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1 novembre 2014

Antonello Cresti

Solchi sperimentali. Una guida alle musiche altre

2014 - Crac Edizioni - 260 pp.

Quello che ci propone Antonello Cresti con questa sua ultima fatica, "Solchi sperimentali. Una guida alle musiche altre" è un viaggio all’interno  del mondo della sperimentazione musicale, di quegli artisti che negli ultimi 50 anni hanno osato, rischiato per cercare nuove sfide, aprire nuove strade «con la volontà di spingere i limiti dell’espressione il più lontano possibile, magari abbatterli del tutto». Il libro è una guida composta da circa trecento schede di altrettanti dischi scelti innanzitutto con un criterio, come dice nell’introduzione lo stesso Cresti, «di natura affettiva e sentimentale», privilegiando ambiti e nomi poco conosciuti. Sono così esclusi alcuni sperimentatori di chiara fama, da Zappa ai Beatles, da Beefheart ai Soft Machine, non per snobismo o voglia di épater le rockeur, ma per seguire un percorso di scavo e di scoperta, all’interno di uno spettro vastissimo di generi, che faccia affiorare nomi e opere spesso pochissimo conosciute, o perché cadute nel dimenticatoio, o per la loro circolazione semiclandestina, o anche perché provenienti da luoghi distanti e marginali.

 

LaMonte Young e Terry Riley

Seguire i percorsi delineati da Cresti significa immettersi in un viaggio estremamente fascinoso e sorprendente lungo cunicoli sotterranei in gran parte inesplorati. Sarebbe sterile stare a disquisire sui nomi non presenti o sui giudizi sulle singole opere. Questa è la personale esperienza di un appassionato che con amore, competenza, voglia di scoprire e divertimento - perché anche questo emerge leggendo queste pagine - per venti anni ha coltivato una grande passione per le musiche altre. Il libro vuole comunicare il piacere, la gioia di certi ascolti: sperimentare significa anche giocare con i suoni, non fermarsi mai al già fatto in un processo creativo continuo e appagante, e questa stessa esperienza è quella di chi ascolta con mente sgombra e aperta al nuovo. La prosa di Antonello Cresti è accattivante e ben esplicativa e, non dubitiamo, spingerà il lettore più attento a correre immediatamente ad ascoltare gran parte dei dischi trattati (moltissimi hanno il codice QR per facilitarne la ricerca). Oggi, per fortuna, grazie al web è facile anche avere quantomeno un assaggio delle opere di più impervia reperibilità.

 

Magma

Il libro è suddiviso in una quarantina di capitoletti ognuno dedicato a uno stile, un genere, un’area geografica o culturale, e aperti dal disco che più significativamente la rappresenta o ne è stato il capostipite. Ne nasce così una piccola mappa attraverso la quale individuare influenze, discendenze, sviluppi, cambi di prospettiva. Così per esempio se “Introspezione” degli Opus Avantra apre il capitolo dedicato a "Avanguardia/Tradizione in Italia", le schede successive sono dedicate a Cacciapaglia, Pierrot Lunaire, Arturo Stalteri, Luciano Cilio, Pepe Maina. Saranno invece i This Heat di “Deceit” ad aprire "Industriali Inattuali" cui seguono Good Missionaries, Lemon Kittens, Clock DVA, Hula, T.A.G.C. e Test Dept. Molto spazio è dedicato alla scena francese, troppo spesso colpevolmente ignorata da noi, all’interno della quale l’esploratore Cresti vi farà scoprire magnificenze inaspettate (qui magari avremmo inserito anche Nyl e Cheval Fou), ma non saranno poche le rivelazioni provenienti anche dal nostro Paese, per non parlare della Germania, della Scandinavia o dell’Estremo Oriente. Se per voi la musica è un viaggio continuo alla ricerca di sonorità nuove, di emozioni inedite e inaudite, se, per parafrasare Socrate, pensate che il più profondo conoscitore di rock è colui che sa di non sapere, che non è mai appagato, che sa che "underground" ci sono miriadi di tesori nascosti, allora Solchi Sperimentali è la guida che fa per voi, il vostro Virgilio negli Inferi piacevolissimi e disturbanti delle musiche più oscure.

Ignazio Gulotta

Video

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