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1 aprile 2012

MOSTRE – Robert Mapplethorpe

2 dicembre 2011 - 15 aprile 2012, Fondazione Forma per la Fotografia, Milano


E’ in corso, prorogata fino al 15 aprile 2012 la retrospettiva che la Fondazione Forma per la Fotografia dedica a Robert Mapplethorpe, uno dei più importanti fotografi del ‘900. Le 178 opere esposte a Milano provengono dalla Robert Mapplethorpe Foundation di New York e permettono di ripercorrere la carriera dell’artista dalle prime polaroid scattate negli anni ’70 alle ultime opere create prima della sua morte avvenuta per AIDS nel 1989. Proprio per la diffusione dell’arte fotografica, ma anche per raccogliere fondi a favore della ricerca sull’AIDS, Mapplethorpe creò nel 1988 la Fondazione che porta il suo nome. La mostra milanese è suddivisa in alcune aree che rappresentano i molteplici percorsi fotografici dell’artista. Temi e soggetti apparentemente diversi, spesso provocatori, ma che in realtà riconducono tutti ad un unico grande interesse, quello relativo alle forme, alle curve, al movimento, alla plasticità dei corpi e degli oggetti, perseguito con lo spirito del suo tempo ma prendendo a riferimento la lezione della scultura classica.

 

Lui stesso ha dichiarato, come riportato in una didascalia della mostra: ‘ricerco la perfezione della forma. Lo faccio con i ritratti. Lo faccio con i peni. Lo faccio con i fiori. Non c'è differenza da un soggetto all'altro. Cerco di catturare qualcosa che potrebbe essere scultura’. Nella prima sala sono esposte le polaroid degli inizi, le sale seguenti sono poi dedicate agli autoritratti, ai nudi maschili, ai nudi femminili, ai bambini, alla natura e ai ritratti. Tra questi ultimi non mancano diverse fotografie di Patti Smith, sua amica di sempre e compagna prima che  Mapplethorpe scoprisse la sua omosessualità, negli anni in cui entrambi cercavano l’affermazione artistica, vivendo di stenti a New York. Gli anni newyorkesi che Patti Smith ha raccontato in un libro appassionato a lui dedicato, “Just Kids”. Il libro racconta bene e in modo coinvolgente lo sviluppo della personalità artistica di Mapplethorpe, che ha avuto in Patti Smith la sua prima modella e la sua musa ispiratrice.

 

A sua volta Patti Smith si è alimentata del genio artistico di Mapplethorpe e del suo costante sostegno, in una simbiosi che è di certo stata fondamentale per entrambi. E’ di Mapplethorpe infatti – e la si può vedere nella mostra – la foto della copertina dell’album di debutto di Patti Smith, “Horses”, del 1975. In questa sezione della mostra dedicata ai ritratti, viene esposta anche la spettacolare fotografia che ritrae Grace Jones, e le foto di altri personaggi noti da lui immortalati come Andy Warhol e Isabella Rossellini. I nudi, insieme ai ritratti di artisti, sono le opere per le quali Mapplethorpe è maggiormente conosciuto ma la mostra milanese permette la scoperta di un universo, forse meno noto ma non meno significativo, legato anche alle fotografie di bambini ma soprattutto alla natura, con immagini di fiori e frutta, sensuali e carnali, che raggiunge livelli poetici davvero sublimi in alcuni scatti, come le calle o i fiori piegati dal vento.

 

Rossana Morriello

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