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20 aprile 2015

Antonio 'Tony Face' Bacciocchi

L’uomo cangiante – Paul Weller. The Modfather

2015 - Vololibero Edizioni - 179 pp. - € 15

 

"Sono ancora un mod, sarò sempre un mod, mi potrete seppellire mod": così si presenta Paul Weller, facendo mostra di coerenza. Eppure il titolo lo definisce “l’uomo cangiante”. Non c’è contraddizione: in questa analisi della vita e della carriera di  Weller, Antonio 'Tony Face' Bacciocchi, ex batterista degli indimenticabili Not Moving e mod della prima ora, mostra come Paul sia stato un uomo sempre coerente a se stesso e un musicista eclettico, sempre avanti agli altri nel proporre nuovi stili musicali, pur rimanendo fedele al contesto storico e sociale in cui viveva. Bacciocchi si concentra sulla musica, limitando la componente biografica a pochi cenni: il rapporto, positivo, coi genitori, cosa rara in un rocker; la madre è una grande appassionata di musica, il padre è stato il suo manager; le esperienze adolescenziali con le droghe leggere, presto rinnegate, e quelle, ben più durature e a un certo punto divenute problematiche, con l’alcol, anche queste superate. 

 

La gran parte del libro concerne la lunga carriera di Paul Weller, nelle sue tre fasi, The Jam, The Style Council e la produzione solista. Non c’è agiografia: un disco oggettivamente fallito come “The cost of loving” viene stroncato, così come il successivo Pete-Townshend-Paul-WellerConfessions of a pop group”. Sono presenti ampi estratti dai testi e viene analizzata compiutamente la posizione politica di Weller, dalle prime dichiarazioni conservatrici e filomonarchiche, frutto di ingenuità e voglia di distinguersi degli altri musicisti e non di effettiva convinzione, alla forte presa di posizione socialista, seguente al disastro degli anni thatcheriani. Questo però non disgiunto da un forte sentimento patriottico, tipico della working class inglese di cui Weller è figlio e si è sempre sentito parte. Colpisce in ogni caso, in questo paese di bamboccioni ed eterne promesse, come il culmine della carriera artistica di Paul sia tra i diciannove e i ventisette anni (è nato a Woking, una cittadina del Surrey, il 25 maggio 1958).

 

Il libro è fornito di una discografia completissima, un ricco corredo fotografico, e una serie di dichiarazioni di Paul, senza peli sulla lingua, a proposito di molte altre star della sua generazione, e di vari musicisti e collaboratori a proposito di Paul, queste sì piuttosto Paul_Wellersperticanti di lodi. In coda al libro anche due Contributi mod sull'artista: "Paul Weller per noi..." di oSKAr (piazza Statuto Mod, cantante degli Statuto) e "Un vero artista british" di Francesco Ficco (chitarrista di Lager, Kartoons e prime mover della scena mod italiana, nonchè collaboratore di Distorsioni). Alla fine una sola cosa non si evince dalla lettura del libro: se l’uomo Paul Weller sia un uomo simpatico o antipatico. Ma non era questo l’intento del libro. Se già siete fan di un musicista che oggi possiamo collocare tra i classici leggendo il libro di Antonio Tony Face Bacciocchi avrete la più completa possibile ricostruzione della sua carriera; se non lo conoscete avrete una valida guida per scoprirlo.  

 

 

Uno stralcio del Contributo di Francesco Ficco: "Un vero artista british"

 

"Paul Weller è un artista prettamente British. Nelle sue canzoni di ora e adesso, here & now, e la musica, come i testi, sono legati al periodo storico in cui sono stati composti ed ai luoghi in cui egli vive. Non si culla nel successo: ogni nuovo lavoro viene sottoposto a dura autocritica prima che gli altri possano ascoltarlo!

Io Paul lo conosco attraverso la sua musica, come artista, poeta, individualista, ma soprattutto come scuotitore di coscienze. Per me, e per molti altri, rappresenta questo... oltre che un musicista  e compositore validissimo.

Paul-Weller-900x400E’ quello che ha sempre rifiutato le convenzioni, quello che ha sempre scelto la strada più dura da percorrere. Per un senso di onestà, perché sentiva di dover fare così, spinto da qualcosa che non si può spiegare facilmente: sarebbe stato comodo continuare a suonare con i Jam invece di sciogliere la band all’apice del successo, quando avevano un singolo ed un album ai vertici delle classifiche UK!

La sua onestà professionale è sincera già agli inizi della carriera: i singoli dei Jam contenevano sempre una o due canzoni non incluse nell’album di turno. Era Paul a decidere che così doveva essere, per rispetto verso i fan e verso chiunque ne comprasse. Ma soprattutto per rispetto verso se stesso".  

 

(su gentile concessione di Vololibero Edizioni e Francesco Ficco)

Alfredo Sgarlato

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