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25 marzo 2013 ,

Henry Padovani

POLICE, I.R.S., WAYNE COUNTY… AND MORE! ITALIAN/ENGLISH VERSION


henry padovaniIn occasione del suo tour acustico in solo che lo porterà in Italia per sette date a cavallo tra Marzo e Aprile, abbiamo incontrato via e-mail Henry Padovani. Nella sua lunga carriera è stato dapprima chitarrista della prima formazione dei Police - era lui che suonava in Fall Out/Nothing Achieving, primissimo punk single dei Police uscito nel 1977 per la I.R.S. - e successivamente con Wayne County and the Electric Chairs, Flying Padovani's, nonché vice-presidente della IRS records (etichetta di R.E.M., Fine Young Cannibals, The Cramps, Go Go’s etc), produttore di Zucchero e protagonista di altre innumerevoli esperienze in ambito musicale. E’ stata una piacevole chiacchierata sul mondo della musica guardando indietro alle esperienze passate,  ma anche in avanti a ciò che il futuro in ambito musicale ci riserva.

 

 

L'INTERVISTA

 

Ubaldo Tarantino (Distorsioni) -  Tu hai avuto e hai ancora una carriera molto attiva, Autore di canzoni, chitarrista, produttore, scrittore di libri, giudice in talent show e autore di colonne sonore. Quale è, a tuo parere, l’attività più interessante che senti esprime al meglio te stesso?

Henry Padovani - Beh, io credo che suonare e produrre dischi sia divertente, in particolare suonare on stage è una esperienza violenta nella sua immediatezza, mentre produrre un disco è più una questione celebrale nella quale i rapporti con la band sono molto importanti. In qulche modo ho sempre trovato il mio spazio all’interno dei gruppi/artisti con cui ho lavorato  come se fossi un membro aggiunto e potendo così proporre le mie idee per gli arrangiamenti. Mi piace molto questo tipo di esperienza per cui, alla mia età, penso che mi concentrerò sempre più sull'attività di produzione.

 

Focalizzandoci sulla musica, se tu dovessi scegliere, quel’è stata l’esperienza musicale più importante della tua carriera? Personalmente, più che quella per così dire “famosa” come membro originale dei Police, preferisco quella con i Wayne County and the Electric Chairs.

henrypadovaniwayne countySì, quella con Wayne County fu una grande esperienza, la band era fantastica sul finire degli anni ’70 e avevamo regolarmente 2500 persone ai nostri concerti a Londra e questo era davvero magico. Il gruppo era davvero considerato un pioniere della musica post punk psichedelica. Davvero molte bands erano solite venire a vederci per tranne ispirazione e so che il nostro album  “Things you mother never told you” è stato di grande influenza per molti gruppi in Inghilterra. Ma personalmente l’esperienza con i Flying Padovani's fu quella più divertente. Era così violenta e selvaggia, solo tre persone, chitarra, basso e batteria suonando fino alla morte riffs semplici in un puro e semplice rock’n’roll! Ogni volta che ne abbiamo l’occasione, proviamo e poi saliamo sul palco. Dovremmo ritornare insieme per il Fuji Rock Festival in Giappone quest’anno e davvero non vedo l’ora!

 

Come è stato lavorare con Zucchero ed, in generale, con l’approccio Italiano all’industria musicale?

Quando incontrai Zucchero, era in un momento particolare ed un po’ smarrito. Così all’inizio lui mi ascoltava: io ero appena uscito dalla IRS records ed avevo imparato le regole del business e lui mi lascio fare tutto ciò che avevo appreso e così venne fuori un grande album che concepimmo a  New Orleans, “Spirito divino”. Quel disco era davvero grande, applicammo tutte le regole di marketing e le nostre idee sul rock. Fu un lavoro duro che esplose in tutta Europa. Zucchero pensò che il tutto funzionò grazie a lui e non grazie al lavoro che tutti mettemmo in quel disco. Quando raggiunse il numero 1 un po’ ovunque, Zucchero persò di essere un Dio e non ascoltava più nessuno rendendoci tutti matti. Il risultato fu un suo calo di vendite e popolarità. In seguito, fece alcuni duetti disastrosi e dischi abbastanza banali, ed oggi credo lui abbia perso tutto ciò che avevamo costruito.

 

henrypadovanitourlocandinaOggi, un disco di Zucchero non è più un evento, non interessa. In Francia non appare più in TV, non ha stampa o passaggi radio e suona in piccoli teatri. Spero semplicemente che lui sia contento così perché credo che il successo alla fine non fu una cosa positiva per lui. Personalmente, mi piacque lavorare in Italia perché mi sento molto vicino alla sua cultura viste le mie origini corse. Ho sempre voluto contaminare l’approccio anglosassone con il modo della musica pop. So che non è facile, ma personalmente sono sopravvissuto a Londra e voglio condividere la mia convinzione che lo si possa fare. Penso che uno dei problemi che Zucchero ha ora è che si circonda di managers inglesi, ma il fatto che loro siano inglesi non lo rende però necessariamente inglese e questo è forse il suo errore. Probabilmente loro lo guardano dall’alto mentre lui li guarda dal basso. Io credo che ognuno debba lottare con le proprie armi e l’Italia ha un sacco da offrire in ambito musicale senza necessariamente tentare di copiare gli altri.

 

Come vice-presidente della IRS che mise sotto contratto, tra gli altri, gente come R.E.M., The Lords of the New Church, Fine Young Cannibals, The Cramps e le Bangles, ci fu un artista/gruppo che tu ritieni sia stato a suo tempo sottovalutato?

Sì, i Concrete Blonde fu una delle nostre più grandi disillusioni. Quella era una delle migliori rock bands che io abbia mai visto ed erano destinate ad un grande successo e quasi ci arrivarono, ma lavorare con la cantante Joenette  era da incubo. Il successo richiede dedizione e lavoro, duro lavoro, da parte di un artista, senza di ciò non vai da nessuna parte. Noi scritturammo anche William Orbit nell’84, facemmo molti dischi con lui cercando di imporlo all’attenzione. William è un genio e ci sono voluti 10 anni e Madonna perché ricevesse il riconoscimento che meritava.

 

Considerando la tua esperienza nel settore, cosa pensi di come sta lavorando l’industria musicale nell’era digitale e di internet?

Penso che l’industria musicale non si sia accorta del cambiamento, abbia cercato di mantenere il suo modo di lavorare in grande e non sia riuscita ad anticipare la dematerializzazione della musica. Nel lungo termine, penso sia un bene per la musica perché anche le etichette discografiche erano un problema, almeno le grandi multinazionali, ma non è solo una questione di compagnie discografiche. L’home recording ha significato un completo cambiamento del processo creativo della musica. C’è molta henryirs recordsspazzatura in giro, io sono della scuola del rock e per me nulla può sostituire il lavoro che si fa come band. Troppa gente fa musica e la butta in rete, e questo è un bene per loro ma un male per la qualità; infatti oggi e prima che scompaia totalmente, io sono per i vecchi metodi di creare e produrre musica, lavorare in studi analogici, anche se utilizzo i computers per scrivere, ma li odio. Per me i computers sono solamente dei registratori, nulla di più. Un altro problema è che la maggior parte delle persone che lavorava nelle compagnie discografiche sono ancora nell’industria discografica, alcuni sono diventati managers, altri PR, ma francamente non hanno idee e ci vorrà ancora un po’ prima che questi lascino il loro posto. Anche se in un guscio la musica esisterà sempre, semplicemente, il prodotto dovrà essere differente.

 

Welcome home è la canzone che hai registrato nel 2004 e che ha riunito i membri originali dei Police. Ci puoi raccontare come è stata per te questa esperienza?

Molto naturale. In effetti io stavo lavorando al mio album e quella canzone Welcome home richiedeva un batterista che suonasse rock ma anche reggae e il produttore suggerì che avremmo dovuto contattare qualcuno come Stewart Copeland. Io dissi “Nessun problema, glielo chiederò!”, Stewart rispose di sì e mi suggerì di chiedere anche a Sting. Stewart non parlava più con Sting mentre io ero ancora in contatto con lui. Così lo feci, anche Sting mi rispose positivamente ed io realizzai che quei due non si parlavano da anni; così lo facemmo e poi, pochi mesi dopo, loro annunciarono la reunion dei Police ed io fui l’uomo più felice del modo!!! Tutti noi, io, Sting, Stewart ed Andy venimmo in Italia per le prove del tour di reunion dei Police e fu davvero fantastico!!! Così, la canzone Welcome home fu il titolo perfetto per loro per tornare a lavorare insieme.

 

henrypadovaniacroireHai composto la colonna Sonora di “Ici Najac à vous la terre” di Jean-Henri Meunier ed a Cannes sei stato nominato per un César. Guardando a questo, vorresti ripetere quell’esperienza?

Sì, ho totalmente adorato quell’esperienza e credo sia stato anche perché non avevo suonato per un lungo periodo: mentre da un lato volevo suonare di nuovo, dall’altro non sapevo come fare e dove andare. Così, essere focalizzato su un progetto e scrivere per qualcuno fu la chiave per sentirmi bene in tal senso. Dopo quell’esperienza iniziai a scrivere per me stesso. Al momento sto supervisionando le musiche per due films, non so ancora se le scriverò a tutti gli effetti, dipende se sarà richiesto, ma io scelgo la musica in base alle emozioni che il  film trasmette e questo è molto interessante. Mi piacerebbe scrivere una colonna sonora tutta strumentale per chitarra alla Tarantino, le mie maggiori influenze sono Ennio Morricone, Nino Rota e tutti quegli artisti tipo Lalo Schiffrin, mi piacerebbe davvero comporre cose così. Il film che sto supervisionando ora si svolge a Cuba, ed io al momento sto ascoltando Manuel Galban.

 

Ora una nuova avventura, tornando a suonare dal vivo canzone tue e dei Police. Come ti senti a tal proposito?

L’ho fatto in Australia, Inghilterra, Singapore, Nuova Zelanda e qualche volta prendo la mia chitarra e suono in Francia, è molto intenso per il mio cuore ma lo adoro! Cambio il set di canzoni tutte le volte, suonando ciò che mi va di suonare, regolando le chitarre sul palco in varia maniera in funzione delle canzoni che voglio suonare e cerco di fare ciò che faccio a casa. Infatti al momento dovrei preparare lo spettacolo, ma non so ancora cosa andrò a suonare. Decido lungo il percorso e questo è l’unico modo che ho per approcciarmi... cool e easy, ma ogni volta che salgo sul palco mi chiedo perché abbia accettato di farlo, è davvero intenso! Al momento, visto che prima abbiamo parlato dei Concrete Blonde, penso che farò almeno una delle loro canzoni... ahahah.

 


loveandrockCi dici che tipo di musica stai ascoltando di recente?

Tendo ad ascoltare musica a cui sto lavorando, e così ultimamente ho ascoltato i Peyote e l’album che ho prodotto, ed anche i demo delle canzoni che loro stanno scrivendo così che posso pensare alle registrazioni del prossimo lavoro. Ho anche ascoltato i demo di una band femminile di Nizza, The Blondes, dato che mi occuperò di produrre il loro prossimo album, altrimenti ascolto T Bone Walker, Manuel Galban, The Pretty Things ad altre vecchie cose. Mi piace la produzione e ascolto spesso vecchie cose che per me sono molto ben prodotte. Riesco a sentire gli arrangiamenti venir fuori dalla mente della band e metterli in pratica, invece di ascoltare arrangiamenti guidati dai computers. Tanto per dire, alla fine di questa intervista ascolterò alcuni dischi dei Pretty Things visto che farò una jam con loro martedì prossimo a Parigi.

 

Come vedi te stesso tra tre anni?

Tra tre anni spero di star facendo esattamente le stesse cose di oggi, tipo produrre dischi e suonare. Lavorerò anche in uno show radiofonico che inizia ad aprile, per cui spero di fare ciò e mettere la musica che mi piace. Fare radio è sempre stato uno dei miei sogni, per cui è stato favoloso ricevere questa proposta, sono molto eccitato al riguardo ed ho realizzato che ci sono sempre cose da fare che non ho mai fatto prima. In ogni caso, non vedo terminare il fatto di essere coinvolto nel mondo musicale, come un predicatore: infatti produrre è quasi la stessa cosa che suonare, semplicemente passi il testimone a nuovi gruppi.

 

 

 

INTERVIEW WITH HENRY PADOVANI

 

henryflying padovanisTaking the occasion of his acoustic solo tour that is taking him in Italy for seven dates between March and April, we have met via e-mail Henry Padovani's, in his long career, guitarist in the first original line-up of The Police and then with Wayne County and the Electric Chair, Flying Padovani's, after that vice-president of the IRS Records (that signed R.E.M., Fine Young Cannibals, Go Go’s, The Cramps among others), Zucchero’s producer and as a protagonist he featured  many others things in the music industry. It has really been a very nice chat about music world by looking back to the past experiences but even to  what future is deserving us in music

 

Ubaldo Tarantino (Distorsioni) - You have been and still are really active. Writing and playing songs, writing books, run a record company, attending TV talent shows, scoring original soundtrack for movies, which is, in your opinion the most interesting activity that you feel can better express yourself?

Henry Padovani - Well, i see playing on stage and producing albums as enjoyable, really. on stage it is violent, instant, and producing an album is a brain thing, but the relationship with the band is very important. i somehow find my space in the band, like a member of the band, and i propose my own ideas of arrangements. I love that, so, at my age, i think i will be doing more and more producing.

 

Focusing on music, if you can choose, which is the most interesting musical experience you encountered in your life? Personally, I really like the one in the Wayne County and the Electric Chairs more than the more famous Police one.

henry padovaniYes, Wayne County was a great experience. the band was fantastic. In 79 or 80, we would regurlarly do 2500 people in London and that was magic. also the band was considered as the pionner of post punk psychedelic music... and many many bands used to come and see us to get inspiration. I know that our album "Things you mother never told you'" has been a big influence on many bands in England. But the Flying Padovanis was the most fun. it was so violent and raw. just 3 people, bass drums and guitars, playing simple riffs to the death. just pure rock and roll. Every time we get a chance, we rehearse one afternoon and go on stage... tough on me but I like it. We should get together for the Fuji Rock Festival in Japan this year.. can't wait!!!

 

How it was to work with Zucchero and, generally speaking with the Italian approach to music business?

When I met Zucchero, he was nowhere and was lost. so, in the beginning, he would listen to me. and I just came off the label IRS records where I learnt the ropes of business. and he let me appplied all I had learned with the label. so, we did a great album in New Orleans, “Spirito Divino”, as we wanted. The album was great . We applied all the marketing rules and rock ideas. the exploded exploded all over Europe. It was hard work. Zucchero thought it worked because of him, not because of the work we all put into it. when he was number 1 everywhere, Zucchero thought he was God. he wouldn't listen to anybody anymore. He drove everyone mad. and the result was that he went down in sales and popularity. lately, he did some disastrous duets and released stupid records. and today he has lost all what we had managed to build. today, a record from Zucchero is not an event anymore..who cares..

 

The Police - 1970'sIn France, he is not on tv anymore, gets no press or radio, and he plays small theaters.. I simply hope he is happier this way. because success wasn't good on him. I liked working in Italy because I feel very close to the culture. I am Corsican. I always have wanted to share the task of contaminating the anglo saxon embrace on the world of pop music. I know it is not easy. but, personally I survived in london and I want to share my belief that we can do it. I think one of the problem Zucchero has now is that he surrounds himself with English managers. They may be English but that doesn't make him English. that is where he has got it wrong. and they probably look down on him... while he is looking up to them...  I believe that everyone should fight with their own weapons. Italy has a lot to offer in music as long as it doesn't try to copy others.

 

As vice-president of record label IRS that signed R.E.M., the Lords of the New Church, Fleshtones, Fine Young Cannibals, Go go's, the Cramps, Bangles among others, there was anyone of the artists you signed the you consider was underrated at that time?

Yes, Concrete Blonde was one of our biggest disillusion. that was one of the best ever rock bands I have ever seen. They were destined to very big success. It nearly worked. but the singer, Johenette, was a nightmare to work with. Success needs dedication and work, hard work, from the artist. Without work, you’ll get nowhere. We also signed William Orbit in 84.. we did many records with him trying to impose him. William is a genious. It took 10 years and Madonna for him to get the recognition he deserved.

 

Considering you experience in the field, what do you think about the way music industry is running in the Internet/Digital era?

henrypadovaniI think the music industry did not see it coming and tried to maintain their big way of working and didn't anticipate the de materialization of music. In a long run, it is good for the music. because record companies, were also a problem. the big multinational, in any case... it is not just the record companies. home recording meant a complete change in the music creation process. there is too much crap in the market. I am of the rock school and for me, nothing can replace a band's work. too many people make music. and they manage to put it on the net. good for them but bad for the quality. in fact, nowadays, and before it totally disappear I am for old ways of producing and creating, working with analog studios. I do use computers to write, but i hate them. for me, they are just recorders. nothing else. the other problem, is that most of the people working in record companies are still working in the music industry, they have become managers and other PR. frankly, they have no idea... so, it will take a while for those to leave the place. in a nut shell, the music will always exists. The product will have to be different.

 

Welcome Home, is the song you recorded in 2004 and that reunite the original members of The Police. Could you tell us about how that experience was for you?

Very natural, in fact. I was working on my album, and that song ' welcome home' required a drummer that would play rock but also reggae. and the produced suggested that we should have someone like Stewart Copeland. I said: no problem, I’ll ask him. Stewart said yes and suggested that I ask Sting. He was not talking to Sting anymore. I was. So I did and Sting said yes. and I realised that those 2 hadn't been talking to each other for years...well.. we did it and then, a few months later, they announced the reunion. I was the happiest man in the world!!! and we all, Sting, Stewart, Andy and I, went to Italy to the rehearsals of the Police reunion tour. brilliant!!! so, that song ' Welcome home' had the perfect title for them to work again together...

 

 

henrysecretYou have scored the music for the documentary Ici Najac à vous la terre , of Jean-Henri Meunier and in Cannes you have been nominated for a César prize at that time. Looking at this are you willing to repeat this experience?

Yes. I totally adored the experience. i guess it was also because, I hadn't played music for a long time and, while I wanted to play again, I didn't know where to go and what to do. so, being focused on a project and writing for someone was the key to feel good about it. After that, I started to write songs for myself. i am currently supervising the music for 2 movies. i do not know yet whether i will write for them, depends if it is needed, but i am choosing the music to the emotions on film, and that is very interesting. i would love to write a score,  all guitar instrumental, à la Tarantino.. my very big influences are people like Ennio Morricone, Nino Rota, all those guys.. Lallo Schiffrin... I would love to do things like that.. so, the current movie is based in Cuba and I am listening to Manuel Galban, at the moment..

 

Now a new, adventure, playing again live your songs and some of the Police ones. How you feel about that?

I have done it in Australia, England, Singapour, New Zealand and sometime I do take my guitar and go play in France. it is very intense for my heart but I love it. I change the set all the time, play the songs I want to play, tune the guitars on stage to different tunings depending on the songs I want to play and I try to do like I do at home. In fact, right now, I am supposed to prepare the show but I do not know yet what I am going to play. I make it up as I go along. That is the only way I can approach it. Cool and easy. But, every time I have to go on stage, I wonder why I have accepted to do it.. it is very intense... actually, talking about Concrete Blonde earlier, make me think that I want to play at least one songs of theirs..ahaha...

 

Would you like to tell us which kind of music are you listening to recently?

I tend to listen to music that I work on. So lately it has been PEYOTE. the album I produced. and also the demos of the songs they are writing so that I can think about the recording of the next one. I do also listen to demos from this girl band in nice, The Blondes, as I am going to produce their next album. Otherwise, T Bone Walker, Manuel Galban, The Pretty Things, and also old stuff.. I love production and I do listen to old stuff, which for me is very well produced. I can hear the arrangements coming from the band's mind and practice instead of listening to computer driven arrangements.  After this, Ihenry padovani will listen to some Pretty Things records as I go and jam with them on Tuesday in Paris...

 

How do you see yourself in three years time?

In 3 years's time, I do hope doing exactly the same, ie production and playing. I do also work on a rock radio show which start in april, so I hope to do that and play the music I like. Doing radio has been a dream of mine. so being proposed one, is fabulous. I am very excited and I realise that there will always be things to do that I haven't done before!!! In any case, I cannot see myself stopping being involved in music.. like a preacher... and in fact, producing is nearly the same as playing, simply passing the baton to newer bands...

 

Ubaldo Tarantino

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Henry Padovani Acoustic Solo Italian Tour

 

27/03 – Piozzo (CN) - La Baladin

28/03 – Bresso (MI) - Blue Rose Saloon

29/03 – Castiglione (MN) - Arci Dallò

30/03 – Torino – Lapsus

31/03 – Bergamo – Druso’s Circus

01/04 – Cupra Marittima – Bad Bull

02/04 – Roma – Traffic


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