Migliora leggibilitàStampa
26 settembre 2015

David Gilmour

14 Settembre 2015, Verona, Arena


GILMOUR2015_artwork_smallUn tutto esaurito facilmente prevedibile quello di David Gilmour all'Arena di Verona: il musicista di Brighton ha offerto un concerto ricco di luci ed effetti speciali all'interno di una cornice unica come l'anfiteatro veneto. Una caratteristica molto interessante dei concerti di questi artisti è la enorme varietà del pubblico: già dalle prime ore del pomeriggio piazza Brà era colma di gente di tutte le età, dai ragazzini cresciuti con i cd dei genitori a chi tira fuori il vanto “io c'ero” quando si parla delle date italiane dei Pink Floyd nel 1968.  E' circa alle nove di sera che, ad Arena gremita, inizia il vero spettacolo e la“voice and guitar of Pink Floyd”, come lo stesso Gilmour ama definirsi, quasi come sfottò all'ex compagno Waters, fa la sua comparsa sul palco.

 

Primo Set

Alle prime note di 5AM, traccia d'apertura dell'ultimo disco “Rattle That Lock”, la folla si scatena perchè non c'è dubbio, anche se con qualche capello bianco e qualche chilo in più, quello che sta suonando sul palco è sempre lui, l'immenso David Gilmour. L'entusiasmo prosegue sino ad esplodere all'eco delle prime note del capolavoro Wish You Were Here per poi trasformarsi in lacrime e dolore durante l'esecuzione di  A Boat Lies Wating. Vale la pena di spendere due parole su questo brano: in sé non ha nulla di eccezionale a livello musicale o compositivo, ma l'esecuzione live è da brividi; per gilmourverona1dedicare la canzone al compianto Richard Wright, Gilmour si spoglia della sua Stratocaster per andare da solo al microfono e sussurrare quel testo così intensamente intimo al pubblico.

L'esibizione prosegue con The Blue, brano tratto dal precedente “On an Island” del 2006, e poi  l'arena canta  con lui l'indimenticabile accoppiata Money-Us and Them tratta da “Dark Side Of The Moon” in cui viene evidenziata appieno l'eccellente preparazione tecnica dei musicisti che lo accompagnano. Dopo oltre un’ora di spettacolo giunge quindi il momento di chiudere il primo set, cosa che riesce particolarmente facile grazie ad una eccelsa esecuzione di High Hopes, ultima lancinante traccia di “The Division Bell”: grazie allo struggente assolo di chitarra lap steel e alle immancabili immagini proiettate schermo circolare, riesce a far venire la pelle d'oca anche vent'anni dopo la sua pubblicazione.

 

Secondo Set

La secondo parte del concerto si apre invece con una sorta di tributo a Syd Barrett e ai Pink Floyd dei primi anni, vengono infatti eseguite in successione Astronomy Domine, brano spaziale registrato dalla band ancora con la primissima formazione, la suite Shine On You Crazy Diamond, targata 1975, e Fat Old Sun, brano scritto dallo stesso Gilmour per “Atom Heart Mother” del 1970, poco dopo la sua entrata effettiva nel gruppo. Mentre il cielo di Verona si oscura passano intanto veloci alcune canzoni tratte dalla recente discografia di Gilmour tra cui la jazzata The Girl In The Yellow Dress e il singolo TodayLive 8 London - Stage prima di tornare definitivamente, per la gioia del pubblico, ai classici dei Pink Floyd. Così vengono ripescate le potenti Sorrow e Run Like Hell rispettivamente da “A Momentary Lapse of Reason” e dal concept album “The Wall” che hanno il compito di chiudere la seconda parte.

La band non riesce però nemmeno a fare in tempo di scendere dal palco che viene da subito richiamata da tutti i fan: così, dopo un paio di minuti d'attesa, il chitarrista britannico sale nuovamente sul palco per regalare un bis ricco di emozioni con Time e l'immancabile Comfortably Numb, due dei migliori brani che siano mai stati scritti nell'arco della sua carriera e a cui il pubblico è da sempre molto legato. Un pubblico che, per quanto il concerto sia stato pieno di imperfezioni tecniche dovute anche all'età del musicista, esce entusiasta dall'anfiteatro romano e senz'ombra di dubbio potrà dire orgoglioso “Io c'ero!”   

 

 

wenn541670gilmourSet 1:
5 A.M.
Rattle That Lock
Faces of Stone
Wish You Were Here (Pink Floyd
A Boat Lies Waiting
The Blue
Money (Pink Floyd)
Us and Them (Pink Floyd)
In Any Tongue

High Hopes (Pink Floyd)

Set 2:
Astronomy Domine (Pink Floyd)
Shine On You Crazy Diamond (Parts I-V) (Pink Floyd)
Fat Old Sun (Pink Floyd)
On an Island
The Girl in the Yellow Dress
davidgilmour-700x466Today
Sorrow (Pink Floyd)
Run Like Hell (Pink Floyd)

Encore:

Time (Pink Floyd)
Breathe (Reprise) (Pink Floyd)
Comfortably Numb (Pink Floyd)

 

Andrea Ghignone

foto 2: Andrea Ghignone   -   foto 3: MJ Kim, Getty Images  -  foto 4: Photo: WENN.com

 

Official    Social      


Video

Inizio pagina