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1 settembre 2014 ,

Nova sui prati notturni

FRANK

2014 - Dischi Obliqui

Nova sui prati notturni FRANKE’ un ensemble decisamente prolifico quello dei vicentini Nova Sui Prati Notturni vista la pubblicazione del loro quinto lavoro in quattro anni di attività. “Frank” nasce sul finire del 2013 per poi vedere la luce quest’anno ed ha le connotazioni di un’opera rock dedicata al "Frankenstein" di Mery Shelley che si snoda tra placide sonate ambient avvolte da liquido amniotico (Elettricità), attraversando la new wave italiana di metà anni ottanta fatta di sinuosi arpeggi minimali (Code), arrivando agli epici dieci minuti di puro post-rock di Victor, episodio centrale dall’incedere lento tra i deserti della mente, per poi sfociare in un epilogo rumoristico quasi a svegliarci dal torpore dei sensi. 

 

La predominante strumentale viene interrotta solamente a tratti da voci più funzionali all’immaginario che a raccontarci vere storie, mentre c’è anche il tempo per l’episodio più in chiave classicamente rock di Seven. La chiusura di Gliese 436b lascia spazio alle liriche con una digressione in inglese e virate ritmiche che poi chiudono con un minimal drumming di stampo industrial. Sette episodi che raccontano in modo creativo e destrutturato un’opera a cui, anche recentemente, altri artisti italiani si sono avvicinati, ma con lo sperimentalismo ed il coraggio di chi non ha nulla da perdere nel cimentarsi in un lavoro del genere, scegliendo la strada non del racconto ma della visionarietà, che certo non facilità l’approccio all’opera. Un lavoro interessante e di ricerca fatto per l’ascoltatore attento a cogliere ogni passaggio proprio come in un libro in cui i continui rimandi costringono, con piacere, a tornare indietro e rileggerne parti per comprendere ciò che segue, perché nel suo essere sicuramente musica ‘colta’ quella dei Nova Sui Prati Notturni riesce ad essere cibo per la mente.

Ubaldo Tarantino

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