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19 novembre 2016 , ,

Black Bombaim & Peter Brötzmann

BLACK BOMBAIM & PETER BRÖTZMANN

2016 - Shhpuma / Lovers & Lollypop
[Uscita: 27/09/2016]

Portogallo-Germania   #consigliatodadistorsioni

 

La fenomenale band stoner portoghese dei Black Bombaim ritorna su disco e lo fa, e come potrebbe essere diverso, con un'ennesima prova volta a esplorare territori nuovi e contaminazioni fertili ed eccitanti. Naturalmente rimandiamo ai loro precedenti lavori, recensiti sul nostro sito, per chi volesse avere maggiori informazioni, ricordiamo soltanto che nel passato hanno realizzato un album con i post-rockers La La La Ressonance, loro compatrioti, e che nei loro dischi hanno spesso suonato musicisti jazz come il sassofonista Rodrigo Amado. Ed ecco ora l'incontro con un altro sassofonista jazz, il tedesco Peter Brötzmann, artista che ama anche lui sperimentare e non disdegna di inerpicarsi in collaborazioni prossime al rock più sperimentale. 

 

Lo stoner del trio portoghese -la formazione è quella classica chitarra, basso e batteria- si colora di impennate space rock, di sprazzi lisergici, di pulsioni ritmiche kraut che si sviluppano in lunghe session strumentali nelle quali la trance ipnotica si accompagna all'improvvisazione; in questo nuovo lavoro è al sassofono di Peter Brötzmann che è assegnato il ruolo di solista spalleggiato dalla chitarra solista di Ricardo Miranda. E l'incontro fra i portoghesi e il jazzista tedesco si dimostra estremamente positivo e affascinante, del resto le cose più interessanti ed eccitanti nel panorama musicale contemporaneo sono spesso quelle che nascono dall'incontro di diverse correnti musicali, che esplorano, anche a rischio di errori e imperfezioni, strade nuove e insolite. 

 

Qui la radicalità free jazz dell'improvvisazione di Peter Brötzmann fa inerpicare il sound psichedelico e ipnotico dei Black Bombaim su vette sonore ripide e ardite. Cinque i brani, dai 7 ai 14 minuti di durata, tutti registrati, come spesso accade per i BB, in diretta in session di tesa e vibrante improvvisazione, dando vita a jam possenti e tumultuose che esaltano il sax esplosivo e rabbioso di Peter Brötzmann, la precisa e geometrica forza della sezione ritmica, Tojo Rodrigues al basso e Paulo Gonçalves alla batteria, e la forza della chitarra solista di Ricardo Miranda. Un disco che pone la band portoghese sulla ribalta internazionale, confermando quanto di buono avevano fin qui realizzato e aprendo al contempo prospettive di inediti e micidiali sviluppi futuri: non era facile conciliare lo stoner, la psichedelia, lo space rock con il free jazz, ma il risultato è furiosamente riuscito.

 

Voto: 8/10
Ignazio Gulotta

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