Migliora leggibilitàStampa
6 febbraio 2013

Veronica Marchi

LA GUARIGIONE


Veronica Marchi Veronica Marchi è giunta con "La guarigione" al suo terzo album in un percorso creativo che l'ha vista esordire giovanissima col suo disco omonimo del 2005. Distorsioni l'ha incontrata in occasione del tour per promuovere l'ultimo lavoro: quello che segue è il ritratto di una giovane artista decisa e consapevole di portare avanti un proprio cammino artistico per adesso ricco di soddisfazioni.

 

Un incontro con Veronica Marchi: Ricardo Martillos ha incontrato per Distorsioni la brava cantautrice veronese. 

 

 

L'INTERVISTA

 

DISTORSIONI (RICARDO MARTILLOS) - Ciao Veronica. Partiamo dalla tua infanzia: ho letto su alcune biografie che hai iniziato giovanissima a cantare ed esercitarti con pianoforte e chitarra. Merito della tua famiglia?

VERONICA MARCHI - Indubbiamente una parte di complicità viene dalla passione per la musica che si respirava in casa, mio padre era grande collezionista di vinili, mia sorella studiava pianoforte. Ho iniziato proprio per caso, mettendo le mani sul pianoforte di mia sorella, è stato molto naturale.

 

Quando hai scritto le tue prime composizioni? C'è qualcosa che hai scritto da giovanissima che poi è confluito nel tuo primo disco?

A nove anni ho scritto la prima canzone, e nel primo disco però ho messo solo canzoni nate dopo i 15 anni, quelle precedenti sono brani a cui sono molto legata ma non credo potrebbero andare oltre quel preciso momento, ero proprio una bimba e le mie canzoni, seppure già un tantino impegnate, rispecchiano quell'età.

 

Il tuo esordio omonimo è datato 2005, avevi 22 anni, riascoltandolo adesso cambieresti qualcosa o è il perfetto specchio di una cantautrice all'esordio?

Veronica MarchiNon si cambia niente di quel che si è fatto, riascoltandolo mi faccio tenerezza, ero così testarda e convinta, avevo studiato ogni dettaglio del disco perciò ne sono ancora felice, sebbene suoni molto distante dalle cose che compongo e registro oggi, per fortuna!

 

Pensavi che Bambina ti avrebbe portato maggior pubblico di quello che in effetti hai conquistato o rischiava di diventare l'unico pezzo di cui la gente si ricordava?

Ci speravo, ma la partita non è ancora persa, i brani non muoiono mai, restano lì e finchè li canti c'è speranza che qualcuno se ne innamori, anche se tu canti la stessa canzone da anni. Chi la sente per la prima volta la trova nuova, per cui avanti! Il successo mi affascina, ma al tempo stesso vorrei arrivarci semmai con i piedi ben saldi a terra, per cui chissà se accadrà mai, a volte il successo è un lampo.

 

Poi è arrivato "L'acqua del mare non si può bere", disco candidato al Premio Tenco 2008, trovo che sia un deciso passo in avanti rispetto all'esordio, soprattutto a livello di  produzione, ma il curioso titolo si porta dietro i tuoi ricordi d'adolescente?

In effetti il primo e il secondo disco sono molto legati, sono come un proseguo l'uno dell'altro. E' un disco composto da brani che hanno come comune denominatore i divieti, perciò da qui viene questo strano titolo.

 

Veronica Marchi E passiamo al nuovo disco, "La Guarigione": quattro anni dal precedente sono tanti, che hai fatto tutto questo tempo oltre a scrivere nuove canzoni?

Un sacco di cose, per esempio ho iniziato a insegnare canto, ho condotto un programma radio con letture dal mio blog Nerosubianco, ho fatto parte (e faccio ancora parte) della compagnia teatrale di Natalino Balasso, ho collaborato con i Maryposh (band rock alternativa di Verona) e abbiamo pubblicato assieme un disco. Non mi fermo mai, ho solo cercato il tempo giusto per uscire con un nuovo lavoro.

 

Quello che salta più all'orecchio all'ascolto è che è un disco molto scarno, da vera cantautrice, ha il fascino tipico delle opere prime, come mai questa scelta?

Hai detto bene, lo vivo come se fosse il mio primo disco. Sono ripartita da capo, dal mio vero amore, l'acustico. E' come un nuovo punto di partenza, una nuova crescita, un nuovo arrivo.

 

I brani che più mi hanno colpito sono Passanti distratti e la title track, La Guarigione: me li spieghi in due parole ed in generale mi dici qualcosa sui testi, sono tutti autobiografici?

Se per autobiografici si intende descrizione di emozioni che ho fotografato su carta, allora sì, si può dire che la maggior parte dei brani del nuovo disco siano autobiografici, specialmente questi due che hai nominato, Passanti distratti  è il frutto di una riflessione sulla velocità con cui corre il mondo e sull’importanza di connettersi a se stessi, La guarigione è il riassunto del mio concetto di rinascita, non c’è guarigione senza pensiero e non c’è pensiero senza azione, per cui questi due brani sono connessi dall’esigenza di correre verso se stessi e risolvere i propri grovigli senza paura, anche se è antimoderno.

 

Hai diviso il palco con nomi molto noti della canzone italiana, cito Nada, Teresa De Sio, Cristina Donà, c'è qualcuna di loro a cui ti senti più vicina come influenze o che ti ha aiutato nel tuo processo di crescita?

Veronica Marchi Senza dubbio Cristina Donà, una donna splendida da cui ho capito quanto sia importante la leggerezza sul palco, l’autoironia e la sobrietà.

 

Ci parli dell'artwork di copertina e poi quel titolo "La guarigione", ma da che cosa?

Come dicevo prima, guarire significa in questo disco ripartire, rinascere, trovare nuovi stimoli, recuperare le cose vere che abbiamo dentro. La copertina del disco mi raffigura con capelli lunghissimi, come un prolungamento di me stessa in fili sottili lasciati al vento, un lavoro che parte da un’idea semplice di un’amica e che poi ha trovato realizzazione dalle mani di una brava grafica, che ha curato tutto l’artwork del disco, e che volevo fosse elegante e raffinato.

 

Quanto è importante un editore come A Buzz Supreme, che sta facendo un lavoro di promozione stupendo, per artisti giovani come te?

Molto importante, ogni aspetto dell’uscita di un disco è importante, le canzoni da sole non bastano.

 

Ma i tuoi ascolti attuali come sono ripartiti? Molte cose straniere o per mero confronto ascolti pure le tue colleghe italiane?

Ascolto tutto, se così si può dire, ascolto gli stranieri e gli italiani, amo la musica italiana, vecchia e nuova. Mi confronto spesso con i miei colleghi, tra cantautrici per esempio c’è un forte legame che ci porta ad aiutarci a vicenda, pochi lo sanno, eppure è così.

 

Se dovessi citarne 2-3 che secondo te hanno qualcosa in più chi mi diresti?

Ilaria Pastore, Lubjan, Gianluca Massaroni, Naska ma ce ne sono molti, e tanti con cui ho un legame speciale.

 

veronicamarchiaguarigioneCosa ti aspetti dal nuovo disco? Il fatto che non ci sia un brano trainante come Bambina o Splendida Coerenza è stato fatto apposta perché il pubblico si ascoltasse l'intero disco invece di focalizzarsi su una solo canzone?

Il brano trainante c’è, eccome! Quindi non mi aspetto nulla, se non di crescere e fare un bel percorso artistico che mi porti ad avere sempre piu soddisfazione.

 

Mi parli di questo viaggio a Londra, che leggo ti ha colpito molto, ti sarebbe piaciuto esibirti là?

Sì, ci tornerò da musicista, per adesso sono andata da turista a raccogliere idee, ho tenuto un diario che sto pubblicando sul mio blog veronicamarchi.tumblr.com

 

Porterai in tour il disco per tutto il 2013? Ci parli dei musicisti che ti accompagnano nel disco e dal vivo? Come è stata la risposta del pubblico nei tuoi confronti? Rispetto ai tuoi esordi ti senti più sicura on stage?

I miei musicisti sono Maddalena Fasoli (archi, voce) con me da undici anni ed è un sodalizio necessario ormai, siamo sorelle di palco e nella vita. E Nelide Bandello (batteria, chitarra, voce) un grande musicista veronese che lega perfettamente i suoni con una grazia speciale. Averli con me è fondamentale. Quando mi esibisco da sola è diverso, la connessione con il pubblico diventa ancora più diretta, sono due forme di live diverse, a cui tengo molto.

 

Quale futuro vedi per questa Italia ? Non solo musicalmente intendo ma in particolare  per le nuove generazioni.

Vedo un' Italia di contrasti, come sempre. Sembra sempre sul punto di esplodere e poi non accade nulla. Se la storia si ripete all’infinito vedo un paese destinato a ricostruirsi di continuo. Amo l’Italia, come faccio a non amarla? Non nascondo che altrove però per la musica si vivono tempi migliori. Si può provare, ogni giorno, a migliorare la nostra terra impegnandosi per valorizzarla con quello che già abbiamo, e che è molto.

 

Sei stata gentilissima, a risentirci su queste pagine. Grazie Veronica.

 

Ricardo Martillos

Video

Inizio pagina