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21 luglio 2013 , ,

Skye Klein - Terminal Sound System

Atmosfere visionarie – Italian/English Version


skyINTERVISTA a SKYE KLEIN

 

 

 

Felice Marotta (Distorsioni Net) - Ciao Skye, intanto complimenti per il progetto Terminal Sound System,  che considero una delle cose più interessanti dell’attuale panorama indipendente.

Skye Klein (Terminal Sound System) - Grazie davvero!

 

 

Skye, inizi con gli HALO nel 1994. Quel noise/industrial/doom è davvero malsano, una sorta di terrorismo sonoro. Parlaci di quell’esperienza. Quali erano le influenze di quegli anni? Immagino Godflesh ma anche Tecnho Animal.

Per gli HALO si trattò soprattutto di una “non-influenza”, o meglio di una “influenza negativa” o di una “anti influenza”: noi volevamo rimuovere alcune cose dall’heavy metal, costruire un nostro percorso e distruggere quel che c’era stato prima di noi. Il nostro motto, stampato su una delle nostre magliette recitava: “libertà attraverso l’annientamento”. Certamente all’inizio siamo stati influenzati da altre band, io ero totalmente preso dai Godflesh quando ero più giovane, ma anche dai Neurosis e da roba decisamente rumorosa, come Merzbow e cose simili. Ho anche amato gli Einstürzende Neubauten. Robert (Allen) invece trasferiva nella band il suo amore per i primi Napalm Death, per gli Slayer e per la roba di quel tipo. Una delle cose più influenti per me è stato quando abbiamo organizzato un concerto noise nel magazzino in cui vivevo, e mentre suonava KK Null – quel muro vertiginoso di dissonanze che KK Null creava con quel mucchio di pedali mi aveva totalmente annientato – sono dovuto uscire fuori per sedermi e non svenire! Quell’esperienza mi ha fatto venir voglia di rimuovere la musica dalla nostra musica, o meglio di farla diventare qualcosa di più che musica.

 

Nel 2001 tu e Robert (Allen) pubblicate “Guattari (From The West Flows Grey Ash And Pestilence)“. Deleuze and Guattari sono stati i filosofi che hanno cercato di smantellare le strutture del potere, sostenendo la liberazione delle pulsioni e dell’espressività. Negli HALO questa componente sovversiva spinge dal basso per rovesciare le convenzioni. Cosa ne pensi?

haloDecisamente questo è vero per HALO: abbiamo voluto eliminare le influenze sia musicali che emozionali e distruggere la rigidità soffocante della società “normale”. HALO era guidato semplicemente dalla situazione presente in quel momento, ogni cosa che facevamo era improvvisata e si auto-alimentava senza alcun pensiero a forme musicali o a strutture. Alla fine il risultato era ancora musica, per me almeno questa era ancora musica egualmente emotiva e psicologica; fondamentalmente suonavamo senza alcuna preparazione o pianificazione, e comunque come reazione estrema al controllo sociale e all’autorità.

 

Il tuo approccio alla musica è stato sempre molto garage e underground. E’ ancora cosi?

Direi di sì. Anche se Terminal Sound System è musicalmente molto più tradizionale rispetto a quel che è stato HALO, nasce semplicemente dalla mia mente, senza alcun riferimento a scene o generi esistenti. Fondamentalmente faccio la musica che vorrei ascoltare, questa è la forza trainante per me.

 

Nel 2001 approdi alla Relapse Records. Una tappa importante, ma forse, quella scena metal ti limitava un  po’ troppo.

Rimasi così sorpreso quando Relapse ci contattò: avevo ascoltato le loro uscite per anni, principalmente Neurosis, e in quel momento unirci a loro era come un sogno che diventava realtà. Non sono sicuro adesso, ma sicuramente allora loro volevano estendere loro offerta musicale oltre il metal, rilasciando altri tipi di musica. Credo che la scena metal era un po’ limitante per HALO, ma abbiamo notato (e continuiamo a notare ancora ora) che sebbene molte persone siano limitate alle cose che ascoltano, ce ne sono molte altre, soprattutto nella scena metal, che sono aperti a differenti generi musicali. E’ una scena molto favorevole, specialmente per le band che stanno costantemente in tour, perché questa scena è esterna al circuito mainstream da così tanto tempo da esser riuscita a creare una propria rete ed una propria infrastruttura a supporto.

 

Hai sempre sentito la necessità di sperimentare e costruire nuovi suoni. Parlaci del progetto Terminal Sound System. Quando ha preso forma e qual è il significato del nome?

terminal sound systemTSS ha iniziato a prendere forma intorno al 1999 quando HALO era ancora attivo – ero interessato a provare altri generi musicali e avevo scoperto la musica elettronica ed il dub attraverso alcuni artisti, come Scorn, Soma e casualmente roba Drum’n’Bass che avevo proposto quando organizzavo concerti e feste nel nostro spazio-magazzino. Ho iniziato a suonare inizialmente con un campionatore, un pedale FX e una vecchia macchina a cassetta a 4 tracce, solo per sperimentare e divertirmi scrivendo delle tracce senza fretta. Il nome stesso (non sono completamente sicuro di quale sia stata l’origine), il “Sound System” era un riferimento alla vecchia cultura sound system dub. Ho suonato qualche concerto con quella vecchia macchina a quattro tracce, quel campionatore, quel basso e quell' FX, gestendo tutto con una coppia di amplificatori per basso, molto rudimentale e garage. “Terminal” credo derivi dal fatto che nei primi concerti mi chiamarono cosi, probabilmente a causa delle mie precedenti influenze industrial. E dopo tutti questi anni quel nome è rimasto con me.

 

Se HALO descrive l’alienazione ed il suicidio delle società contemporanee, Terminal Sound System descrive l’interiorità dell’individuo. Il suono diviene più riflessivo ed espressivo, come se tu volessi descrivere gli stati d’animo.

Assolutamente, è una descrizione davvero buona! Il suono di TSS, soprattutto negli ultimi anni, è diventato sempre più personale ad “interiore”, come dici tu. TSS è diventato, in un certo senso, molto più simile ad un progetto di un “normale” songwriter, con temi, canzoni e testi strutturati, descrittivi e speriamo anche evocativi.

 


terminalheavyC
on “Constructing Towers” e “Heavy Weather realizzi un’altro importante passo in avanti. Inizi a collaborare con la Denovali. Come sei entrato in contatto con loro?

L’accordo che avevo con l’etichetta di allora, la Extreme, era in scadenza – Extreme è una straordinaria e storica etichetta che ha introdotto in Australia un sacco di musica sperimentale famosa come Merzbow – ma il proprietario era sempre più stanco di portare avanti l’etichetta con tutto il duro lavoro che comportava, cosi mi ha incoraggiato a trovare un’altra etichetta che garantisse una migliore distribuzione ed un miglior supporto per la mia musica. Terminal Sound System stava tenendo uno show in Australia con una band denominata Heirs per il lancio del loro album – e mi chiedevo “chi sta facendo uscire musica come questa di questi tempi?”, così quando sono tornato a casa vidi che si trattava della Denovali ed allora inviai loro un mix grezzo di brani presi dall’ultimo album appena completato. A loro quei brani piacquero, e così abbiamo iniziato a collaborare da allora.

 

Negli ultimi anni la tua musica diviene più evocativa e visionaria. Forse è una parte di te che adesso emerge in modo più chiaro.

Forse … ho sempre voluto creare atmosfere totalizzanti, mondi sonori completi, già dai tempi di HALO, e penso che crescendo sono diventato sempre più ossessionato dall’idea di perfezionare queste atmosfere all’interno di strutture narrative – film interiori che esprimono un preciso tempo e spazio (anche se questi aspetti possono non essere immediatamente evidenti). Mentre con HALO respingevamo indietro ogni cosa che ci era tss-constructing-towersestranea, con Terminal Sound System voglio fare l’opposto – risucchiare dentro ogni cosa, come un buco nero, all’interno di questo mondo interiore, cosi che la musica possa diventare realtà per l’ascoltatore.

 

“Heavy Weather” è davvero un grande album, che esplora il contrasto di stati d’animo diversi: l’inquietudine (espressa da suoni molto ruvidi) e il desiderio di luce (espresso con immagini vivide e paesaggi ariosi). Un album con contrasti di luce molto intensi.

Si, “Heavy Weather” è stato creato in un momento di grandi cambiamenti personali, inoltre ero molto concentrato nella costruzione di questi mondi sonori e luminosi, e penso che tutto questo si sia riflesso nelle diverse atmosfere di quell’album.

 

Con “A Sun Spinning Backwards” emerge la tua predilezione per la fantascienza apocalittica, cupa e industriale. Il tuo primo album prende ispirazione dal film Solaris” del regista russo Tarkovsky. Tarkovsky usa la fantascienza per esplorare l’interiorità, con l’apocalisse che rimane sempre sullo sfondo. Sto pensando alle scene finali di “Stalker” in cui Chernobyl appare come un paesaggio industriale molto malsano ma profetico. Il futuro è davvero cosi desolante?

(ride) Beh a volte penso che sia proprio così. Amo la visione del futuro di Tarkovsky, contemporaneamente vasta e desolata, ma allo stesso tempo intima, personale, interiore. Comunque, “A Sun Spinning Backwards” riguarda molto più la speranza, una speranza contrastata, la speranza che si possa creare un futuro per i nostri figli che non sia desolato, ma allo stesso tempo con la consapevolezza che con tutta probabilità ci sarà un evento apocalittico – non grande, di tipo hollywoodiano, ma piuttosto un fenomeno moltoterminal sound system (5) lento, con tutta una serie di eventi che si sovrappongono e piccoli episodi che si combinano all’interno di un cambiamento complessivo. Il cambiamento è sempre distruttivo, ma quella distruzione non è necessariamente negativa – abbiamo bisogno di distruggere le cose per facilitarci il futuro, se non vogliamo fermarci a ripetere sempre gli stessi errori sino a quando questi non ci distruggeranno. L’album possiede anche una narrazione di fantascienza lineare con una sua propria trama, una trama classica che narra di una terra morente a causa dei comportamenti dei suoi abitanti, che fuggono verso un mondo sconosciuto (solo i bambini, mantenuti da macchine), una celebrazione di tutto quel che ho amato del cinema di fantascienza degli anni ’70 e ’80, i temi distopici/utopici e le colonne sonore, la creazione di qualcosa di vasto e di nuovo senza ironia.

 

Al contrario, il sole è sempre presente nei tuoi album, spesso inquieto e malato. A proposito, hai visto il film “Sunshine” di Danny Boyle? Il primo tempo di quel film è davvero incredibile e visionario.

Amo la prima parte di Sunshine! Dopo diviene terribile, ma sì, il primo tempo è davvero fantastico. Lo consiglio a tutti. Quel film ha avuto una grande influenza su di me quando l’ho visto – la scena del sole che spazza via tutto quel che trova sopra lo scafo della nave spaziale – quella pura onda di distruzione completamente onnipotente e bellissima, mentre il ragazzo è bloccato fuori. Quel film si è fissato nella mia testa per anni, e continua ancora ad avere una grande influenza. Sono stato anche affascinato dall’astronomia, della cosmologia e dalla fisica per anni, non ho letto nient’altro che libri di fisica durante la realizzazione di “Constructing Towers” – e miei scaffali sono almeno per la metà pieni di libri di astronomia, fisica quantistica, libri su viaggi nel spazio e nel tempo.terminalcompressor Ho trovato il sole cosi potente ed evocativo come concetto, questa luce cosi completamente pura – da persona non credente penso sia la cosa più vicina all’idea che possiedo di dio – e si può completamente comprendere la venerazione che la gente ha avuto del sole prima dell’istituzionalizzazione della religione. Ma quando vediamo il nostro sole, e subito dopo noi stessi, in una scala cosmologica, comprendiamo come noi siamo davvero nulla, solo una breve scintilla.

 

Per finire: cosa stai ascoltando in questo momento? Stai lavorando a nuovi progetti?

In questo momento sto ascoltando un po’ di cose nei miei lunghi viaggi settimanali in treno quando entro ed esco dalla città – un paio degli ultimi album dei Neurosis, l’ultimo album dei Portishead, un mucchio di roba mista dub-techno della prima metà degli anni 2000 della netlabel Thinner e anche un po’ di vecchio jazz dei Tomasz Stanko Quartet. Sto prendendo una breve pausa dalla scrittura di materiale tipo TSS, come sono solito fare dopo la conclusione di ogni album, per ricaricare le mie energie e rilassarmi un poco, sebbene abbia già nella mia testa le idee per il prossimo album. Nel frattempo sto suonando nel mio studio di casa, cazzeggio un poco con il mio synth modulare, sto cercando di imparare nuovamente a suonare una chitarra classica, e sto suonando la batteria in un trio drone-doom – solo concerti in zona per adesso. Come al solito, sarà una breve pausa prima di iniziare il lavoro del prossimo album.

 

Skye, intanto grazie davvero per la tua disponibilità. Anche se l’Australia è molto lontana spero di vederti presto in concerto a Roma.

Grazie molto per il tuo interessamento – è stato davvero incredibile quando siamo stati in Italia nel 2011. Sono rientrato a casa convinto di voler emigrare! Il tuo paese è bellissimo e non vedo l’ora di poterci tornare.

 

 

Terminal Sound System, visionary atmosphere

INTERVIEW with SKYE KLEIN

 

 

terminal sound system Felice Marotta (Distorsioni Net): Ciao Skye, meanwhile congratulations for Terminal Sound System project that I consider one of the most interesting of the current independent scene.

Skye Klein (Terminal Sound System): Thank you very much!

 

 

 

Skye, you begin with Halo in 1994. That noise/industrial/doom is really unhealthy, a sort of sonorous terrorism. Tell us about that experience. What have been the influence of those years? I guess Godflesh but also Techno Animal.

HALO was very much about non-influence, or rather negative/anti-influence – we wanted to take things away from heavy music, to forge our own path and destroy what had come before us. Our personal motto, which is printed on one of our t-shirts from the time, was “freedom through annihilation”. Certainly in the earlier days we were influenced by other bands, I was into Godflesh a lot when I was younger, also bands like Neurosis and pure noise stuff, Merzbow and the like. I also loved Einstürzende Neubauten. Robert brought with him a love for early Napalm Death and Slayer and stuff like that. One big influence for me was one time that we hosted a noise gig at the warehouse I lived in, and KK Null played – the sheer wall of discordance that he created with his pile of pedals totally destroyed me – I had to go sit outside at one point to avoid passing out! That made me want to remove music from our music, or to be something more than music.

 

terminal guattariIn 2001 you and Robert (Allen) published "Guattari (From The West Flows Grey Ash And Pestilence)". Deleuze and Guattari have been philosophers who have tried to dismantle the structures of power and to support the liberation of drives and expressiveness. In Halo this subversive component pushes from the bottom to overthrow the conventions. What do you think about?

Definitely this is true of HALO – we wanted to remove influence, both musical and emotional, and also destroy the suffocating rigidity of “normal” society. HALO was driven purely from the moment, everything we did was improvised, feeding off one another without thought of musical forms or structures. The end result was still music, but for me at least it was equally emotional and psychological; basically we did what we did without forethought or planning, and as an extreme reaction against control and authority.

 

Your approach to music has always been very underground and garage. It's so even now?

I think so, yes. Even though TSS is a lot more traditionally musical than HALO ever was, it still born purely of my own mind, without any thought to existing scenes or genres. Basically I make to music I want to hear, that is the prime driving force for me.

 

In 2001 you come to Relapse Records. An important milestone but, perhaps, that metal scene was too limiting for you.

I was so surprised when Relapse contacted us – I had been listening to their releases for years, mainly Neurosis, and at the time it was like a dream come true to hook up with them. I’m not sure now, but definitely back then they were stretching out beyond the metal scene to release other kinds of music. I do think the metal scene was a bit limited for HALO, but what we found (and continue to find now) is that even though many people are narrowminded in what music they listen to, there are also many people, especially in the metal scene, who are open to different kinds of music. It is a very supportive scene, especially for touring bands, I think because it has existed outside the mainstream for so long that metal people have had to create their own networks and infrastructure.

 

terminalpointsYou have always felt the need  to experiment and build new sounds. Tell us about the Terminal Sound System project. When it took form and what is the meaning of its name?

TSS started to take form around 1999 while HALO was still going – I was interested in playing with other music styles and had discovered electronic music and dub through a few artists – Scorn, Soma, and random Drum’n’Bass stuff that I was exposed to when we ran gigs and parties in our warehouse space. I started just playing with a sampler and fx pedals and an old cassette 4-track machine, just experimenting and having fun and slowly writing tracks. The name itself - I’m not totally sure where it came from – the Sound System was a reference to the old dub sound system culture. I  played a few gigs with that four track and sampler and bass guitar and fx, all run through a couple of bass amps, very raw and garage. Terminal. well I think the first few gigs I was named just that, probably left over from my earlier Industrial music influences. All these years later the name stuck with me.

 

If HALO describes the alienation and the suicide of contemporary society, Terminal Sound System describes the interiority of individual. The sound becomes more thoughtful and expressive, as if you wanted to describe the moods.

Definitely – a very good description! TSS, especially the last few years, has become ever more personal and “internal”, as you say. TSS has become, in a way, more like a “normal” songwriter project, with actually themed, structured songs and lyrics, descriptive and hopefully evocative.

 

With "Constructing Towers" and "Heavy Weather" you make another important step forward. You start collaborating with Denovali. How did you meet?

My arrangement with my current label Extreme was finishing – Extreme is an amazing and long-running label who introduced a lot of well-known experimental music like Merzbow in Australia – but the owner was growing tired of running a label and all the hard work that goes with it, so he encouraged me to find another label to work with who could achieve better distribution and support for my music. TSS played a show here with a band calledterminalarmageddon Heirs, for their album launch – I thought “who’s releasing music like this these days”, and when I got home that night looked up Denovali and sent them rough mixes from the just-completed new album. They liked them, and we took it from there.

 

In recent years your music becomes more evocative and visionary. Maybe this was a part of you that now emerges more clearly.

Possibly … I’ve always wanted to create all-encompassing atmospheres, complete sound worlds, from back in the HALO days, and I think as I’ve grown older I have become increasingly obsessed with refining these atmospheres into narratives – internal films that convey a definite time and place (even if these are not immediately obvious). Whilst with HALO we were pushing back against everything external, with TSS I want the opposite – to suck everything in, like a black hole, into this internal world, so that the music becomes reality for the listener.

 

“Heavy Weather” is really a great album that explores the contrast of several moods: the restlessness (expressed by very rough sounds) and the desire of light (expressed by vivid images and landscapes airy). An album with intense contrasts of light.

Yes, “Heavy Weather” was created at a time of many personal changes for me, and also when I was really focusing on building up these worlds of sound and light, and I think that is reflected in the different atmospheres on that album.

 

With "A Sun Spinning Backwards" it emerges your fondness for apocalyptic science fiction, dark and industrial. Your first album is inspired to Tarkovsky's “Solaris”. Tarkovsky uses the science fiction to explore the inner life, whereas the apocalypse remains always in the background. I’m also thinking about the final scenes of “Stalker” in which Chernobyl appears as an unhealthy and prophetic industrial landscape. Future is really so bleak?

solarisHaha, well sometimes I think it is! I love Tarkovsy’s visualization of the future, simultaneously vast and bleak, yet intimate, personal, internal. However, A Sun Spinning Backwards is more about hope – it is a mixed hope, a hope that we can create a future for our children that is not bleak, but at the same time a realization that in all likelihood there is an apocalyptic event happening – not a big, Hollywood one, but rather a slow-motion one, a whole lot of overlapping, smaller events that coalesce into massive change. It’s an admission that change is always destructive, but that destruction is not necessarily negative – we need to destroy things in order to facilitate the future, unless we want to be stuck repeating the same mistakes over and over until they destroy us. The album’s also a linear science-fiction narrative with it’s own storyline, a classic storyline about an earth dying due to the actions of its inhabitants, escaping to the unknown (only the children, cared for by machines), a celebration of everything I love about 70s and 80s sci-fi, the dystopian/utopian themes and the soundtracks, and the creation of something vast and new without irony.

 

Contrarily the sun is always present in your albums, often restless and ill. By the way, have you seen Danny Boyle's “Sunshine”? The first half of the movie is really incredible and visionary.

I love the first half of Sunshine! It gets terrible after that, but yes the first half is fantastic. I try to recommend it to everyone. That was actually a huge influence on me when I saw it – the scene of the sun sweeping over the hull of the spacecraft – that totally omnipotent, beautifully PURE wave of destruction, while the guy is stuck outside. That stuck in my head for years, and is still there as a huge influence. I’ve also been fascinated with astronomy, cosmology and physics for years – I read nothing but physics books while I was making “Constructing Towers” – and my bookshelves are at least half filled with books on astronomy, quantum physics, space & time travel. I just find the sun so powerful and evocative as a concept, this completely pure light – as a non-religious person, it’s the closest I have to a god – and you can totally understand the reverence people had for it in the days before institutionalized religion. But then when you view our sun, and ourselves, in cosmologic scales, we are nothing really, just a brief spark.

 

tss-live-01Lastly, what are you listening to right now? Are you working on new projects?

At the moment I’ve been listening to handful of things on my long weekly train rides in and out of the city – a couple more recent Neurosis albums, the last Portishead album, a bunch of assorted dub-techno stuff from early-mid 2000s netlabel Thinner, and also some very chilled jazz by the Tomasz Stanko Quartet. I’m taking a brief break from writing TSS stuff as I do after each album is completed, to recharge my energy and relax for a short while, although I’ve already got ideas for the next one in my head. In the meantime I’ve been playing in my home studio, just messing about on my modular synth and trying to re-learn how to play nylon-string guitar, playing drums in a drone/doom trio - just local gigs for now. As usual I think it will be a short break before work starts on the next album.

 

Skye, meanwhile thank you very much for your time. Although Australia is very far away, I hope to see you soon in a concert here in Rome.

Thank you very much for your interest – we had such an amazing time when we were in Italy in 2011. I returned home convinced that I wanted to emigrate! Your country is beautiful, and I can’t wait to be back again!

 

 

Slye Klein discography

 

With HALO: Subliminal Transmissions (Embryo, 1998); Massive Corporate Disease (Embryo, 1999); Degree Zero Point Of Implosion (Embryo, 2000); Guattari (From The West Flows Grey Ash And Pestilence) (Relapse, 2001); Body Of Light (Relapse, 2003)

 

Terminal Sound System: Solaris (Embryo, 1998); Watcher (Embryo, 2000); The Unquiet Sun (Embryo, 2001); RH-8SB (Release Entertainment, 2002); Last Night I Dreamed Of Armageddon (Hive Records, 2004); Compressor (Extreme, 2007); One Million Points of Light (2007); Constructing Towers ‎ (Extreme, 2008); Heavy Weather (Denovali, 2011); A Sun Spinning Backwards (Denovali, 2103) 

 

Felice Marotta

Discografia di Slye Klein

 

Con HALO: Subliminal Transmissions (Embryo, 1998); Massive Corporate Disease (Embryo, 1999); Degree Zero Point Of Implosion (Embryo, 2000); Guattari (From The West Flows Grey Ash And Pestilence) (Relapse, 2001); Body Of Light (Relapse, 2003)

 

Terminal Sound System: Solaris (Embryo, 1998); Watcher (Embryo, 2000); The Unquiet Sun (Embryo, 2001); RH-8SB (Release Entertainment, 2002); Last Night I Dreamed Of Armageddon (Hive Records, 2004); Compressor (Extreme, 2007); One Million Points of Light (2007); Constructing Towers ‎ (Extreme, 2008); Heavy Weather (Denovali, 2011); A Sun Spinning Backwards (Denovali, 2103) 


Terminal Sound System  

Denovali  

 

Ascolta tutto "A Sun Spinning Backwards" (Spotify)

Ascolta tutto "Heavy Weather" (Spotify)

Ascolta tutto "Constructing Towers" (Spotify)

Video

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