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19 marzo 2012

Marina Giaccio

NATA DOMANI

2010 - Autoproduzione

Marina Giaccio è una giovane cantautrice nata a Roma ma che dopo un lungo girovagare per la penisola ha messo le sue radici a Firenze dove risiede stabilmente. Per sua fortuna già in tenerissima età inizia a studiare musica, ed è quindi perfettamente normale e logico per lei ascoltare i vinili che trovava in casa, cose preziose, Luigi Tenco e Sergio Endrigo dei nostri ma anche Chet Baker e Cole Porter sempre per rimanere in tema di artisti di classe. Frequenta l'università dove mette mano alle sue prime composizioni, pure emozioni fatte musica, per usare le sue stesse parole, poi una primordiale raccolta a nome ”Solo una primavera” seguita dall'agognata laurea in Filosofia, la tesi manco a dirlo è sul linguaggio musicale e non potrebbe essere diversamente. Questo "Nata domani", titolo nato parafrasando una commedia hollywoodiana "Nata ieri" (Born Yesterday, 1950) è il degno coronamento di una carriera iniziata precocemente;  il tutto è stato registrato nello studio Paso Doble a Bagno a Ripoli  e Marina si è avvalsa per la registrazione del disco di Gianfilippo Boni e Lorenzo Forti , ovvero due ottimi punti di riferimento per le produzioni cantautoriali fiorentine.

 

Si tratta, occorre subito sottolinearlo, dell'ennesima autoproduzione, non che questo vada a discapito delle qualità generale anzi, il livello è molto professionale, superiore alla media di prodotti similari:  dispiace solo rilevare che le principali etichette nostrane, anche le small labels  del cosiddetto indie-rock intendo, spesso perdono occasioni per mettere in luce altre artiste brave come la Giaccio. Marina ha composto 11 belle ballate, 11 battiti del suo cuore nello svolgersi dei 35 minuti di questo "Nata domani", uno stile asciutto ed una voce limpida e personale, con bravi strumentisti a corredo, i sopracitati Gianfilppo Boni al pianoforte e tastiere e Lorenzo Forti al basso e chitarre, integrati da Alessandro Potini alla batteria più altri validi collaboratori quali Bernardo Baglioni e l'esperto Maurizio Forti, padre di Lorenzo, entrambi alle chitarre. Il tono del disco è molto rilassato, una pulizia formale avvolge l'intero lavoro, lo stile elegante ed a tratti jazzistico della ragazza emerge dai solchi del disco: non a caso Marina a suo tempo esordì in un locale di Firenze, Il Caffè degli Artigiani, che ha un piccolo spazio dedicato prevalentemente a serate acustiche, ed anche adesso è solita esibirsi in piccoli clubs. Per rendere l'idea validissime artiste contemporanee quali Diana Krall e Norah Jones, tra l'altro citate quali influenze dalla nostra, sono come sonorità a lei facilmente accostabili : ascoltare in tal senso le belle Battito, Lacrime e la conclusiva Oggi, tre delicate songs di un intensità rara.

 

Altre tracce come la breve Solo di vento profumano quasi di bossanova - Maria Gadù fa l'occhiolino a distanza - ed è  davvero molto bello  il crescendo vocale di Mi feriscono le rose. Un citazione a parte la meritano l'iniziale Dammi un bacio come Cary Grant, di una leggerezza incredibile, una delizia fatta canzone e Tikità, altre piccola perla: in questi brani Marina si supera, con melodie degne delle migliori cantautrici italiane del passato; tra le cose migliori dell'intero album e poco sotto pure Temporale, che ha forse il refrain che più rimane in testa già al primo ascolto. La stessa Giaccio occupandosi nella vita di comunicazione grafica e multimediale ha curato l'artwork del cd, che in tutto e per tutto ha la stessa qualità, grafica e sonora delle migliori produzioni ufficialmente in commercio: non dimentichiamo infatti che il cd, essendo Marina per adesso fuori dai grandi circuiti, ha una distribuzione al momento limitata, nella speranza però che le sue sempre più frequenti apparizioni live, più che queste mie modeste parole, possano ampliare i suoi orizzonti futuri.

 

Ricardo Martillos

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