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27 maggio 2017

Swanz The Lonely Cat

COVERS ON MY BED, STONES IN MY PILLOW

2017 - Desvelos Records
[Uscita: 26/05/2017]

#consigliatodadistorsioni

 

Swanz The Lonely Cat (Luca Andriolo), è frontman e autore dei torinesi Dead Cat In A Bag, straordinaria band dedita a una pericolosa miscela di cantautorato folk le cui influenze spaziano da Tom Waits a Cohen, dai Balcani alla frontiera americana. Swanz pubblica ora il suo primo disco solista, un'opera che, come il titolo chiarisce, è composto da una rivisitazione in chiave molto intima e personale di brani altrui. Un'opera tanto intima da essere stata registrata nel salotto di casa e nella quale quasi tutti gli strumenti sono suonati dal Nostro, avvalendosi di pochi, fidati collaboratori, come Roberto Necco al longneck banjo, Francesca Musnicki agli archi, Thomas Guiducci che suona diversi strumenti e coproduce.

 

Si inizia con una sofferta e struggente versione rallentata di Love Me Tender, con la voce di Swanz che sembra attorcigliarsi roca e affaticata su una spettale e rarefatta chitarra, mentre il banjo e un violoncello quantomai cupo introducono la cover di Wayfaring Stranger, tradizionale americano cantato fra gli altri da Johnny Cash che nel finale assume inaspettati toni epici. Con Peggy Sue Got Married il rock'n'roll di Buddy Holly viene trasformato in un'intima ballata amara alla Tom Waits. Grazie agli archi e al swanzfotocanto accorato di Swanz, The Eternal dei Joy Division diviene una romantica e intellettuale chanson da rive gauche, con Gitanes Papier Mais e Pernod come illusorie consolazioni. E' una versione che colpisce per originalità e sorprende chi si sarebbe aspettato un'interpretazione scarna ed essenziale quella della dylaniana All Along The Watchtower, infatti l'arrangiamento è ricco di strumenti, quasi ridondante, mentre la voce di Swanz è più arrochita che mai, sembra uscita da un delirante carnevale dei folli. Commuove nel suo slowcore l'intensissima versione di Toughtless Kind di John Cale, e lo stesso affetto produce Mother's Last Words To Her Son, un blues intriso di religiosità di Washington Phillips. Non meno riuscita la sommessa versione di For The God Times di Kris Kristofferson e la notturna e inquieta Cold Cold Heart di Hank Williams, qui i suoni sembrano sopraffare le parole e il dolore divenire ineluttabile.

 

swanzfoto1La scelta dei brani e la personalissima interpretazione che ne dà Luca Swanz sono in linea con una visione dolorosa dell'esperienza del vivere, da ogni nota il musicista torinese trae linfa, ora amara come le lacrime, ora cupa e tenebrosa, perché queste sono canzoni sue, ricche di vita vissuta, la sua che si affianca, sovrappone a quella degli autori. Del resto ogni canzone, una volta uscita dalle mani del suo autore, vive in chi ascolta e chi la ama la fa propria, la lega ai momenti importanti della sua vita, la legge con suoi occhi e la sua anima. Solo che non tutti sono artisti e sono capaci di far rivivere le canzoni che amano in modo personale, leggendovi in esse la loro stessa esperienza, la loro stessa vita per riproporle così agli altri, e in questo consiste il saper fare cover e questo è quello che Swanz The Lonely Cat è riuscito mirabilmente a realizzare, fare pulsare in ogni brano il suo universo poetico e umano e l'amore e la passione che nutre verso la musica che ci ripropone.

Voto: 7,5/10
Ignazio Gulotta

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