, suite elettroacustica di circa trentasette minuti presentata nel 2013 in occasione del festival cagliaritano di musica e cinema sperimentale “Solo Il Mio Nero” come sonorizzazione dell’omonimo film di Abel Ferrara. Il brano comincia con un drone digitale su cui Becuzzi, come un moderno sciamano, armeggia con squillanti “suoni trovati” (al pari di sonagli rituali) e con stridori metallici; all’ottavo minuto la suite si trasforma in una sinfonia noise (i rumori delle acciaierie della nativa Piombino devono aver influenzato la musica dell’artista); a metà esatta della composizione, in uno stato di calma momentanea, si riescono a distinguere chiaramente le inquietanti registrazioni berlinesi, ma circa un minuto dopo si viene becuzzi1aggrediti da brutali percussioni metalliche in stile primi Neubauten/SPK. L’alternanza tra momenti di quiete apparente e di furia devastante caratterizza la seconda parte della suite, gettandoci in uno stato di tensione persistente.

Chiude Evil Throughout History [b], continuazione della parte [a] (provate ad ascoltare i due brani di seguito): dalle manipolazioni materiche dell’autore emerge un roboante drone che si avvicina minaccioso fino ad inghiottire i field recordings stessi; nella seconda metà del brano suoni stridenti ultra-riverberati si stendono su tappeti sonori fissi (di cosmica memoria). A partire già dal titolo Faraway From Light è un disco dalle tinte fosche e dal suono bruitista, uno dei lavori più estremi ad oggi presentatoci dal compositore, e che tanto appassionerà i cultori della musica elettroacustica, concreta e dell’ambient industrial. 

 

Voto: 7.5/10
Diego Loporcaro

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