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27 Febbraio 2015 ,

Van Der Graaf Generator MERLIN ATMOS: LIVE PERFORMANCES 2013

2015 - Uscita: 2 Febbraio 2015 - Esoteric Antenna-Cherry Red Records - CD/2 CD ltd. deluxe edition/Vinile

van der graaf live                           I N T R O

 

Io so solamente, che domani, io deve ancora una volta, re-imparare i pezzi di Van Der Graaf

 

Furono le parole con cui Peter Hammill, salutò il pubblico della Salumeria della Musica, locale milanese, al termine della sua tournée del 2012, non a caso, tra due esecuzioni, assai passionali, ma esecutivamente “sghembe”, di Still Life e House with no Door, parte della discografia più ispirata del gruppo madre. Le prime notizie, in merito a quello che sarebbe stato battezzato come The Plague Tour, furono che, la band, si sarebbe impegnata, ogni sera, nell'esecuzione delle due suite per eccellenza del repertorio hammilliano, l'intimo (e nevrotico) diario, dal nome Flight, da “A Black Box” (1980), figlio del repertorio solista e soprattutto, A Plague of Lightouse Keepers (1971), episodio centrale della produzione del Generatore e suo sepolcrale apice. 

 

Due brani, all'epoca, assolutamente inseriti nel proprio tempo, ma anche, assai in anticipo, rispetto a soluzioni soniche e formali d'assoluta eccellenza, nella capacità di legare, organicamente, pattern psicotici a melodie d'intimismo e lirismo quasi indifesi, dissonanza e melodia, con ritmiche, ora solide e reiterate in chiave minimal wave, ora autentici vortici tra jazz, proto metal e rumorismo. C'era tanto da studiare dunque, Mr Hammill! Soprattutto tenendo conto che: 1) A Plague… non era mai stata eseguita dal vivovan integralmente (l'unica versione live conosciuta, quella per una televisione belga, nel 1972, era risultato di diverse take editate e giunte; 2) Hammill, negli ultimi live, tanto in solo che con la band, aveva mostrato una pochezza strumentale, spesso più che imbarazzante e difficoltà notevoli anche nella tenuta del suono vocale (episodi assolutamente a parte, Sellersville, 23 Giugno 2012, Cesena e Milano 2011, con i VDGG); 3) Flight, per anni resa in bellissime versioni in quartetto (The K Group, Arnheim 25 Settembre 1981, tra le tante, oltre a quella del documento ufficiale The Margin) ed altrettanto, sorprendentemente, in rese per soli piano e voce (28 Agosto 1981, 24 Aprile 1985 e 9 Marzo 1985), negli anni '80, aveva trovato approdo abbastanza discutibile a nome VDGG, se non nel risultato del Nearfest, 2012, interessante, ma nulla più.

 

Merlin Atmos: le live performances del 2013

 

Le prime notizie, arrivate in fretta, assieme a rispettivi bootleg, audio e video, delle serate di Praga e Berlino, sono state assai positive. Non solo, quello che iniziava ad apparire chiaro era che, la band tutta, non solo Hammill, aveva studiato si e tanto, che aveva trovato quel benedetto suono da power trio, tanto chiacchierato, dopo l'abbandono del vdgg_bilston260613_bandfiatista, David Jackson, ma ascoltato appena in parte, sul pur notevole - complice anche riprese video a un palmo dal naso – “Live at Metropolis”, del 2012. Il trio, è andato crescendo concerto dopo concerto, raggiungendo un climax devastante a livello sonico, tra precisione esecutiva, recupero dello spirito originario, coesione, re-invenzione sonica tra secchezza, space rock e gotico, nelle date di Bilston, Londra, Amsterdam e soprattutto quelle italiane, a Udine e Trezzo sull'Adda (MB). Capito tutti, che ci sarebbe stata una pubblicazione live, a seguito del tour, si temeva un cofanetto, alla maniera del box hammilliano del 2011. Fortunatamente, anche questo non è accaduto e la scelta dei brani è ricaduta su esecuzioni fortunate.

 

Le più attese, Flight e A Plague, ma anche Gog, dalla torrida (e non solo per l'assenza di condizionatori), serata a Trezzo (c'eravamo ed è stato come “fluttuare”, tra umidità e scariche elettromagnetiche). Le tanto invocate, dai fan, versioni di Childlike Faith in Childhood's End, da Pistoia e Gog, da Berlino, non ci sono. Poco male per la seconda, un VdGG-delitto per la prima, ma del resto nessuno può dire quali concerti siano stati registrati e quali no. Di certo, si è puntato sulla precisione strumentale complessiva, per la prima volta nella carriera della band, sacrificando in parte la resa vocale, come in Childlike. Come per le ultime uscite ahammill nome Hammill, diversi i formati d'uscita, un CD ufficiale, una versione CD come doppio, dove il “bonus” è tutto tranne che tale; una versione in vinile, con le due sole suite, che rasenta la perfezione. Chi ha ascoltato i bootleg, sa che non solo per la prima volta nella storia dei live a firma VDGG, non si è puntato a brani tratti da un'unica sera, ma che almeno sul CD 1 è stato fatto da Hugh Banton, un lavoro di accurato mixing, aggiunta di effetti, ma anche qualche “piccolo” editing, “qua e là”. In barba al noto purismo hammilliano, la scelta funziona, eccome se funziona.

 

CD 1

 

Il CD 1, quello, per così dire, “ufficiale”, suona in maniera pazzesca ed è, un vero e proprio gioiello, nei suoi episodi cardine: A Plague, semplicemente sovrannaturale; Flight, nervosa ed epica (forse non quanto le più fortunate rese per piano e voce, ma più piacevole);guyevans Gog (da “In Camera” di Hammill, ma già dai '70 parte del repertorio della band tutta, che le aveva dato forma in studio), una ventata di zolfo, mai così demoniaca, in un documento ufficiale; Bunsho, diretta, attuale. Banton è davvero un deus ex machina, torna ad affidare al suo organo (e “suo” non è un modo di dire, ne è costruttore), distorsioni ed effetti d'ogni sorta, facendolo suonare, usando all'occorrenza mani e pedali ai piedi, come un'astronave. Non solo, questa volta, ha completamente azzeccato il bilanciamento di pieni e vuoti, frequenze gravi e acute, nel lavoro di post produzione. Guy Evans è sempre più erede del John Bonham più ispirato, ma devoto al verbo jazz. Hammill conduce il combo, come in uno psicodramma a tinte devastanti, dettandone tempi evdgg-12 geometrie, con un fare espressionista, stregonesco e inimitabilmente isterico. Strumentalmente perfetto, come solo, dal vivo, in The Margin, già citato episodio del K Group, del 1985; vocalmente, interprete vero e unico, capace di gestire, con rinnovata abilità, gravi terrificanti e acuti pari a fendenti (Gog, A Plague), impiegando corde vocali vere e false, all'occorrenza. Ecco, a considerare solo i due brani di lunga durata su vinile, il voto è 8, non vi ritrovereste però le migliori Gog e Bunsho, mai pubblicate dal vivo, ma neanche due assolutamente marginali, per quanto eseguite benissimo (ciò che manca è la “sostanza”), Lifetime e All That Before.

 

CD 2

 

Veniamo ora, al “presunto”, CD bonus. Indiscutibile il contenuto (scommettiamo che da qui a qualche anno, l'edizione sarà unica e con un unico mastering/mixing?), cosa che lo rende tutt'altro che di second'ordine. Dunque, il nostro consiglio è quello dell'acquisto dell'edizione limitata su disco rigido. Da segnalare un'unica vandergraaf200cosa, oggettivamente fastidiosa. Il lavoro di mixing e mastering, sul secondo dischetto, come, in parte anticipato, è a cura di Hammill, come per rimarcare la distanza, tra la pubblicazione ufficiale e quella non tale. Una boiata pazzesca. Si sa, Hammill, in materia, è un disastro. Il CD 2 non suona affatto male, ma c'è un abisso, tra il primo e questo ed è un peccato capitale. Questo tipo di meccaniche commerciali prima o poi remano contro: Mr Hammill c'è tempo per correre ai ripari... Qui, forse qualche edit, ma niente effetti ad espandere l'ambiente attorno a strumenti e voce, bassi e acuti livellati, compressione a palla, ma volume inferiore. Veniamo alla sostanza, però.

 

Niente errori esecutivi, grandissima passione e potenza, versioni killer delle straordinarie suite Over the Hill (del 2008) e Meurglys III (mai ascoltate così prima in un live ufficiale, ma neppure nei bootleg), ma anche di Scorched Heart, Interference Patterns (assai aggressiva, ma esplosiva) e della pur stentata, vocalmente, ma assai emozionante, Childlike Faith (suonata e cantata sempre parecchio male nei '70, diventata un cavallo diVan_der_Graaf_Generator_@_Bluesfest battaglia del trio, nonostante, proprio le asperità vocali, in versioni impagabili, come nel precedente, Live at Metropolis e poi, a Milano, nel 2011 e a Pistoia, nella tournée da cui questo live è tratto). La pur, assai bella, Man-Erg, soffre (ed è l'unica nel combo, nell'attuale resa) dell'assenza di Jackson, in particolar modo nella sezione strumentale centrale. Eppure, ne siamo certi, fosse passato il tutto tra le mani di Banton, questo secondo CD, sarebbe stato anche superiore al precedente. La musica E' suono. Ancora, “fossero stati”, un trio questo sarebbe stato comunque, il loro live ufficiale, ma è, comunque, il loro più bello e significativo di sempre. “Vital”, fa storia a sé, “Real Time” era autocelebrativo, “at Paradiso” impreciso, “Metropolis” appena un po' “trattenuto”.

 

Conclusioni

 

pistoiaDunque, cos’è “Merlin Atmos”? Per quanto ci riguarda, vale il concetto che il voto dato è quello che verrebbe offerto ad una band all'esordio. In attesa che siano rese ufficiali, con adeguato mixing, mastering e restauro dei nastri originali, come unico capitolo, tutte le BBC session (36, solo 16 quelle pubblicate e in occasioni diverse) e tutte le sessioni radiofoniche, tedesche, francesi, belghe tra il 1968 e (almeno) il 1978, del gruppo, è e rimane il loro massimo lascito dal vivo, a pur quasi 50 anni dalla nascita del progetto. Nonostante possibili pubblicazioni postume, siamo certi (sulla base di ascolti non ufficiali), Merlin Atmos, rimarrebbe un episodio centrale per la lettura dei Van Der Graaf e del progressive rock tutto, perché certo, un disco di tale fattura, pubblicato diversi anni addietro, sarebbe stato, una sorta di “piccolo testamento”. Non lo è oggi, a giudicare dalla risposta ottenuta fin qui, ma tra qualche anno, chissà...

 

Claudio Milano

Video

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