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19 agosto 2017 , ,

Third Eye Foundation: "Semtex"

Ristampe, Antologie, Box

Ristampa: 20 Gennaio 2016, Ici d’Allieurs - Edizione Originale: 25 Novembre 1996, Linda Strange’s Vacation - Domino, 1998

ThirdEyeFoundation_Semtex_LPL'etichetta indipendente francese Ici d’Allieurs ha ristampato all'inizio del 2016 a vent’anni dalla prima pubblicazione “Semtex” (nome di un esplosivo tristemente noto), il disco di debutto dei Third Eye Foundation, in un’edizione estesa con ben ventitre bonus track, per un totale chilometrico di 4 ore e 19 minuti. Dietro questa immaginifica sigla si nascondeva in realtà una singola persona, Matt Elliott, con sporadici collaboratori: la principale Debbie Parsons alias Foehn. Third Eye Foundation è anche il nome più sperimentale di un’altra scena musicale di Bristol, più eccentrica e riservata di quella Trip Hop che in quegli anni dominava il mondo, ma altrettanto degna di interesse. Gruppi come Amp, Flying Saucers Attack, i deliziosi e delicati Movietone, più il “supergruppo” Crescent, fondato da Matt Elliott con membri di tutte le altre formazioni, un mix di new wave, psichedelia, folk e malinconia, vennero da alcuni intruppati nel movimento del post rock, ma anche questa definizione sta loro stretta: inevitabile l’invito alla riscoperta.

 

matt_elliott_third_eye_foundation_picture_2La prima edizione di Semtex, uscita per Linda Strange’s Vacation (etichetta di Bristol dalla vita breve gestita dallo stesso Matt Elliott) conteneva solo sei tracce, tutte lunghe o lunghissime. Feroci assalti di chitarre trattate fino al rumore puro, su spezzati ritmi jungle, come in Sleep, accattivante brano di apertura, o su percussioni metalliche e ossessive, come nella lunga Still life (11:27). In Dreams on his fingers e Next of kin compare una voce lontana, a rendere più umano il mondo che Matt ci descrive, su cadenze dub e suoni industriali. Rain chiude il disco originale su atmosfere più tipicamente ambient. Le ventitre bonus track sono molto diverse tra loro: brani in genere più lenti, Die! è un solo di chitarra arpeggiata, mentre Voyager, suite devota al rumorismo più estremo, sfiora i 35 minuti. I brani aggiunti in questa reissue (che ha preceduto di un paio di mesi l'uscita del settimo album di Elliott, "The Calm Before", sempre su Ici D'Ailleurs) furono probabilmente nell’edizione originale scartati perché non congrui al progetto iniziale, l’eclettico musicista stava esplorando molte vie possibili: è interessante per i suoi estimatori capire quali possibilità sonore poteva sviluppare e quali ha effettivamente seguito. 

 

Il materiale delle bonus track è molto più sperimentale rispetto a quello pubblicato nell’edizione del 1996, che rispettava maggiormente una forma canzone, sebbene non di tipo classico. Non si tratta di musica di facile ascolto, ma di grande fascino. Quello di un artista che negli ultimissimi anni del secondo millennio descriveva un mondo in mattelliott_1_1356098284decadenza, una società che si avvia all’estinzione. Il percorso iniziatico, gotico e decadente, che attraversa tutta la storia del rock inglese arriva alla sua conclusione. In seguito Elliott inciderà altri sei dischi a nome Third Eye Foundation, tra cui il bellissimo “Ghost”. Con il terzo millennio Matt Elliott ha dato più spazio alla produzione incisa a nome proprio, più vicina a un cantautorato apocalittico (un possibile nome di riferimento è il Peter Hammil più intimo): musica di ascolto altrettanto non facile, ma sempre degna di nota. Una voce davvero fuori dal coro quella di Matt, sia che si esprima con l’elettronica che con voce e chitarra, e per questo irrinunciabile in un panorama sempre più plastificato.  

 

Ascolta Semtex (20th Anniversary Edition) 

 

Alfredo Sgarlato

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