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21 agosto 2016 ,

Peter Hook & The Light: Perform Joy Division’s Unknown Pleasures & Closer

17 Agosto 2016, Lecce, Anfiteatro Romano


seiQuando arrivo a Lecce nel tardo pomeriggio con largo anticipo sull'inizio dell'evento live (all'interno del SEI: Sud Est Indipendente Festival) e davanti agli occhi mi si presenta la meraviglia dell'Anfiteatro Romano deserto, in attesa dei numerosi fan di Peter Hook e dei Joy Division, la mia fantasia galoppa. I flash di quello che accadrà qualche ora dopo si susseguono nella mia mente: un'atmosfera indescrivibile, una tensione palpabile, i brani cantati a squarciagola, le t-shirt con lo storico artwork di Peter Saville, i figli accompagnati dai genitori, un mix di storia ed eleganza, la classe dei colossi che non moriranno mai. Un senso di vertigine mi coglie all'improvviso. Realizzo che a breve avrò davanti a me una leggenda della musica degli ultimi 40 anni. Sì hookperchè, per quei pochi che non lo sapessero, mr. Hook ne ha fatta di strada da Salford, suo nativo e malfamato sobborgo di Manchester. Col suo basso inseparabile ha anticipato sempre i tempi, per 3 decadi, dapprima con il post punk dei Joy Division mentre il punk stava già tramontando, poi con la new wave ed il synth pop dei New Order, perfino, nei decenni successivi, con l'acid house e il ritorno prepotente dell'indie. Ad arricchire il piatto la promessa di un set interamente dedicato ai 2 storici intoccabili album del quartetto, rimasto orfano del compianto Ian Curtis ormai 36 anni fa e che negli ultimi tempi ha vissuto una nuova fama grazie al successo di un bel film sulla vita del suo defunto leader, "Control", diretto nel 2007 nientemeno che da Anton Corbijn (celebre per i suoi splendidi videoclip). 

 

Performing New Order 1981-1986

 

Peter Hook (1)Eppure, nonostante ciò, molti dubbi colmavano i miei pensieri: perchè Hook, reduce da un traumatico divorzio dai New Order corredato da milionaria causa intentata nei confronti degli ex compagni Sumner, Morris e Gilbert e da diversi passaggi a vuoto sia in studio che in sede live, ha fatto storcere il naso ai fan di vecchia data più intransigenti, soprattutto per le sue non eccelse doti vocali. Molti, alla vigilia, hanno liquidato l'evento al pari di una squallida cover band dei Joy Division pronta a calcare le scene guidata dall'unico membro del gruppo originale. Avranno ragione i detrattori? Calano le tenebre sull'affascinante reliquia di Lupiae, l'antenata romana di Lecce, e le gradinate di quest'arena ellittica, datata I-II sec d.c., cominciano a popolarsi. Peter Hook e i suoi The Peter Hook (4)Light salgono sul palco e, come annunciato prima del live, iniziano il loro show con una prima parte interamente dedicata ai New Order. Lo start è da batticuore con la splendida ICB da "Movement", primo capitolo post JD, datato 1981, ma le scelte e soprattutto l'esecuzione dei brani successivi, lasciano alquanto perplessi. Sorprende anche l'assenza di una hit come Blue Monday, ma per fortuna KW1 (ovvero Your Silent Face, il cui titolo originario era KraftWerk 1) ed Age of Consent (da "Power, Corruption & Lies", 1983) rimettono lo show sui giusti binari. 

 

Performing Joy Division's Closer (1980)

 

Peter Hook (5)Cala il sipario su una prima parte densa di ombre e qualche sporadica luce, ma è già il momento della parte di show dedicata a "Closer", secondo indimenticato capitolo della brevissima saga Joy Division. Purtroppo anche qui Peter è un diesel che fatica inizialmente a carburare sui primi brani, fra i quali la bella Dead Souls, registrata durante le sessioni per il 7" "Licht Und Blindheit" (1980) e resa immortale, circa tre lustri dopo, dalla cover firmata Trent Reznor (NIN) nel film cult "The Crow", col compianto Brandon Lee. In seguito Atrocity Exhibition, Isolation, Passover, Colony, A Means to An Peter Hook (2)End, fino alla struggente ed atmosferica The Eternal: è una parata di (brani) stelle, che testimonia ancora una volta, se ce ne fosse stato bisogno, la grandezza di una band, i Joy Division, che senza la tragica dipartita di Ian Curtis, avrebbe potuto scrivere ulteriori pagine di storia della musica. La sensazione è che Peter non sia poi così male come cantante, anche se è evidente come sia più a suo agio nei brani più tirati, dove riesce a trovare dentro di sè la carica giusta per sfoderare una prova vocale grintosa e hook2abbastanza fedele all'originale (con buona pace dei puristi). Da segnalare anche una 'moderna' Decades, eseguita in un 'Editors style' che farà comunque discutere. Due quarti di show sono andati in archivio, e finora il bilancio è altalenante. E' un'eresia pensare di aver assistito fin qui ad un ottimo show strumentale ed ad una prova canora per lunghi tratti perfettibile?

 

Performing Joy Division's Unknown Pleasures (1979)

 

La terza parte del concerto, riservata ad "Unknown Pleasures", full lenght di debutto (1979) per i JD, prende l'avvio sulle note di No Love Lost (da "An Ideal For Living", ep del '77) e con Digital immediatamente dopo (da "A Factory Sample", ep del '78), ma solo con Day of the Lords, New Dawn Fades, She's Lost Control, Shadowplay, Wilderness facciamo il hook3pieno di energia, atmosfera, ricordi, pathos. Lo spettro di Ian Curtis comincia a materializzarsi proprio quando inizia a manifestarsi qualche goccia di pioggia sull'Anfiteatro stracolmo. Si sorpassa la storia e si entra nel mito! Peter Hook sembra ora a suo agio, rinfrescato dal repentino cambio climatico, da brani più spigolosi e viscerali rispetto a Closer, circondato da quelle pietre millenarie che resistono all'incedere inesorabile del tempo. E come l'anfiteatro, ultimo fra i baluardi di un impero che non c'è più ma che resiste nella memoria collettiva, anche Hook resiste e sfodera una prestazione superlativa al suo strumento, il basso, in contrapposizione ad una prova altalenante ma sempre più positiva allo strumento 'voce' col susseguirsi dei brani.

 

Encores (singles)

 

hook4I bis ci regalano gemme immortali come Atmosphere, Ceremony, Transmission e soprattutto la super hit Love Will Tear Us Apart, troppo inflazionata per il sottoscritto, ma che scatena, come prevedibile, l'entusiasmo e la follia collettiva dei presenti, anche dei più pigri e meno coinvolti. Peter ci saluta soddisfatto dopo oltre 2 ore e mezza di set e 33 brani: il lancio della sua maglietta sul pubblico che lo acclama a gran voce, come fosse un antico gladiatore trionfante di fronte all'arena in estasi, è l'ultimo atto di un evento da ricordare.

 

"I guess the died some time ago (Credo siano morti qualche tempo fa)
And I was looking for a friend of mine (E io stavo cercando un mio amico)
And I have no time to loose (E non ho tempo da perdere)
Yeah, looking for some friends of mine" (Sì, cercando degli amici)
(da Interzone)

 

Mi piace pensare che Peter, colto spesso, durante l'esibizione, con lo sguardo rivolto al cielo, in quei momenti stesse cercando un volto amico. Il volto di un amico perso 36 anni fa.

 

 

Setlist

hook160785Performing New Order 1981-1986

1 - ICB
From “Movement” (1981 – LP)
2 - LONESOME TONIGHT
From “Thieves Like Us” (1984 – single)
3 – LOVE VIGILANTES
From “Low-Life” (1985 – LP)
4 – WAY OF LIFE
From “Brotherhood” (1986 – LP)
5 – YOUR SILENT FACE
From “Power Corruption And Lies” (1983 – LP)
6 - EVERYTHING’S GONE GREEN
From “1981-1982” (1982 – MLP)
7 - AGE OF CONSENT
From “Power Corruption And Lies” (1983 – LP)

Performing Joy Division's Closer (1980)
1 – DEAD SOULS
From “Licht Und Blindheit” (EP - 1979)
2 – ATROCITY EXHIBITION
3 – ISOLATION
4 – PASSOVER
Peter Hook (3)5 – COLONY
6 – A MEANS TO AN END
7 – HEART AND SOUL
8 – TWENTY FOUR HOURS
9 – THE ETERNAL
10 – DECADES

Performing Joy Division's Unknown Pleasures (1979)
1 – NO LOVE LOST
From “An Ideal For Living” (EP – 1977)
2 – DIGITAL
From “A Factory Sample” (EP – 1978)
3 – DISORDER
4 – DAY OF THE LORDS
5 – CANDIDATE
6 – INSIGHT
7 – NEW DAWN FADES
8 – SHE’S LOST CONTROL
9 – SHADOWPLAY
peterhook10 – WILDERNESS
11 – INTERZONE
12 – I REMEMBER NOTHING

Encores (singles)
1 – ATMOSPHERE
From “Licht Und Blindheit” (EP - 1979)
2 – CEREMONY
From “Still” (1981)
3 – TRANSMISSION
Single - 1979
4 – LOVE WILL TEAR US APART
Single – 1980

 

Dario Camasta

Foto 3-4-5-6-7-8-9-11 di Dario Camasta

 

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