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28 febbraio 2013 , ,

SuperCaniFradici AdEspiareDosi

SUPERBAU

2012 - Autoproduzione

supercaniA prima vista appaiono un po’ fuori tempo massimo i SuperCaniFradiciAdEspiareDosi. Il rock demenziale italiano ha sparato i suoi ultimi colpi con Trombe di Falloppio, Santarita Sakkascia e Gli Atroci; dagli Skiantos a Elio e Le Storie Tese il discorso si fa più complesso e delicato, perché inserito nel pieno del mainstream. Nati agli inizi del 2000 con il nome di The Ficient, i SuperCani passano anni nel sottobosco rock del Trentino, periodo fecondo durante il quale escono con i primi due lavori, “Mondo cane" (2004) e “Millanta cosa” (2007). Collaborano con Buldra, La Piccola Orchestra Felix Lalù e The Bastard Sons of Dioniso, suonano tanto dal vivo e cambiano componenti, rinascono e festeggiano nel 2012 i dieci anni d’attività con questo “SuperBau”, lavoro fiume (15 brani, quasi 50 minuti di durata) nel quale celebrano il riff bau nel migliore dei modi. Prodotto da Alex Carlin, registrato e mixato da Alessandro Battisti e masterizzato da Mauro Andreolli, "SuperBau" è a tratti anacronistico: spesso sembra di ascoltare per la prima volta il crossover dei Suicidal Tendencies ai tempi di Lights...Camera...Revolution!, il punk psicotico dei Nomeansno o le follie di un Les Claypool in acido. In realtà, escluso il difetto dettato dalla lunghezza eccessiva (troppo amore, non si vuole lasciare nulla fuori), questo dischetto mostra una band in palla.

 

Tra due bassi, due voci che si intrecciano in modo davvero particolare, una batteria e una tastierina analogica, Brodolfo, Findut e Randy mescolano con sapienza rock, metal, funk, elettronica, fusion e pop, senza mai far mancare l’inevitabile approccio ironico. A partire da Tudetop (la opener che tutti vorrebbero scrivere) giù fino ai classici Forza di gravidanza, Aou e alla mastodontica e libertaria Bulliver, l’ascolto del disco si rivela divertente, passionale e accattivante. Koalalì è un singolo perfetto (da far ascoltare in tutti i canili, Francesco Salvi è avvertito), il funky domina sovrano in Vividoppio e Cavità Schumann, il groove è malsano in SuPlutone – per inciso, la vera hit della band. Folli afflati zappiani compaiono in Casadonia e Cane bagnato; il metallo, l’electro trance e il prog si combinano in Sganghinghengo; tentazioni pop avvinghiano The Feeno e Canoa. E se non si fosse ancora sicuri di prestare la giusta attenzione, le strumentali Pitollo e Bautilus mettono in chiaro quale sia il bagaglio tecnico e compositivo a disposizione. SuperBau ci riporta sul planetoide Plutone con un grosso sorriso stampato sulle labbra. La bau-band è tornata a mordere: entrate nel Bautilus e vivrete un appassionante viaggio cantascientifico.

 

Alessandro Zoppo

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