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11 Settembre 2015 ,

Jad Fair & Strobe Talbot HUNGER

2015 - Music à la Coque - postcard flexi disc limited ed.

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Un’autentica chicca in cui il celebre chitarrista noise rock degli Half  Japanese, Jad Fair, insieme alla sua strampalata combriccola Strobe Talbot (Mick Hobbs-bass, guitar e Benb Gallaher-drums, keyboards, guitars), concretizza la sua follia sperimentale e il suo lo fi jangle. Hunger è concepita per sentirsi malissimo e per provocare le orecchie, sembra uno scontro di catch tra il Pop Group di Mark Stewart e i Contortions di James White. Grezza, nevrastenica, astratta e scoordinata, la traccia ci restituisce tutto il genio e l’originalità di un personaggio decisamente underground e fuori dalle righe. Tutto riporta alle celeberrime cacofonie irruente e primitive della band di Fair, ma allo stesso tempo fa leggere tra le righe un’avanguardia aforistica, un solipsismo lucido e alternativo che sa giocare con le modulazioni e con la timbrica.

 

Dopo aver raccontato tutto e fatto scuola in campo post punk e no wave, Jad Fair eleva l’incomunicabilità a forma d’arte e la dissonanza ad armonia. Tribalità, frenesie stpic04funky, stridori industriali della nevrosi e dell’alienazione che si forgiano ad un espressionismo dell’assurdo intenso, viscerale, vibrante e coinvolgente. Rimarrete masochisticamente rapiti dalla spigolosità irregolare di questo pezzo. Una cartolina dall’inferno che vi regalerà la paranoia raga. Non potrete più fare a meno di soffrire e godere, come nel più perverso dei loop, nel vedere sussultare la vostra puntina e girare i due diavoletti barbuti nel loro cerimoniale voodoo, fino a quando non realizzerete di essere lo zombie trafitto e atterrito che sta proprio nel centro. 

Romina Baldoni
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