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30 luglio 2013

Album Covers Stories: Bob Seidemann e Mariora Goschen

Blind Faith

1969 - Polydor

blind faith (3)E’ l’anno di grazia 1969 quando viene pubblicato Blind Faith”, album di un “supergruppo”  formato da Eric Clapton, Ginger Baker, Ric Grech e Stevie Winwood. Un disco famoso per essere rimasto l’unico di quella band che prometteva fuochi artificiali ma che si limitò a un mortaretto – pur corrispondente ad un grande album - famoso per non avere titolo e nome della band sulla copertina e famoso per l’immagine della stessa considerata scandalosa che tanto contribuì alla divulgazione del verbo Blind Faith. E sgombriamo subito il campo dalle tante baggianate che si sono lette su giornali e libri dell’epoca e on line ancora oggi: la ragazzina raffigurata su quella copertina non è la figlia del batterista Ginger Baker, così come non è mai stata la figlia di un fornaio, né tantomeno la fantomatica groupie che i membri del quartetto tenevano segretamente prigioniera in una cantina. (… ma chi se l’è inventata ‘sta cazzata?). La ragazzina ha un nome e un cognome, si chiama Mariora Goschen e le cose andarono più o meno in questo modo: Bob Seidemann è un fotografo e artista grafico di San Francisco che nel periodo in cui si costituivano i Blind Faith desideroso di trascorrere un periodo in Inghilterra chiese ospitalità all’amico Eric Clapton ottenendola.

 

Seidemann è già discretamente famoso per una foto in bianco e nero che si ispira alla Pietà di Michelangelo in modo alternativo e quasi blasfemo, per foto dei Big Brother and the Holding Company, la band di Janis Joplin, e per diversi ritratti fotografici di quest’ultima, tra i quali quello che la ritrae nuda che fu reso pubblico solo dopo la sua morte. Bob ricorda quel periodo in cui visse in casa di Clapton, (circa un anno), come ricco di situazioni creative e fantasiose. Le solite droghe che giravano per casa insieme a ragazzeBlind+Faith disinibite che andavano, venivano, sparivano, tornavano. Artisti della musica, della pittura, del cinema e della letteratura frequentavano quella casa dove lui dormiva in un sottotetto da cui dominava tutta quella voglia di espressione artistica e vitale. Nello stesso momento i Blind Faith avevano pronto il disco senza ancora un titolo, un nome per la band e la copertina. E su consiglio dello stesso Clapton arriva a Bob Seidemann la telefonata di Robert Stigwood, il manager e produttore del chitarrista, che gli commissiona la copertina di questo storico album. Da qui parte la leggenda che proprio lo stesso giorno in cui il fotografo si stava recando da Stigwood in metropolitana per discutere la questione, sia salita sul treno una bellissima ragazzina quattordicenne.

 

Seidemann ne è colpito e senza mezzi termini l’avvicina proponendole di posare per lui. Ha già l’idea di quello che vorrebbe fare e quando la ragazzina piuttosto sveglia gli chiede se avrebbe dovuto spogliarsi risponde affermativamente. La ragazza tentenna poi dice che essendo minorenne ne deve parlare con i suoi genitori e Seidemann propone di incontrarli direttamente egli stesso. E l’incontro avviene: la famiglia della ragazza è della buona società inglese, ma mentre discutono la cosa che sta per realizzarsi, (insieme a Seidemann c’è il suo collaboratore Stanley Mouse Miller, un famoso grafico di arte blind faith psichedelica di San Francisco che partecipò al concetto della cover), Seidemann è colpito dalla bellezza Botticelliana della sorella minore. E’ lei Mariora Goschen, quella che finirà su quella copertina; ha solo undici anni ed è una bambina petulante e capricciosa che per tutta la conversazione urla e strepita che vuole posare lei per quella foto e sarà così. Bob Seidermann la trova infinitamente più adatta della sorella maggiore a interpretare quel simbolo di purezza, di vita appena sbocciata e di passaggio dall’infanzia all’adolescenza che si confronta con la tecnologia più moderna raffigurata sotto forma di un modellino di aereo d’avanguardia tenuto tra le mani.

 

L’aneddoto prosegue con la bimba capricciosa che all’offerta di quaranta sterline per posare per quella foto si rifiuta esigendo in dono un cavallo (!) . Seidemann è paziente e butta lì la finta promessa che Robert Stigwood, il produttore, le farà avere quel cavallo che invece l’undicenne Mariora non vedrà mai. Ma il concetto artistico di quella copertina che rappresenta il frutto dell’albero della vita (la figura femminile), accanto al frutto dell’albero della conoscenza (il modellino aereo/astronave creato appositamente dal gioielliere/artista Mick Milligan) fu ampiamente travisato. Secondo l’autore quella doveva essere un’immagine rivoluzionaria, un lampo di accecante ispirazione dove la “Fede Cieca” sulle possibilità di convivenza tra scienza e umanesimo, tra tecnologia d’avanguardia e purezzablind_faith umana postulasse l’inizio di una nuova era culturale e filosofica. Niente di tutto questo importante e avveniristico concetto fu colto dai bacchettoni dell’epoca che in quella foto videro solo una bambina nuda che mostrava un simbolo fallico, un emblematico pene maschile pronto a chissà quale funzione. Bob Seidemann intitolò quella foto Blind Faith e fu Eric Clapton a decidere che album e band avessero lo stesso nome. Furono molte le associazioni, religiose e non, che si batterono perché quella cover non venisse mai commercializzata e in parte vi riuscirono.

 

Una versione dell’album uscì con i piccoli seni appena sbocciati di Mariora Goschen coperti da una scritta censoria e forti polemiche accompagnarono l’uscita dell’album anche in Italia pubblicato con una copertina diversa con una semplice foto della band. In realtà gli stessi discografici avevano storto il naso davanti a quella foto e fu solo l’intestardirsi di Eric Clapton che permise la pubblicazione così come la conosciamo. Bob Seidemann afferma che quello fu, sempre per volere di Clapton, il primo disco al mondo ad uscire senza titolo e nome del gruppo sulla copertina, ma crediamo che si sbagli; era già avvenuto con il secondo album dei Traffic (che Seidermann poi incontrerà come clienti) uscito un anno prima. Non si sa se anche grazie a quella copertina per alcuni blind faith (2)pruriginosa (Mariora Goschen afferma ancora oggi di ricevere lettere di antichi masturbatori che la… ringraziano…) quell’album vendette benissimo in Inghilterra e Stati Uniti raggiungendo le zone alte nelle classifiche di quei paesi. Bob Seidemann lo ritroveremo come fotografo ritrattista e posterista di Janis Joplin, dei Grateful Dead, e dei Traffic, e come cover artist in “Go to heaven” dei Dead, “Late for the sky” di Jackson Browne, “On the beach” di Neil Young e il primo solo di jerry Garcia, “Garcia”. Ai collezionisti possiamo dire che le stampe originali inglese e americana di “Blind Faith” valgono sui duecento euro:  a questo proposito bisogna rendersi conto con rammarico che ben poco è cambiato dal 1969 vista la recentissima lettera ricevuta da un utente di eBay che egli stesso ha postato in un blog, dove la direzione di eBay gli scrive dicendogli  che non accetta di inserire Blind Faith tra gli album in vendita nella versione con la copertina originale perché giudicata sconveniente. Controllare per credere.

 

Maurizio Pupi Bracali

Tracklist  BLIND FAITH Deluxe Edition (2 CD) Polydor

11 Dicembre 2000

 Disco 1

1.Had To Cry Today

2.Can't Find My Way Home
3.Well All Right
4.Presence Of The Lord
5.Sea Of Joy
6.Do What You Like
7.Sleeping In The Ground
8.Can't Find My Way Home
9.Acoustic Jam
10.Time Winds
11.Sleeping In The Ground

Disco 2
1.Very Long & Good Jam
2.Slow Jam #1
3.Change Of Address
4.Slow Jam #2  

 

Ascolta tutto l’album “BLIND FAITH” (Spotify)

 

Blind Faith: Hyde Park 1969 DVD  (3 Marzo 2008, Sanctuary)

 

Blind Faith  


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