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24 agosto 2014 , , ,

Arto Lindsay

Le melodie del rumore – Italian/English version


Arto Lindsay 2In occasione dell'uscita (maggio 2014) del suo doppio lavoro antologico-live “Encyclopedia of Arto”, abbiamo rivolto ad Arto Lindsay alcune domande, andando a scavare non poco anche nel suo sfaccettato passato artistico.

 

L'INTERVISTA

 

Pasquale Wally Boffoli (Distorsioni) - Arto, con quali musicisti del mitico disco “No New York” hai avuto  migliori rapporti artistici ed umani? Mars, Teenage Jesus and the Jerks (Lydia Lunch),  Contortions (James Chance) ?

Arto Lindsay - Con i Mars eravamo molto amici. Mark Cunningham era mio compagno di stanza al college, e ci siamo trasferiti a New York insieme a Connie Burg. Con Sumner siamo diventati molto amici e co-cospiratori quando si è formata la loro band. Io e Connie siamo finiti a vivere insieme. James e Lydia erano buoni amici. Anche Gordon Stevenson, che ha suonato con Lydia, è andato al college a Saint Petersburg. Abbiamo suonato parecchio insieme e poi in seguito ho recitato nel suo film “Ecstatic Stigmatic”.

 

DNA-no-waveP.W.B. - Ci parli della musica e dell’arte nella New York di fine anni ’70?

Molto “mescolare e abbinare”. Diversi tipi di musicisti si ascoltavano a vicenda, molto prima che qualcuno se ne accorgesse. E suonavano insieme. Ad esempio nei progetti di Kip Hanrahan ho avuto l’occasione di suonare con John Scofield, Carlos Ward della 103rd Street Rhythm Band, Daniel Ponce (direttamente da una galera cubana) e membri dei tahitiani Tabou Combo, compositori di varie hits.

 

P.W.B. - L’etichetta ‘No Wave’ è stata creata ad arte dai media e dalla stampa in quegli anni o corrispondeva ad un reale movimento?

Il termine No Wave fu coniato da Roy Trakin, che scriveva per il Soho Weekly News. E’ stato più un momento che un movimento. Ma lo è stato in un modo molto preciso qualunque cosa fosse.

 

enoP.W.B. - Dopo No New York hai avuto ancora contatti artistici con Brian Eno? Ne hai ancora oggi?

Brian ha contribuito ad alcuni dei miei dischi solisti. E ci vediamo regolarmente. Il suo senso dell’umorismo è intatto.

 

P.W.B. - Cosa ricordi del tuo periodo con i Lounge Lizards? E’ vero (come scrive Alfredo Sgarlato in Distorsioni) che il dispotico John Lurie  “non fu contento del risultato, perché la tua chitarra sembrava ancora troppo una chitarra e troppo poco una lavatrice”?

Falso. Era proprio per quel motivo che l’amava. John era un fan dei DNA.

 

 P.W.B. - Che ricordi hai dei Golden Palominos e degli Ambitious Lovers?

I miei ricordi dei Golden Palominos non sono molto piacevoli. Eccetto per il fatto che sono riuscito a conoscere Jamaladeen Tacuma. Gli Ambitious Lovers erano una società musicale durata 7 o 8 anni. Ho imparato una quantità di cose impressionante da Peter Scherer e sono fiero del lavoro che abbiamo svolto insieme. Oltre alla band, lavoravamo con la coreografa Amanda Miller e il Balletto di Francoforte, abbiamo prodotto "Estrangeiro" per Caetano Veloso, abbiamo fatto alcune pubblicità televisive con Paula Greif e altro. E’ stato un bel pezzo di strada.

 

arto-5_Anitta-Boa-Vida-726x482Alfredo Sgarlato (Distorsioni) - Il tuo stile chitarristico è molto personale, chi sono i tuoi ispiratori? Molti citano Derek Bailey, hanno ragione?

Ho conosciuto Derek Bailey molto tempo dopo aver cominciato a suonare la chitarra. La mia ispirazione proveniva da Jimi Hendrix e, senza neppure sapere come si chiamasse, da Pete Cosey che suonò con Miles Davis, John Mclaughlin sempre con Miles fu un altro riferimento. Jorge Ben e João Gilberto sono stati importanti per me. E Jeff Beck, Teeny Hodges, Duane Allman.

 

P.W.B. - Cosa rappresenta per te il concetto di “melodia”? Nel corso della tua carriera l’hai distrutto con il ‘terrorismo sonico’ della tua chitarra, ma te ne sei mostrato anche profondamente innamorato, con le tue performances vocali e le tue composizioni.

Si potrebbe dire che una melodia sta nell’orecchio dell’ascoltatore, che intuisce una connessione, un connubio di inevitabilità e sorpresa, tra le note che si seguono una dopo l’altra. L’armonia e il ritmo sono necessari perché una melodia venga udita. E io riesco a udire melodie nel rumore, voi no?

 

artohand_bw_by_noemi_elias_largeA.S. - Ami collaborare con molti artisti, come nasce questa esigenza? Con chi è stato più bello collaborare e con chi più complicato?

Le migliori collaborazioni sono quelle che ti fanno sforzare di più. Cercare di incontrare Caetano Veloso alla pari per me è stato sicuramente un momento determinante. Le collaborazioni peggiori sono quelle in cui l’altra persona con la quale stai lavorando non ha idea di ciò che vuole. 

 

A.S. - Nella tua musica il ritmo è fondamentale, ce ne vuoi parlare?

Credo che io sia quel tipo di musicista. Scusate la tautologia…

 

A.S. - Hai affermato in un’intervista per la tv italiana che la tua musica è blues, hai inciso cover di Al Green e Prince, quanto la musica nera ti influenza?

Fondamentale. Sono americano. Sono brasiliano.

 

artocorderP.W.B. - Come è nato il progetto del tuo nuovo doppio lavoro “Encyclopedia of Arto”?

Titti Santini, che si occupa del mio booking da molti anni ha suggerito di realizzare una raccolta. Mi è venuto in mente di aggiungere un secondo CD con materiale recente dal vivo come solista.

 

P.W.B. – C’è qualche lavoro che preferisci della tua carriera artistica e della tua discografia?

Come produttore sono molto fiero di “Ilê Aiyê 25 Anos”. Come artista proprio non lo so.

 

A.S. - Con te suonano musicisti americani, brasiliani, giapponesi, italiani, di cultura Yiddish:  pensi che  sia possibile un “mundo civilizado”, per riprendere il titolo di uno dei tuoi dischi più belli, dove tutti i popoli convivono serenamente?

Il momento non è positivo. Ma spero in un mondo in cui il disaccordo sia creativo, non violento.

 

P.W.B. - Quanto è stata ed è importante nella tua musica la cultura brasiliana, ed artisti come Caetano Veloso, Vinicius Cantuaria, Jorge Ben, Gilberto Gil?

Sono cresciuto in Brasile. Se ho una forma, è li che si è creata. Tante cose che mi sono capitate qui le ho capite solamente in un secondo momento.

 

arto_lindsayA.S. - Il Brasile è una delle nazioni emergenti sul piano economico, eppure la preparazione dei Mondiali di calcio ha portato alla luce molti contraddizioni, cosa ne pensi? 

Più problemi e contraddizioni vengono fuori meglio è.

 

P.W.B. – A cosa stai lavorando Arto in questo momento e quali sono i tuoi progetti futuri?

Un nuovo tour con la band e un album per il prossimo autunno. Io, Melvin Gibbs e  Marivaldo Paim abbiamo suonato insieme per un po’. Paul Wilson si è unito alle tastiere e stiamo cercando il batterista perfetto. Un progetto, Um Por Um, sui tamburi e ritmi religiosi Candomblé diretto da Gabi Guedes, con la partecipazione di Luis Felipe de Lima alla chitarra brasiliana a 7 corde e altri ospiti incredibili. Molto lavoro di spazializzazione, inviare musica e suoni facendola muovere tra diverse casse: uno dei miei collaboratori principali in questo senso è stato Stefan Brunner. Un duo con il batterista Paal Nilssen-Love. Un libro che raccoglierà i miei testi ed altro!

 

 

INTERVIEW WITH ARTO LINDSAY

 

 

arto lindsayPasquale Wally Boffoli (Distorsioni) - Arto, with which musicians of the great “No New York” record did you have the best human and artistic relationship? Mars, Teenage Jesus and the Jerks (Lydia Lunch), Contortions (James Chance) ?

Arto Lindsay - Mars were my closest friends. Mark Cunningham and I were college roommates and  moved to New York along with Connie Burg. Sumner Crane and I became close friends and co conspirators after their band got together.Connie and I ended up living together. James and Lydia were good friends. Gordon Stevenson who played with Lydia also went to college in Saint Petersburg.We almost ended up playing together and later on I acted in his movie “Ecstatic Stigmatic”.

 

P.W.B. - Can you tell us what was going on in New York's music and art at the end of the 80's?

Lots of mixing and matching. Musicians of all types were listening to each other long before anyone noticed. And playing together. For instance in Kip Hanrahan’s projects i got a chance to play with John Scofield, Carlos Ward from 103rd Street Rhythm Band, Danieldna Ponce (straight from a Cuban jail) and members of Haitian hit makers Tabou Combo.

 

P.W.B. - Was the definition ‘No Wave’ created on purpose by the media and the press of those years, or did it match a real movement?

The term No Wave was coined by Roy Trakin, a writer for the Soho Weekly News. It was more of a moment than a movement. But it was very definitely whatever it was.

 

P.W.B. - After No New York, have you collaborated again artistically with Brian Eno? Are you still in contact with him today?

Brian has contributed to some of my solo records. And we see each other regularly. His sense of humor is intact.

 

loungeP.W.B. - What are your memories of the Lounge Lizards' times? Is that true (as Alfredo Sgarlato wrote in Distorsioni) that the despotic John Lurie  “was not happy about the result, because your guitar still sounded too much as a guitar, and too little as a washing machine”?

Untrue. That was why he loved it. John was a DNA fan.

 

P.W.B. - What are your memories of Golden Palominos and Ambitious Lovers?

My memories of the Golden Palominos are not very pleasant. Except i did get to know Jamaladeen Tacuma. The Ambitious Lovers was a musical partnership that lasted 7 or 8 years. I learned a tremendous amount from Peter Scherer and am proud of the work we did together. Besides our band we worked with choreographer Amanda Miller and the Frankfurt Ballett, produced "Estrangeiro" for Caetano Veloso, did some TV commercials with Paula Greif and more.We had a good run.

 

Alfredo Sgarlato (Distorsioni) - Your guitar style is very personal, who are your inspirers? Many say Derek Bailey, are they right?

I didn’t know about Derek Bailey until long after I started playing guitar. My inspiration was Jimi Hendrix and, without even knowing his name, Pete Cosey who played with Miles Davis, John Mclaughlin with Miles was another reference. Jorge Ben and João Gilberto were important to me. And Jeff Beck,Teeny Hodges,Duane Allman.

 

Arto_lindsay_05N3601P.W.B. - What does the concept of “melody” represent to you? During your career, you have destroyed that concept with the ‘sonic terrorism’ of your guitar, but at the same time you seem deeply in love with it, with your vocal performances and your compositions.

You could say that a melody is in the ear of the listener, intuiting some connection, a mixture of inevitability and surprise, between notes that follow each other. Harmony and rhythm are necessary for a melody to be heard. And I can hear melodies in noise, can’t you?

 

A.S. - You like to collaborate with many artists, where does this need come from? With whom you had the most pleasant collaboration, and with whom the most complicated one?

The best collaborations are the ones that stretch you the most. Trying to meet Caetano Veloso on equal terms was certainly a defining moment for me. The worst collaborations are ones where the other person you are working with has no idea what they want.

 

A.S. - In your music, rhythm is a fundamental element, why is that so?

I guess I am just that sort of musician. Pardon the tautology…

 

artoA.S. - In an interview with the Italian television you said that your music is blues, you have recorded Al Green and Prince's covers, how big is the influence of black music on you?

Fundamental. I’m American. I’m Brazilian.

 

P.W.B. - How was the new double record “Encyclopedia of Arto” conceived?

Titti Santini, my booking agent of many years suggested a compilation record. I thought off adding a second cd of recent live solo material.

 

P.W.B. – What is your favorite work of your artistic career and discography?

Well, as a producer I am most proud of “Ilê Aiyê 25 Anos”. As an artist I really don’t know.

 

A.S. - You play with American, Brazilian, Japanese, Italian and Yiddish musicians: do you think that a “mundo civilizado” (to quote one of your finest records) is possible? A world where people can live together in tranquility?

It doesn’t look good right now. But I hope for a world where disagreements are creative not violent.

 

arto-lindsayP.W.B. - How big is and was the role of Brazilian culture in your music, and of artists like Caetano Veloso, Vinicius Cantuaria, Jorge Ben, Gilberto Gil?

Brazil is where I grew up. As much a I have a shape it was formed here. Many things that happened to me here i only understood later.

 

A.S. - Brazil is one of the emerging economic countries, yet the preparation of the World Cup brought to the fore many contradictions, what do you think about it?

The more out in the open the problems and contradictions are the better.

 

P.W.B. – Arto, what are you working on right now, and what are your future projects?

A renewed band-touring and an album for next fall. Melvin Gibbs, Marivaldo Paim and I have been together for a while. Paul Wilson has joined on keys and we are looking for the perfect drummer. A project, Um Por Um, with Candomblé drums and rhythms led by Gabi Guedes and featuring Luis Felipe de Lima on 7 string samba guitar and some crazy guests Lots of work with spatialization, sending the music and sounds moving between different speakers. One of my main collaborators in this area has been Stefan Brunner. A duo with drummer Paal Nilssen-Love. A book of my lyrics and more!  

 

Si ringrazia vivamente Rachele Cinarelli, per il paziente e prezioso lavoro di traduzione

 

Pasquale Wally Boffoli - Alfredo Sgarlato

foto 2: DNA, da sinistra a destra Tim Wright, Arto Lindsay, Ikue Mori

foto 3, da sinistra a destra:  Brian Eno, Arto Lindsay, Evan Lurie, Anton Fier (1978)

foto 5: Arto Lindsay, di Noemi Elias

foto 7: di Matthew Allen

foto 9: DNA, da sinistra a destra Ikue Mori, Arto Lindsay, Tim Wright

foto 11: Arto Lindsay al Festival di Moers nel 2010

 

Northern Spy – Arto Lindsay

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