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13 dicembre 2014 , , ,

Rory Gallagher - Taste

Storia di un Proletario Irlandese dedito… al rock blues

2014

  rory     INTRO: DILANIATA MADRE IRLANDA

 

Prodotto classico della nazione irlandese, al pari di certi manufatti tipici come la lana, il whiskey e i cristalli pregiati, la musica ha sempre avuto un ruolo molto importante in quella società, come motivo di aggregazione sociale e culturale. Un patrimonio folk antico e vastissimo, capace di influenzare molto anche la musica d’oltreoceano nelle sue varie espressioni maturate nel corso dei secoli di storia folklorica americana. Paese difficile l’Irlanda, specialmente quella del Nord, soprattutto negli anni '60 e '70, sempre al centro di forti tensioni etnico. religiose e sociali, con la parte povera della popolazione cattolica fortemente schierata per l’indipendenza dalla Gran Bretagna e l’unificazione con la Repubblica d’Irlanda, i ceti più benestanti al contrario, protestanti e lealisti nei confronti della Corona e del dominatore inglese, una storia vecchia di secoli ma mai sopita. Negli anni '70 con la scelta dell’IRA di portare un attacco diretto contro lo stato centrale, presto divenne una vera guerra civile con centinaia di morti da una parte e dall’altra.

 

IL GIOVANE GALLAGHER

 

fontana_corkQuesto fu il pesante contesto sociale dove crebbe Rory Gallagher, nato a Ballyshannon (Irlanda del Nord) nel 1948 in una famiglia operaia e come molti giovani irlandesi appassionato di musica, sino dall’età di 9 anni innamorato della chitarra, suo strumento d’elezione, di cui sarà nel futuro un interprete di livello assoluto. Trasferitosi con la famiglia prima Rory+Gallagher+Rorys+first+guitara Londonderry e poi a Cork, fu influenzato nel suo amore per la musica dal padre, suonatore amatoriale di accordion e dalla madre cantante con la corale Abbey Palyers. A 9 anni gli fu regalata la prima chitarra, ma il suo primissimo strumento fu l’ukulele. La sua innata, naturale capacità di fare musica si concretizzò sino a farlo diventare un vero polistrumentista: Rory suonava (molto bene) oltre alle chitarre, il dobro, il mandolino, l’armonica, il banjo, il sitar e il sassofono contralto, oltre ad essere un grande vocalist e un brillante compositore. A 12 anni le prime esibizioni come chitarristaimpact acustico poi l’acquisto di una Fender Stratocaster del 61 per 100 £, frutto di grandi sacrifici personali:  per lui sarà una vera e propria compagna di vita e per altri diverrà un simbolo iconico, per milioni di appassionati di rock e di blues in tutto il mondo. Nei primissimi anni '60 fu attratto dallo skiffle suonato da musicisti come Lonnie Donegan e Steve Benbow e poi da rockers come Eddie Cochran e Buddy Holly, ma la vera rivelazione fu per il giovane Rory la scoperta di Muddy Waters. Cominciò a suonare blues, spinto dall’ascolto di Radio Luxembourg, unica fonte gratuita della musica da lui amata, perché non poteva permettersi di comprare dischi. Aumentò le sue conoscenze ascoltando il blues del Delta di Big Bill Broonzy e Leadbelly e imparò a suonare con vari stili diversi, tra cui anche quello con la chitarra slide, di cui sarà un maestro negli anni a seguire. Nel 1963 suonò con una pop band, The Fontana, cercando di imporre nel repertorio del gruppo anche brani di Chuck Berry; i Fontana divennero in seguito The Impact, con un repertorio decisamente R n’ B, con loro fece dei tour in Irlanda e Spagna; tornato  a casa, nel 1966 decise di mettersi in proprio e formare una sua band.

 

TASTE

 

tasteAll’inizio coinvolse due amici di Cork, Eric Kittheringam (basso) e Norman Damery (batteria), furono loro la prima sezione ritmica dei Taste, fecero insieme molta esperienza live, tra cui quella ad Amburgo dove si trasferirono, attirati dai ricchi ingaggi delle ballroom tedesche e anche alcune registrazioni in studio, ma poi all’inizio del 1968 furono  sostituiti da due musicisti professionisti di Belfast, il bassista Richard Mc Cracken e il batterista John Wilson, proveniente dai Them di Van Morrison. Con questa line up definitiva cominciarono a proporre il loro rock blues duro ed elettrico ma sempre ispirato ed originale e mai scolastico.tasteboards Entrarono nel giro buono del blues irlandese che vedeva, in quel momento, come star del Belfast Maritime, proprio Van Morrison; Rory divenne subito un primo attore e i Taste presto conquistarono il prestigioso stage del Marquee di Londra con i loro concerti incendiari, il pubblico rispose con entusiasmo e dedizione assoluta. Fecero da opener al concerto finale dei tasteliveCream alla Royal Albert Hall nel '68 insieme agli Yes e accompagnarono i Blind Faith nel loro unico tour americano/canadese. Il loro montante prestigio sulla scena rock inglese li portò al management di Eddie Kennedy e alla registrazione di due album in studio per la Polydor (ATCO negli USA): “Taste” e “On The Boards", prodotti da Tony Colton, due lavori notevoli.

 

Il primo omonimo, uscito nell’aprile 1969, alternò brani di Gallagher come Blister Of The Moon, Same Old Story, Born On The Wrong Side Time a classici traditional del blues come Catfish, Sugar Mama, Leaving Blues (Leadbelly) e la swingata I’m Moving On (Hank Snow), la voce e la strato di Rory protagoniste assolute di un sound veramente travolgente. On The Boards, secondo lavoro in studio (1970) non presentò nessuna cover ma solotastewight songs uscite dalla penna di Rory tra cui la celebre What’s Goin On, Railway And Gun, e Morning Sun. Rory suonò a sorpresa anche il sax in brani dal mood jazzistico ricchi di improvvisazioni in studio (It's rory-3Happened Before, It'll HappenAgain, On The Boards). Da non dimenticare stupende ballate dall'intenso sapore folk (See Here, If the day was any longer). On The Boards fu un lavoro davvero eclettico che fece fare il salto di qualità a Gallagher e lo lanciò verso la sua fortunata carriera come solista. Ma i Taste furono una live band al 100%, ispirati dai padri putativi Cream e furono catturati live in due occasioni con due dischi, sempre per la Polydor  usciti nel 1971 dopo il loro scioglimento: “Live At The Isle Of Wight” e “Live Taste” (Montreux Jazz Festival agosto 1970): nei loro storici solchi lunghe versioni di Catfish, la selvaggia I Feel So Good, Sugar Mama, Same Old Story, Morning Sun, What’s Goin On, Gamblin Blues e Sinner Boy, rock blues durissimo e saturo di elettricità, con qualche momento acustico a rasserenare gli animi. Trascinanti come poche band dell’epoca, la loro partecipazione ai raduni rock fu trionfale e richiestissima, e fece di Rory Gallagher un protagonista assoluto della scena rock britannica e un axemen di riferimento. Senz’altro furono uno dei gruppi emergenti di maggior successo e catturarono in pieno l’interesse della stampa specializzata internazionale. 

 

Ascolta Taste - On The Boards

 

 

UN PROLETARIO DI SUCCESSO – GLI ANNI 70

 

Poco dopo l’esibizione di Wight nel 1970, Rory sciolse la band, e decise di intraprendere la carriera come solista. Una delle motivazioni fondamentali fu il duro scontro tra Gallagher e il management della band, provocato dalla pubblicazione di alcuni single, RG eraRory_Gallagherprimo_-_Rory_Gallagher contrarissimo ai 45 gg. di cui non voleva sentire nemmeno parlare, la pubblicazione di What’s Goin On/Railway And Gun, a sua totale insaputa, ruppe gli equilibri anche con gli altri due componenti dei Taste, schierati dalla parte del manager, fu un contrasto insanabile, che portò ad una rottura definitiva. Mc Cracken e Wilson formarono gli Stud con gli ex Family, John Weider e Jim Cregan, buona hard rock band con alcuni interessanti lp all’attivo. Rory, cooptò nel ruolo di bassista, Gerry Mc Avoy, con cui instaurò un rapporto ventennale di collaborazione, alla batteria c’era Wilgar Campbell. Gallagher negli anni 70 fu molto prolifico, registrò ben dieci album, rorydeuceil primo l’omonimo: “Rory Gallagher” (Polydor), fu un esordio al fulmicotone, la materia rock blues fu trattata in maniera meno furibonda in rapporto al sound dei Taste, tutti i brani parto di Rory, Laundromat fu ancora molto hard rock, acustica, quasi folk Just a Smile, incalzante e ritmata Hands Up,  riproposta dal repertorio Taste, Sinner Boy, ancora acustica Wave Myself Goodbye, la splendida e jazzata Can’t Believe It’s True,con l’assolo di sax di RG, I’m Not Surprised, una serie di bellissime song, dai toni più rilassati e con il suono meraviglioso della Strato  e dell’acustica protagoniste, in due brani suonò Vincent Crane, pianista degli Atomic Rooster, un meraviglioso mix di blues, rock e folk sempre presente nell’anima  dei musicisti irlandesi. La ristampa cd ci regala due micidiali blues inediti: Gipsy Woman di Muddy Waters e It’s Take Time di Otis Rush. Pur continuando con una intensa attività live, arrivò il secondo lp: “Deuce” (Polydor), prodotto da Rory stesso, anche qui i livelli furono altissimi, registrato ai Tangerine Studios, propose una serie di splendidi brani, tutti made in Gallagher: In Your Town lungo rock blues tosto e deciso, lo slow blues Should’ve Learnt My Lesson, Crest Of A Wave e Used To Be, tutto il disco è da centellinare come un buon bicchiere di whiskey millesimato.

 

roryalbum-live-in-europeNel 1971 Melody Maker  indicò RG come Top Musician Of The Year davanti a sua eminenza Clapton, ma nonostante il successo, Gallagher rimase quello che era, un ragazzo irlandese, semplice e alla mano, non si atteggiò mai a rockstar, i suoi eccessi l’amore per il blues e quello per la birra, il gin e il whiskey. Nel 1972 uscì “Live In Europe” (Polydor), registrato in parte in UK e Germania ma anche in Italia, al Lirico di Milano e all’Electronic Club di Firenze, fu una vera bomba, la dimensione live era particolarmente gradita a RG, il disco si aprì con una scatenata Messin With The Kid di Junior Wells, poi la feroce Laundromat e il blues torcibudella I Cound’ve Had Religion, la lunga torrida In Your Town e lo splendido Rory_Gallagher_-_Blueprintblues acustico Pistol Slapper Blues di Blind Boy Fuller, per finire con la scatenata Bullfrog Blues, vero cavallo di battaglia live per RG in tutta la sua carriera. Quelli della mia generazione hanno consumato interi stock di puntine di giradischi sui solchi di questo magnifico vinile. Nel 73 esce “Blueprint” (Polydor) con due grosse novità, l’inserimento del tastierista Lou Martin (ex Killing Floor) in forma stabile nel gruppo, sarà un'altra lunga collaborazione quella tra Rory e Lou, e l’arrivo del nuovo batterista Rod De’ Ath anche lui ex Killing Floor; con la formazione a 4 il sound risultò ancora più ricco e complesso. Una track list di brani notissimi: Walk On Hot Coals, Daughter Of The Everglades, Hands Off, Race The Breeze e le acustiche Bankers BluesroryTattoo di Broonzy e Unmilitary Two –Step, ancora una volta il risultato fu eccellente. Una curiosità, il titolo del disco fu riferito al progetto di un amplficatore costruito apposta per Gallagher, che garantisse ottime prestazioni ma anche dimensioni contenute, tanto da stare nel bagagliaio di un Maggiolino WV. Nel novembre rorythe-beat-club-sessionsuscì “Tattoo Lady” (Polydor), forse uno dei suoi maggiori successi, nel disco ci fu una equa distribuzione tra brani hard blues, più tradizionalmente Chicago style e momenti decisamente jazzati, Tatto’s Lady, Cradle Rock, Who’s That Comin, la ballata elettrica A Million Miles Away, Sleep On A Clothes Line, una serie di brani brillanti che dimostrarono l’inesauribile vena compositiva di RG e il background formidabile fornito dai restanti componenti la band al suo leader indiscusso, la band andò in tour negli USA, Canada e Europa. Fu il periodo in cui le cose in Irlanda del Nord si misero molto male, nel 72 ci fu la Bloody Sunday, in cui vennero uccisi, dalla polizia lealista RUC (Royal Ulster Constabulary) e dall’esercito inglese, molti dimostranti cattolici durante feroci scontri durati molti giorni a Londonderry e Belfast.

 

Nel 1974 ci fu una recrudescenza di violenza poliziesca e attentati dell’IRA che impedì a tutti di suonare in Irlanda del Nord, troppo pericoloso, tranne che per uno; RG volle assolutamente suonare tra la sua gente e impose un tour nelle principali città proprio in quell’anno durissimo, sfidando i divieti imposti dal governo e anche dal buonsenso, ne uscì un album doppio, il roryirishleggendario “Irish Tour 74” (Polydor), RG amava suonare live,  specie arory casa sua dove dette il meglio di se stesso, il giorno prima del concerto di Belfast esplosero due bombe IRA, ciò nonostante il teatro fu sold out e in un clima d’entusiasmo parossistico, RG e la band sciorinarono il meglio del loro repertorio, di quel tour fu fatto anche un emozionante film documentario diretto da Tony Palmer. Del disco è recentemente uscita una versione digitale con i concerti completi: Belfast Ulster Hall, Dublin Carlton Cinema e Cork City Hall, irrinunciabile per ogni innamorato di Gallagher. Alla metà degli anni 70 fu tra i candidati a sostituire Mick Taylor nei Rolling Stones, ma poi non se ne fece nulla, per Jagger e Richard, DVDprobabilmente, la sua personalità era troppo definita e di conseguenza troppo ingombrante. Fu anche un periodog-muddy03 di importanti collaborazioni: RG suonò nella “Muddy Waters London Session”, con il patron della Blue Horizon, Mike Vernon nel suo lp solista “Bring It Back Home” del 1971, con Jerry Lee Lewis nella sua “London Session”, con Mike Batt nella sua “Tarot Suite”, con Albert King nel suo doppio lp live  per la Tomato Records registrato a Montreux nel 1977, in “London Revisited” album di Muddy Waters e Howlin Wolf del 1974, e nel 1983 in “Jammin With Albert” di Albert Collins. Collaborò anche con molti musicisti folk irlandesi come Dave Spillane e The Dubliners, sino ai punk Stiff Little Fingers, in “Flags and Emblems” del 1991.

 

FINE 70 E NUOVO DECENNIO: IL RITORNO DEL POWER TRIO

 

roryAgainst_the_Grain_-_Rory_GallagherAgainst The Grain”, “Calling Card” furono I primi lp per la nuova etichetta, la Chrysalis Record, il primo fu  un po’ in tono minore rispetto ai precedenti lavori; Calling Card, registrato in Germania nel 1976 ritornò ad essere validissimo ritrovando il miglior Gallagher compositore, Allmusic gli concede un rating di 4,5 su 5, quasi il massimo, Moonchild, Calling Card e la lunga Jack-Knife rorycallingBeat tra i titoli più noti di questo lp. Il seguente “Photo Phinish” (Chrysalis) registrato a San Francisco dopo due anni di stop, ebbe una storia complessa, nato dalla collaborazione con Eliott Mazer, vide un ritorno al classico power trio iniziale con l’eliminazione delle tastiere e con il nuovo batterista Ted Mc Kenna (ex Tear Gas e Alex Harvey Band). Arrivato il momento della pubblicazione del disco, RG ebbe un ripensamento e ne fece bloccare l’uscita, tornato in Germania, l’album venne modificato ed uscì all’ultimo momento rispetto agli obblighi contrattuali con la casaroryphinish discografica, da qui il titolo “Photo Phinish”. Un brano di questo lavoro The Last Of The Indipendendents, divenne un nuovo classico live della RG Band. A seguire nel 1979, dopo un tour USA di grande successo, fu pubblicato “Top Priority” (Chrysalis) anch’esso registrato ai Dierks Studios di Colonia, il disco vide una ulteriore radicalizzazione del sound, molto più hard rock, le ballate folk blues con il dobro e la bluesharp del passato erano ormai un ricordo, ma RG le riproponeva ancora dal vivo.

 

Il brano Philby, dedicato all’omonima spia inglese al soldo dell’URSS, dimostrò il grande interesse di RG per le storie noir e per quelle di spionaggio, nel brano fu utilizzato un raro sitar Coral, prestato a Rory dall’amico Rory-Gallagher-Top-PriorityPete Townshend. Con l’arrivo del nuovo decennio, RG ci regalò un altro album live: “Stage Struck”, con un repertorio tratto dagli ultimi dischi pubblicati, hard rock duro e tosto, senza più la brillante fantasia compositiva dei primi lavori, ascoltare la solista di RG fu sempre piacevole ed emozionante, ma il disco non è nemmenoRory-Gallagher-Jinx-374124 paragonabile ai due precedenti live album ufficiali primi anni 70.  Nel giugno 81 uscì “Jinx” (Chrysalis), che vide un ritorno su ottimi livelli del prodotto musicale di RG, potenti r n’r come, The Devil Made Me Do It, ballad elettriche, Easy Come Easy Go e un magnifico rock blues, Ride On Red, Ride On, dedicato ai movimenti liberal americani anni 60, un bel disco, uscito in anni difficili per il rock blues, dominati dal post punk e dalla new wave. Nell’83 un altro lungo tour americano e la collaborazione con i Box Of Frogs, band formata da alcuni ex Yardbirds e dall’ex Medicine Head, John Fiddler; per 5 anni RG non pubblicò più nulla di nuovo, continuando un intensa attività live, che nel Tour europeo  1982 lo portò a suonare a Milano, dove lo vedemmo al Rolling Stone in un memorabile concerto, purtroppo  cominciò ad appalesarsi, in quella metà anni 80, un certo decadimento fisico di Rory, dovuto principalmente alla sua sempre più eccessiva e insaziabile sete di super alcoolici.

 

TOO MUCH ALCOHOL

 

rorydefenderNel 1987 RG tornò in studio per un nuovo album per una nuova etichetta, la Capo/Demon; il disco intitolato “The Defender”, registrato a Londra in vari studi, accolto con qualche perplessità, ripropose un buonissimo rock blues, con alcuni titoli particolarmente riusciti: Loanshark Blues, Continental Op, Road To Hell, Seems To Me e Sevenrory resh_evidence1264889455 Days, a questo disco seguì l’ultimo lp registrato da RG, il suo atto finale: “Fresh Evidence” (Capo/Demon), ancora una volta colpì nel segno, con un disco fresco nei contenuti ed un ritorno al blues e a suoni meno hard rock, alla batteria Brendan O’Neill e alle tastiere John Cooke, guest Mark Feltham, armonicista dei 9 Below 0, in alcune songs Lou Martin al piano e il pub rocker Geraint Watkins alla fisarmonica, il disco vide Rory ritornare a proporre suoni semi acustici e una blues cover in studio, cosa che non succedeva da molti anni, Empire State Express di Son House, da ricordare brano strumentale Alexis, omaggio alla memoria di Alexis Korner e la bella King Of Zydeco. roryliveNell’85 un lungo tour nell’Europa dell’est, poi ancora concerti in Europa, USA, Canada, Australia e Giappone, un occhio di riguardo alla Germania, paese da lui amato con un grande ritorno dal pubblico tedesco, fu uno dei top performer del Rock Palast e fu spesso ospite della TV tedesca. Nei primi anni 90 continuò alive suonare dal vivo, anche se il suo stato  fisico continuò a perdere colpi, ma visto nel DVD "Live in Montreux", in cui a prestazioni  monstre degli anni 70 si affianca una performance del 1994 dove, benché fisicamente molto provato, riuscì ancora a trasmettere con la sua musica un enorme energia e dosi industriali di blues feeling, cosa che molti musicisti di oggi si sognano. Nel 92 cambiò i componenti la band, con David Levy alle tastiere, Jim Leverton al basso e Richard Newman alla batteria, fu protagonista nel programma TV Rock The North, suonò al primo Cork Jazz Festival e nel 94 al Templebar Blues Festival, nel 1995 durante un tour inglese si ammalò gravemente, il suo fegato provato da anni di eccessi alcoolici non resse, ricoverato a Londra, i medici tentarono un trapianto ma sopraggiunse una grave forma di infezione, Rory Gallagher ci lasciò il 14 giugno del 95 all’età di 47 anni.

 

CONCLUSIONI

 

rory-gallagherRory Gallagher è stato non solo un formidabile performer, un grande chitarrista dotato di una tecnica sublime e di una fantasia musicale eccezionale, è stato un grande bluesman anche se non era nato nel Delta del Mississippi ma nella piovosa e grigia Irlanda del Nord, ed è stato un personaggio amato per la sua schietta semplicità, lontano dai lustrini del rock business e da certi suoi eccessi glamour. Ci ha regalato momenti indimenticabili, per chi ha avuto la fortuna di vederlo dal vivo, per l’energia totale che metteva nel suonare e nel cantare ma anche a chi ha solo ascoltato i suoi dischi, chi non ha sobbalzato all’attacco furioso e puramente rock n’ roll di Bullfrog Blues? Rory Gallagher ha venduto in carriera più di 30 milioni di dischi. In Irlanda del Nord e in quella Repubblicana è commemorato come un eroe nazionale da varie statue a Cork, Ballyshannon e Dublino, la Fender ha fatto della sua scrostata e vissuta Stratocaster del 61, un modello repro commercializzato in tutto il mondo. Da ricordare che Gerry Mc Avoy è tutt’ora attivissimo con i 9 Below 0 e con vari tributi a RG, purtroppo il tastierista Lou Martin e il batterista Rod De’ Ath sono entrambi recentemente scomparsi.

 

DISCOGRAFIA 

 

Rory_Gallagher_-_BBC_Sessions_-_FrontRorygallagherwwwTutti gli lp di RG sono stati ristampati in digitale, rimasterizzati e con bonus (almeno un brano completamente inedito). Del recente Box espanso di 7 CD+DVD (il documentario di Tony Palmer) “Irish Tour 74” (20 Ottobre 2014) si è già detto. Inoltre sono da segnalare “Rory Gallagher BBC Sessions” (1999) doppio CD pieno zeppo di inediti live e in studio, “Wheels, Whitin Wheels” del 2003 (foto qui a destra) completamente inedito ricco di registrazioni rare, acustiche ed elettriche, con guest di lusso come Martin Carthy, Bert Jansch, Roland Van Campenhout, Bela Fleck e il vecchio skiffle master Lonnie Donegan. "The Beat Club Sessions" (2010) con registrazioni del 1971, “Notes roryNotes_From_San_Francisco_Album_CoverFrom San Francisco” (2011), doppio cd inedito registrato in parte live e in studio e poi svariati Best Of e Greatest Hits.

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VIDEOGRAFIA

Oltre al già citato epico documentario DVD “Irish Tour 74” (2001), sono da segnalare “Messin' With The Kid: Live At Cork Opera House” (2000), il fantastico doppio DVD “Live At Montreux” (2006), con concerti dal 1975 al 1994, “Live At Rockpalast – WDR Studo L Cologne” (2007), con  filmati dal 1976 al 1990,  ed infine "Ghost Blues: The Story of Rory Gallagher and the Beat Club Sessions" (2010).  

 

TASTE  -  Dei Taste, oltre ai lavori più noti succitati nel corso di questo articolo, nel 1972 fu pubblicato “Taste First” (BASF) raccolta di registrazioni del 1967 con la prima formazione (ripubblicato anche come “In The Beginning” e “Take It Easy Baby”). Negli anni '80 venne dato alle stampe, “Taste In Concert – Featuring RG”, un live At Marquee '68 per l’etichetta tedesca Ariola, poi una rara raccolta yugoslavatastefirstTaste – The London Invasion 68/69” con anche alcune registrazioni tastelivedatate 1966. Uscì  in Italia nel 1992, per la Curcio Editore nella serie Il Dizionario del Rock: Miti di ieri e di oggi, un cd live bootleg con registrazioni ad Amsterdam, Basilea e Amburgo. Poi i bootleg in vinile: “Live At Eisstadion, Dusseldorf, 15 may 1970” stampato in 500 copie per la Violet Records, “Trickster’s Fake – Hamburg 70” e “Live In Basel 70”. Da ricordare anche il cd: “Another Nights Has Gone”, versione digitale di live in Basel per la Sounboard e il DVD: “Taste featuring Rory Gallagher”, registrazioni al Bilzen Pop Festival del 69, Freshwater 1970 e Beat Club Brema 1970, per la etichetta The Way of Wizard.  

 

BIBLIOGRAFIA - di P.W.Boffoli

timesNon esiste molto di scritto in giro su Rory Gallagher: segnaliamo un volume in lingua inglese di Dan Muise "Gallagher, Marriott, Derringer & Trower: Their Lives and Music" (2002, 352 pagine, Hal Leonard avoyCorp, Rock Chronicles), mai tradotto in italiano, ideato dai due chitarristi Rick Derringer e Robin Trower. "Riding Shotgun" (2005, 352 pagine, SPG TRIUMPH) è stato scritto da Gerry McAvoy (insieme a Pete Chrisp), il fenomenale bassista irlandese che suonò per ben 25 anni con Rory Gallagher, tra il  1970 ed il 1991. Il volume più recente è stato pubblicato nel 2013, "Rory Gallagher: His Life and Times" (182 pagine, Collins Pr), scritto da Marcus Connaughton: anche questo, come Riding Shotgun non è stato mai tradotto, o almeno per il momento. In lingua italiana invece Silvio Ricci dedica a Gallagher ed ai Taste un bel capitolo del suo "Hard Rock Story" (Gammalibri, 1986).

Guido Sfondrini

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