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17 giugno 2013 ,

Album Covers Stories: Pennie Smith e Raymond Lowry

The Clash: “London Calling”

1979 - Columbia Records - Epic Records

London_Calling Tra le peculiarità del punk rock, che come un uragano si abbatté sull’Inghilterra del 1977, c’era, come direbbe Giorgio Gaber seppur in altro contesto, “la voglia di rompere tutto: le nostre famiglie, gli armadi, le chiese, i notai…”, c’era l’urgenza di manifestare il malessere e i famosi “no future”e “i don’t care”, così come c’era il disprezzo nichilista persino per il proprio corpo a volte sfregiato, tagliato, torturato. E un musicista arrabbiato quando stava sul palco cos’è che poteva rompere per dimostrare tutto questo? Qual’era la cosa più a portata di mano che poteva distruggere manifestando il proprio dissenso verso un mondo e una società non condivisi? The Who lo sapevano già qualche anno prima, ma se in quel caso la distruzione sistematica della strumentazione in seguito fagocitata dal business musicale assurgeva a pirotecnica forma di spettacolo che ormai il pubblico aspettava come il gran finale dei botti di capodanno, nel punk la deriva commerciale Townshendiana era sconosciuta, mentre, al contrario, una sincerità di intenti si impadroniva di cantanti e musicisti punk portandoli, a volte, a estreme conseguenze. Ed è così che il 21 settembre del 1979 durante un concerto dei Clash al New York Palladium, un incazzatissimo Paul Simonon distrugge la sua chitarra-basso sulle tavole del palco. I colpi sono ripetuti; più di uno, tanti se ne susseguono, ma uno solo è quello famoso, quello rimasto nella storia, perché lei è lì, lei è di fianco al palco e scatta quella foto. Forse la fotografia più famosa della storia del rock.

 

Lei è Pennie Smith, fotografa ufficiale dei Clash, così come lo era stata per i Led Zeppelin nel 1970. Pennie Smith nasce a Londra nel 1949 e naturalmente la sua precoce inclinazione artistica la porta a studiare grafica e belle arti alla Twickenham School nella capitale inglese. Dopo gli studi entra nel mondo dell’arte visiva collaborando con il grafico Barney Bubbles e col critico musicale Nick Kent con i qualiLondon Calling Elvis Presley fonda una rivista radicale, Friends, che sopravvive dal 1969 al 1972. Nel 1970 firma la sua prima copertina rock Never never land dei Pink Fairies e, come già detto, riceve il suo primo incarico da fotografa seguendo i Led Zeppelin in tour per conto di New Musical Express con cui collaborerà fino al 1980. Ormai Pennie Smith è una fotografa affermata e soprattutto apprezzata. I suoi scatti vedono protagoniste le più famose icone del rock e lei presta i suoi servigi tra gli altri ai Rolling Stones, The Who, Iggy Pop, The Clash, The Jam, The Slits, Siouxie Sioux, Debbie Harry, U2, Morrissey, Stone Roses, Primal Scream, Manic Street Preachers, Radiohead, Blur, Oasis e The Strokes. Ma torniamo indietro a quella foto in bianco e nero del settembre 1979 che diventerà un simbolo ineguagliato. Per Pennie Smith è una foto come tante altre; ne ha scattate migliaia ai Clash sia in concerto che in situazioni private e quella non le sembra particolarmente significativa. E’ vero, da quella foto traspaiono la rabbia e la punkitudine più sincere, ma Pennie non la trova perfetta e la trascura. Ma sono passati due mesi da quel furioso concerto Newyorkese e "London Calling" è pronto per invadere il mercato. Manca però la copertina che sia i Clash sia il management vorrebbero di tipo fotografico. Ed è durante uno spostamento in autobus tra le tappe di un tour che Joe Strummer e Pennie Smith sono seduti accanto visionando centinaia di foto cercando quella giusta. E quella giusta London Calling Elvis Presleyarriva: nel vedere Paul Simonon curvo, a gambe divaricate, nell’atto di percuotere ferocemente il basso contro il pavimento del palco, Strummer ha l’illuminazione: in quella foto c’è il punk fatto uomo, ci sono la rabbia e l’urgenza di demolire il mondo come si demolisce un basso. Ha deciso: quella sarà la foto in copertina di London Calling, la versione visiva e significativa della musica contenuta in quell’album. Pennie Smith non è convinta, anzi, tenta persino di dissuadere Strummer dal suo intento. Gli dice che la foto non è perfetta, è persino sfocata, ma il lungimirante leader dei Clash ha ormai deciso ed è irremovibile. Ed è a questo punto che entra in scena un altro geniale personaggio. Su quell’autobus c’è anche un certo Raymond Lowry. E’ un grafico, un fumettista, un pittore e un disegnatore satirico di ottima fama, (The Guardian, New Musical Express, Private Eye, The Punch) ma non è su quel bus per lavoro. Già fanatico del rock’n’roll  degli anni cinquanta, dopo aver visto i Sex Pistols live, Lowry è diventato un assatanato seguace del punk rock e conquista l’amicizia dei Clash che lo invitano a seguirli in tour semplicemente in veste di spettatore privilegiato. Ma ascoltando i progetti per quella copertina Lowry non può fare a meno di dire la sua.

 

Quella foto in bianco e nero di Paul Simonon e della sua furia iconoclasta, gli ricorda la stessa rabbia espressa da Elvis Presley nella copertina del suo primo album quando nacque quella, che per quegli anni, era la musica più dirompente (come appunto il punk dei settanta) del momento: il rock’n’roll. E a questo punto i giochi sono fatti: a Lowry viene affidato il lettering della copertina di London Calling, la cornice in cui sarà inserita la foto di Pennie Smith. E Raymond Lowry non fa altro che copiare pariLondon Calling Clash before and after pari (citare e omaggiare) quella cover di Elvis creando la stupenda sinergia con la Smith che creerà una delle copertine rock più famose di tutti i tempi. E quella fama porterà Pennie Smith a vincere decine di premi tra i quali il prestigioso Greatest rock&roll photograph of all time massimo riconoscimento per i fotografi rock, e a far sì che quella copertina diventi persino un francobollo emesso dalle poste inglesi. Se Raymond Lowry è purtroppo morto nel 2008 dopo una lunga malattia, Pennie Smith è ancora all’opera; continua a fotografare (l’ultimo recente servizio riguarda Damon Albarn), ha pubblicato un paio di libri fotografici (uno tutto sui Clash naturalmente "The Clash before and after"), ha partecipato a numerose mostre fotografiche ed è proprietaria di una libreria ricavata in una vecchia stazione ferroviaria in disuso che gestisce personalmente quando si trova a Londra. Ed è la stessa Pennie Smith che afferma che la sua vita è sempre stata improntata alla casualità; dal fatto di diventare fotografa senza mai averlo davvero desiderato sognando invece di fare la pittrice, a quella foto imperfetta, un po’ sfocata, ma allo stesso tempo strepitosa che l’ha consegnata alla storia del rock finendo sulla copertina di un disco contro il suo volere. Una leggenda narra che Paul Simonon nell'atto di rompere il basso ruppe anche l'orologio, che rimase fermo all'ora dello scatto. In seguito, quando l'immagine ebbe i vari riconoscimenti, Paul fece dono dell'orologio rotto proprio a Pennie Smith.

 

Maurizio Pupi Bracali
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