Migliora leggibilitàStampa
9 novembre 2016

Time Zones Off 2016: Max & Laura Braun, Simona Armenise, Achref Chargui Trio, Mondegreen

Time Zones Off: Max & Laura Braun, Simona Armenise, Achref Chargui Trio, Mondegreen. 14-15-16 Ottobre 2016, Bari


Per il secondo anno consecutivo il festival barese “sulla via delle musiche possibili” Time Zones (giunto alla sua trentunesima edizione) è anticipato da un pre-festival. Il Time Zones Off ha offerto quest’anno concerti di qualità altissima nelle sue tre serate: Max & Laura Braun  (foto a sinistra) + Simona Armenise, Achref Chargui Trio e Mondegreen.

 

 

 

14 Ottobre: Max & Laura Braun + Simona Armenise

 

Max-LauraBraun03.12-9Max & Laura Braun (foto a sinistra) sono due fratelli di Stoccarda (Germania) che propongono musica pop-folk sin dalla loro adolescenza e che, dopo una pausa di dieci anni, hanno ricominciato nel 2008 a scrivere e registrare musica insieme. Giunti al loro secondo album “Highwire Haywire”, uscito per l’etichetta italiana Interbang, dopo svariate date in Germania e Regno Unito, approdano per la prima volta in Puglia. La location, funzionale per concerti rock, si adatta male alle sonorità intime del duo tedesco: la voce cristallina ed eterea di Laura e la chitarra acustica di Max vengono spesso sovrastate dal vociare insistente di un pubblico copioso, ma distratto e irrispettoso verso la performance acustica del duo. Malinconici, delicati, intimi, notturni, dall’ottima tecnica vocale e strumentale (Max suona anche la pedal steel guitar e il banjo, Laura il vibrafono e una sorta di toy piano), il duo ha presentato un folk scarno, essenziale, spogliato di orpelli e abbellimenti inutili, che arriva direttamente al cuore grazie anche alle melodie Simona-Armenise_Ph-Daniele-Coricciati-1squisitamente pop della voce di Laura. La qualità della proposta musicale è indiscutibile, ma è un concerto che va rivisto in una location più appropriata al fine di goderne a pieno l’intensità.

La serata è stata aperta dalla brava chitarrista barese Simona Armenise (foto a destra), uno dei "casi" musicali pugliesi di questo 2016 che sta per concludersi: ha eseguito alcune sezioni strumentali tratte dal suo notevole ultimo doppio album "Oru Kami" (pubblicato ad inizio anno per Verterecords), un lavoro eclettico e pieno di suggestioni che abbatte le barriere tra rock, jazz, elettronica. 

 

 

15 Ottobre: Achref Chargui Trio

 

Il concerto del 15 ottobre è stato indubbiamente quello di maggior interesse, con il pub gremito di gente. Achref Chargui insegna liuto “oud”, strumento a corde della famiglia dei liuti a manico corto, presso il Conservatorio di Tunisi dal 2007; laureatosi in musica araba e in musica tunisina nel 2002 ha ricevuto il premio per miglior suonatore tunisino di liuto nel 2003 acquisendo il diploma di “oud” nello stesso anno. Dopo aver conseguito un master a0561135721_10in musicologia (2009), Chargui inizia la sua carriera professionale suonando prima con diversi cantanti tunisini e partecipando poi a diversi festival internazionali.

Grazie all’associazione culturale italiana DRABA, nel 2013 Chargui riesce per la prima volta a venire in Italia e a organizzare diversi incontri e session di registrazione per il suo primo album “Notes” (Aforo Music Club). Durante questa sua prima volta in Italia, Chargui lavora al progetto internazionale No Borders’ Music (basato su sue composizioni) e fonda l’Achref Chargui Trio con il noto polistrumentista barese Jacopo Andreini (alla batteria, ex Bz Bz Ueu) e il contrabbassista jazz toscano Piero SpitilliSonorità profondamente legate a ritmi e melodie tradizionali tunisine, e in generale arabe, contaminate con improvvisazioni jazz, cambi di tempo repentini e un approccio di carattere "sperimentale" agli strumenti (oud, batteria, percussioni, contrabbasso, basso elettrico). Una musica che ha fatto letteralmente viaggiare con la mente un pubblico adulto, attento ed entusiasta: un gran bel concerto, basato su una selezione di brani dai due album del trio.

 

 

16 Ottobre: Mondegreen

 

Chiude Time Zones Off il trio barese Mondegreen costituito da Adolfo La Volpe (chitarra elettrica, effetti), Pierpaolo Martino (basso elettrico, effetti) e Giacomo Mongelli (batteria, percussioni e oggetti sonori vari). Provenienti tutti dal giro jazz e avant-rock, i tre musicisti fondano questo ensemble nel 2012 ispirandosi a formazioni newyorkesi quali il gruppo avant-rock/punk jazz Massacre (costituito dai mostri sacri Fred Frith, Bill Laswell e Fred Maher che nel 1981 pubblicarono il capolavoro no wave “Killing Time”), The Bill Frisell SM2740Band (il chitarrista Bill Frisell insieme a sperimentatori del jazz quali Kermit Driscoll, Joey Baron e Hank Roberts, autori di due bellissimi album di jazz sperimentale “Lookout For Hope” del 1988 e “Where In The World?” del 1991), gli indimenticati Naked City di John Zorn (gruppo avant-jazz e grindcore che ha ispirato tantissimi musicisti) oppure a band più recenti quali gli Harriet Tubman (gruppo fusion sperimentale/avant-jazz costituito da Melvin Gibbs, Brandon Ross e J. T. Lewis, che sfornò i capolavori “I Am A Man” nel 1998 e “Prototype” nel 2000).

Il sound dei Mondegreen viaggia su coordinate no wave newyorkesi, free-jazz, presentando temi filmici molto molto gradevoli e digressioni improvvisate di gran classe. Forse l’unico neo è proprio la parte noise, poco originale, ma nel complesso un’ottima esibizione con ottimi musicisti.  Peccato per il pubblico, non numeroso e poco interessato, che gradualmente abbandona il pub durante l’esibizione, forse “infastidito” dai clangori della performance, sicuramente non per tutti i palati. 

 

Diego Loporcaro

Video

Inizio pagina