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15 maggio 2016

Buzzcocks 40 + The Crooks

27 Aprile 2016, Milano, Legend Club


buzzcocksLe celebrazioni per il quarantennale del punk (1976-2016) stanno coinvolgendo il Regno Unito in una gigantesca operazione commerciale di cui Malcom McLaren (manager dei Sex Pistols) sarebbe andato fiero. A distanza di quattro decadi dal suo avvento il punk fa notizia più che mai. Dalla storica t-shirt dello stesso McLaren (Cash from Chaos) indossata al tempo sul classico kilt passando per le reunion di varie band con ancora una volta i Pistols su tutti con il Filthy Lucre Tour del 1996 (un nome un programma..) fino ad arrivare ai festeggiamenti del 2016.

 

E tra le band nate e cresciute durante il periodo della prima ondata punk inglese del 76-77 ci sono sicuramente i Buzzcocks benchè l'ardore degli esordi (che costò l'uscita dal gruppo del brillante Howard Devoto che confluirà presto nei Magazine a causa del suo disinteresse per il punk) verrà successivamente stemperato per sonorità leggermente più elaborate tanto che potremmo definire i Buzzcocks più un gruppo pop-punk. Disquisizioni tecniche a parte anche'essi festeggiano il quarantennale di carriera con un tour mondiale che tocca il Legend di Milano, club piccolo ed intimo come (a nostro avviso) dovrebbe essere un locale che ospita rock live. 

 

buzz3Aprono gli italiani The Crooks onesti arrotini devoti alla scuola “Ramonesiana” del one-two-three-four; tre accordi e via pedalare prima che Pete Shelley & Co. salgano sul palco. Molto informali sin dall'abbigliamento, a testimonianza che si ergono dal punk. Sorrisi battute e strette di mano alla fine. In mezzo una no-stop di novanta minuti circa (praticamente una partita di calcio) iniziati con Boredome e Fast Cars ed interrotti solo dalla pausa prima dei bis. Adrenalinici ed instancabili. Uno Shelley in stato di grazia, uno Steve Diggle che sembra un ragazzino (nonostante qualche anno in più..) ed una sezione ritmica che macina tutto (ma con classe). Sopra tutto e tutti si erge il suono cristallino della vintage Telecaster di Diggle e le voci dei due componenti storici (gli altri sono il bassista Chris Remington ed il batterista Danny Farrant) che si alternano nell'esecuzione del repertorio della band. 

 

buzzLa cosa che più accomuna i Buzzcocks al punk è il modo di suonare veloce e senza soluzione di continuità tra un pezzo e l'altro, proprio come nella reprise dopo il break della prima parte del concerto milanese. E qui sfilano altri classici dei primi dischi: What do I Get, Orgasm Addict, Ever Fallen in Love fino alla conclusiva Harmony in My Head che chiude lo show. Dopodichè si prestano volentieri e senza pose da star ai meritati applausi e complimenti dell'eterogeneo pubblico accorso. Più punk dei punk!  

 

Setlist:

buzzcocksBoredom

Fast Cars

Totally From the Heart

I Don't Mind

People Are Strange Machines

What Ever Happened To?

Autonomy

Why She's a Girl From the Chainstore

Moving Away From the Pulsebeat

Nothing Left

buzzcocks3Sick City Sometimes

It's Not You

Love You More

Promises

Noise Annoys

You Say You Don't Love Me

Time's Up 

 

buzzEncore:

What Do I Get?

Orgasm Addict

Ever Fallen in Love (With Someone You Shouldn't've)

Harmony In My Head

Alessio Mazzocchi

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