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11 settembre 2016

Appaloosa + Sammartano

2 Settembre 2016, Terlizzi (Ba), Mat Laboratorio Urbano


Appaloosa(1)Il secondo appuntamento ravvicinato col Mat di Terlizzi e con le contaminazioni sonore dell'underground italiano (dopo quello con ZU + Caterina Palazzi & Sudoku Killer del 21 Agosto) prevede, come headliner della serata, in analogia con gli Zu, una band anch'essa attiva da fine anni 90, stavolta di estrazione toscana, fucina di talenti sempre prolifica, gli Appaloosa (foto a sinistra). Fautori da sempre di un mix letale tra math rock in chiave psichedelica, hip hop e squarci elettronici decisamente eterogenei, i quattro livornesi sono attualmente in tour per il nuovo album, "BaB", che segna una mutazione ancora più decisa rispetto al precedente "Trance 44", caratterizzato com'è dal perfetto dosaggio di impennate ritmiche, geometrie math, schizzi techno-industrial, sfuriate punk. Meno reclamizzati dei romani Zu, gli Appaloosa promettono però, come il trio laziale, di sconvolgere il pubblico con un'altra performance catartica, dove il muro del suono la fa da padrone e le parole sono rappresentate solo da sporadiche quanto evanescenti voci campionate.

 

 

Sammartano 

 

Sammartano(1)In apertura un artista proveniente da Taranto che, per chi segue attentamente la scena alternativa pugliese e non solo, non ha bisogno di presentazioni. Si scrive Sammartano, si legge Cannibal Movie e Bogong In Action. Sì perchè il buon Gaspare (Sammartano, appunto), batterista dei CM e demiurgo di Lemming Records, in attesa di tornare col progetto principale, ha deciso di licenziare un disco solista, "Low Pitched Italy", un dub scurissimo ed inquinato che rimanda ad un pericoloso incrocio fra gli Scorn di Mick Harris e le sperimentazioni firmate Industrial Records o DVAtion, soffocate nel claustrofobico contesto tarantino, con il complesso siderurgico Sammartano(2)dell'Ilva, eco-mostro che si staglia minaccioso sullo sfondo. Sammartano è a proprio agio con un live set di materiale totalmente inedito (nuovo album alle porte?) dove la parola d'ordine è manipolazione: di tapes, di field recordings, di campionamenti anche hip hop, il tutto finalizzato all'alienazione dell'altrui coscienza. Taranto come Sheffield? Un sogno, forse. Un sogno che flirta con l'incubo. Estatico ed inquietante.

 

 

Appaloosa 

 

Drogati ancora dalle visioni marce di Sammartano, ci prepariamo ad un ulteriore viaggio negli inferi: è il turno degli Appaloosa. La base ritmica è, anche in questo caso, il cardine sul quale poggiare tutte le sperimentazioni e le soluzioni ardite scelte dai quattro livornesi, che ci travolgono come un tir in piena faccia. Batteria al centro della scena, ritmiche Appaloosa(2)dispari, percussioni elettroniche, campionamenti, atmosfere diversissime di brano in brano. Vogliono stupire gli Appaloosa e ci riescono perfettamente, soprattutto con i pezzi del loro ultimo full lenght: Supermatteron, per iniziare, scandita da una ritmica techno squarciata da repentini quanto violenti colpi di frusta ad opera del basso distorto, e poi Krypton85, Mulligan, Ketama Gold e le più oscure Creepy e Longimanus. Si ha la sensazione di essere al centro di un vortice che cresce continuamente di intensità, con veloci beat ossessivi che si passano il testimone col martellamento di bassi e batteria e viceversa. L'esecuzione dal vivo di questi brani sembra avere una forza dirompente, più stemperata invece su disco: in studio, infatti, è maggiormente in risalto la personalità davvero debordante della sovrastruttura elettronica, dove synth e campionatori riescono nell'impresa di non scadere mai nei clichè da laptop. Cercare di dominare la fuoriserie Appaloosa è pericoloso. Si rischia di finire fuori strada.

 

Appaloosa(3)Meglio abbandonarsi ai suoi continui cambi di ritmo e all'interpretazione di Zaninello, Mazzantini e degli altri componenti della band di uno show come un unico continuo flusso ipnotico; è lo scheletro sonoro, da smembrare in varie direzioni, a cambiare rispetto agli Zu: i romani dissezionano il jazz(core) in derive noir sulfuree, da moderni Badalamenti con trip neubauteniani; i livornesi squartano il funk, mixandoci su un pò di tutto, suoni ed atmosfere dal retrogusto vagamente orientaleggiante inclusi (Trance44 e Deltoid), per un approccio meno cupo e più lisergico. Polfer da Trance Appaloosa(4)44 e Lulì (con l'attitudine danzereccia e "festaiola" di quest'ultima che rimanda idealmente ai migliori Ninos Du Brasil) da "The Worst of Saturday Night" del 2012, chiudono uno show tritasassi; l'ultima istantanea è rappresentata dagli Appaloosa che salutano un pubblico ancora, è proprio il caso di dirlo, in 'trance'. Il trip è terminato.  Non ci abbandona la sensazione di aver partecipato, in questa "due giorni", ad un moderno sabba dove la tecnologia musicale ci ha permesso una regressione catartica al primitivismo, mentre con i sensi sconvolti ci avviamo sulla strada del ritorno. Mai notte ci è sembrata più affascinante di questa.  

 

Setlist APPALOOSA

Supermatteron

Krypton85

Bab e Dany

Mulligan

Ketama Gold

Trance44

Creepy Longimanus

Halle900

Lattanzi

Ciompowonder

Yuri

Deltoid

Barabba Lu Re

Irish

Polfer

Lulì

Dario Camasta

Video

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