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27 novembre 2015 , ,

AV-K

PERSPECTIVE PROSPECTIVE

15 luglio 2015 - Laverna Netlabel / Manyfeetunder

AV-K PERSPECTIVE PROSPECTIVEQuattro remix e un brano inedito, questa è la cinquina proposta da AV-K (al secolo Anacleto Vitolo) per celebrare il decennale della nascita di Laverna Netlabel, la prodigiosa etichetta che vede direttore artistico Mirco Salvadori e che da sempre sottopone all’attenzione del pubblico le sue uscite improntate all’ambient e all’elettronica più sofisticata. Di Vitolo e della sua prolifica capacità di regalarci atmosfere sonore di grande impatto emotivo sappiamo qualcosa fin dai tempi in cui utilizzava altri moniker, nonché dalle recenti uscite a nome AV-K “Fracture” e “A centripetal Fugue” che già dimostravano ampiamente il talento del musicista campano; meno conosciamo gli altri quattro artisti coinvolti, né tantomeno i brani originali che AV-K ha sapientemente remixato, cosa che ci concede un giudizio sereno e senza alcun confronto.

 

La cinquina apre le porte dell’album con Alchemy di Giorgio Ricci, brano che tiene fede al suo nome confermando l’alchimia del titolo snodandosi tra ondate di droni che galleggiano nel mare di un ambient sonoramente cristallino. When Nothing Happens è di Fabio Anile, e pur rimanendo nel solco del brano precedente ha una rarefazione che si adagia su tocchi di tastiere di una liquidità eterea ed assoluta. William Capizzi è invece l’autore di The Weariness Of The Filtered Words il pezzo più ostico del lotto con il suo andamento (apparentemente) monocorde e cupo, squarciato da lontani clangori e cascate di loops che lo avvicinano a certe cose di musica concreta e rumorista, mentre Caesar è invece un celestiale brano inedito proprio di AV-K che procede ieratico con pulsazioni droneggianti e sotterranee accompagnandoci all’uscita che si chiude alle nostre spalle con The Last DJ di Gigi Masin, forse il musicista più conosciuto del gruppo (e del quale ci piace segnalare la ristampa appena pubblicata di “Wind” ottimo album del lontano 1986) che si abbandona alle note scarne di un pianoforte dissonante accerchiato dalle folate ventose di loops e droni che dopo un crescendo magmatico si spengono lasciando al solo tastierista il compito di chiudere la porta del CD. Un’operazione per molti versi riuscita e affascinante che non assomiglia a nient’altro che non sia l’essenza stessa di un ambient allo stato puro di caratura internazionale.

 

Maurizio Pupi Bracali

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