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6 novembre 2015

Joseph Martone And The Travelling Souls

GLOWING IN THE DARK

17 ottobre 2015 - Autoproduzione

Joseph Martone And The Travelling Souls GLOWING IN THE DARKVoce dal giusto tasso di raucedine, melodie da desert-folk, sonorità evocanti viaggi nelle solitudini oscure delle freeways americane, un percorso iniziatico dal buio fitto del presente alla luce delle origini. Parliamo del nuovo disco, un Ep, “Glowing In The Dark”, di Joseph Martone e delle sue “anime erranti”. Seconda prova discografica, dell’artista italo-americano, dopo l’ottimo “Where We Belong”, del 2013, l’Ep in parola contempla nella line-up, tra le altre, la prestigiosa presenza di Ned Crowther, bassista albionico (Smokey Angle Shades, 747s), Tom Aiezza (collaborazioni con Dylan, Neil Young, nientemeno), chitarra e banjo, Charles Ferris alla tromba. Cinque frammenti di pura ascendenza folk-blues, inaugurati da Across The Universe, che è anche il singolo introduttivo del disco: un segmento di voce impastata nel bitume, una solida sezione ritmica, la chitarra sapiente di Aiezza, la tromba di Ferris a impreziosire il tutto.

Un lamentoso suono d’armonica apre la sinuosa 40.000 Suns, snodantesi lungo le polverose strade secondarie del folk più sporco. Un blues gravido di dolorose memorie, amori feriti, voce intonata alla desolazione dei deserti americani sotto il disco infuocato di un tramonto, Wounded Love, chitarra in virtuosa torsione melodica, scorre lieve come l’acqua di un fiume torpido e quieto. Resta Cu Me, recupera reminiscenze partenopee, nel suo triste incedere, chitarra arpeggiata e voce, alla ricerca inesausta delle origini. Big Brown Honey, a chiudere, dal roccioso impianto blues, la voce che strappa il velario della notte per riattingere la luce primigenia, restituire a una dimensione di pace interiore la carovana delle anime erranti. Notevole.

Rocco Sapuppo

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