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18 giugno 2015 ,

Grace Slick e Grateful Dead

2015, America


Grace Slick PortraitIn un'intervista che apparirà su un numero speciale di Life dedicato ai Grateful Dead, Grace Slick parla della sua amicizia con Jerry Garcia e gli altri musicisti della band californiana, ricostruendo l'atmosfera degli anni Sessanta a Frisco.

«Come ha detto Bette Davis, invecchiare non è roba per femminucce. Oggi ho il diabete e uno strano fenomeno per cui non posso prendere aerei perché mi si gonfiano i piedi». Ebbene sembra incredibile, ma la meravigliosa fanciulla che tanti ha fatto volare alto sul suo psichedelico aeroplano, oggi è una signora di 75 (!) anni, e riandando al passato dichiara candidamente che molte cose sono andate dimenticate. Allora viveva alla giornata, se avesse immaginato che un domani avrebbe dovuto rispondere a domande sul passato avrebbe certamente preso appunti.

 

Ma poi racconta molte cose:

«Eravamo una comunità, tutti suonavano insieme, ci si trovava spesso in un ranch che i Dead avevano nella California del Nord. All'epoca vivevamo all'aperto, facevamo musica, scopavamo, ed era bello, non c'è nulla di più meraviglioso dei vent'anni vissuti nei sixties. Non c'era l'AIDS. Allora dalle malattie slick1veneree si guariva in pochi giorni...

Quando abbiamo firmato con le case discografiche, queste ci pagavano per fare quello che ai ventenni piace di più:  sesso, droga e viaggiare…. E' stato meraviglioso: a tutte le persone che dicono che Janis Joplin era infelice, Garcia era infelice, Jim Morrison era slick2infelice rispondo che non lo erano affatto...

Ma l'eroina è diversa dall'alcol, questo ti dà una morte lenta e stupida, mentre l'eroina quando incominci a dire ne voglio un po' di più, questo potrebbe ucciderti. Eravamo giovani e stupidi per certi versi e in molti modi. Così basta chiedere un po' di  più e… basta solo un po' di più per ammazzarti...».

Non resta che leggere l'intervista integrale.

Ignazio Gulotta

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