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16 aprile 2012

Roberto Scippa

VAGANDO DENTRO

2012 - Autoproduzione/Synpress 44

Roberto Scippa VAGANDO DENTROUn’opera monumentale, questo “Vagando dentro” di Roberto Scippa: 13  tracce per complessivi circa 48 minuti. E anche un’interessante rete di collaborazioni, una band nutrita che conta la presenza, oltrechè dell'autore delle canzoni (voce, chitarre, armonica, percussioni), anche di Dodo Versino (tastiere), Alessandro Gilardi (violino), Matteo Bultrini (batteria e percussioni), Paolo Di Orazio (batteria), Fabio Ponta (basso), Matteo Portelli (basso e Chordette), Giada Arcangeli (cori). Nonostante queste premesse, la dimensione prediletta da Scippa è quella più intimista, leggiadra, essenziale: la sua voce, la sua chitarra, un timbro delicato e ben supportato da arpeggi complessi, per valorizzare il messaggio forte che traspare in tutte le sue canzoni.

 

A questo punto avrete già capito che siamo di fronte a un cantautorato della migliore scuola. Ma se pensate immediatamente ai nomi storici, ai De Andrè, ai De Gregori, ai Finardi, siete decisamente fuori strada. Le influenze che sfiorano la musica di Scippa, che gli volteggiano attorno, vanno cercate oltremanica, nei Donovan, nei Cat Stevens, persino addirittura oltreoceano, nei Dylan, nei Neil Young. Al limite, per la “rabbia gentile” che emerge dalle sue canzoni, un paragone (se proprio ci sentiamo in dovere di farlo) va cercato tra Scippa e il Bennato degli esordi, quello che andava ancora a fare i concerti in autostop (e non quello che si rifiuta di firmare gli autografi in pizzeria ai fans, come è successo in Riviera Ligure l’estate scorsa). 

 

Però, a sorpresa, emerge un’improvvisa similitudine che, se siete estimatori del genere vi lascerà estasiati: in Un Re, sicuramente l’episodio più toccante e commovente tra le 13 tracce presenti, vi sembrerà di risentire i primi album di Claudio Rocchi! Perché queste sono le coordinate di Roberto: canzoni con lo stesso forte messaggio politico che si trovava nei grandi festival, come quello storico del Parco Lambro, negli anni ’70. Qualche esempio? Ascoltate con attenzione, magari seguiteli anche leggendoli sull'ottimo booklet, i testi di Al rogo dei perchè, La testa che gira a vuoto, In un giorno del duemila e, soprattutto, Canzone al lavoro, un altro dei momenti più riusciti. Un disco da ascoltare con attenzione, per coglierne il messaggio, per assaporarne l’essenza.

 

Alberto Sgarlato

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