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10 marzo 2015 ,

Diana Krall

WALLFLOWER

2015 - Verve Records
[Uscita: 03/02/2015]

Canada

 

diana krall folderDiana Krall è una canadese cinquantenne di piacevole aspetto, felicemente sposata con Declan Patrick McManus, (A.K.A. Elvis Costello) e madre di due gemelli. È anche un’ottima pianista jazz e ha la fortuna di avere una splendida voce che indulge su toni da contralto. Su queste due ultime caratteristiche ha costruito la sua fortunata carriera, partendo da una piccola etichetta, la Justin Time, per cui, nel 1993, incide il debutto “Stepping Out”, un disco di jazz vocale “vero”, che le procura l’attenzione del leggendario produttore Tommy LiPuma. Le sue fortune, da quel momento in poi, hanno un’impennata, fioccano i Grammy Awards e le vendite dei vari album, che con regolare cadenza rilascia, raggiungono le alte sfere della classifiche non solo di genere. Come spesso accade, purtroppo, il successo di pubblico non viaggia di pari passo con la qualità della proposta musicale: la signora viaggia sempre più verso un easy listening d’alto bordo, mettendo in soffitta, o quantomeno nello sgabuzzino, il jazz degli esordi. Certo, la voce è sempre quella, morbida, pastosa, sexy, ma magniloquenti produzioni l’affogano nella panna montata nauseante di arrangiamenti sanremesi. D’altronde, la strategia paga, il botteghino è bello pieno e, oltretutto, quando Ms. Krall tenta una strada leggermente più avventurosa, come con “The Girl In The Next Room”, album del 2004 interamente composto da lei, il pubblico non la segue. E allora, via con i dischi natalizi, quelli dedicati alla bossa-nova, gli standards più o meno rivisitati.

 

Diana KrallL’ultimo tentativo di tirar fuori qualcosa di minimamente originale si chiama “Glad Rag Doll”, esce nel 2012 e raccoglie alcuni brani della vecchia tradizione ragtime, dandoci la prova che Diana sa ben cantare e suonare il pianoforte. Questo “Wallflower” contiene covers di una dozzina di pezzi pop molto radiofonici, in voga tra i ’70 e i ’90 (Eagles, Carpenters, Elton John, 10CC etc…). Ora, pur non trattandosi di materiale di qualità eccelsa lo spazio per arrangiamenti originali e piacevoli ci sarebbe tutto, d’altronde la storia del jazz è piena di canzoni rivedute e corrette a puntino. Peccato che la produzione sia finita nelle mani di David Foster, che, incidentalmente, è il presidente della Verve Records e che gradisce, per capirci, lo stile degli ultimi, Diana Kralldisgraziatissimi Chicago o dei mai abbastanza esecrati Toto. È lui, attenzione, l’uomo dietro alla console nei dischi di Celine Dion e con questo esauriamo gli esempi. Quindi eccoci di fronte a cascate di violini singhiozzanti, pezzi lenti che diventano ancora più lenti, a partire dalla sepolcrale intro della altrimenti saltellante California Dreamin’, opener che dalla prima battuta ci fa capire cosa ci aspetta. Di tutto il disco si salvano sì e no un paio di pezzi, talmente belli del loro che è difficile fargli troppo male: Operator, del povero, misconosciuto, fantastico Jim Croce e Feels Like Home, del grande Randy Newman. Aggiungiamoci I’m Not In Love, della premiata ditta Godley/Creme, e possiamo archiviare il CD senza un attimo di rimpianto. Ma con il dispiacere di vedere un talento come quello di Ms. Krall gettato al vento.          

Voto: 4/10
Luca Sanna

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