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18 gennaio 2018 ,

AA.VV.

VISIONS OF DARKNESS IN IRANIAN CONTEMPORARY MUSIC

2017 - Unexplained Sounds Group - 2 CD
[Uscita: 5/05/2017]

Iran

 

Un doppio cd che ci offre un'ampia panoramica su una scena, quella elettronica iraniana, in gran parte sconosciuta in Occidente, se facciamo eccezione per musicisti come il duo femminile 9T Antiope o Sote, che ha all'attivo un ep su Warp, e pochi altri che hanno lavorato in Occidente oltre che in patria. Invece la scena elettronica iraniana si presenta ricca e interessante e ci fa ricredere su molti pregiudizi che esistono sulla realtà di un Paese vivo e complesso, difficilmente interpretabile con le, a volte sospette, categorie occidentali. Certo sappiamo che non sempre il rock ha avuto vita facile, così come il pop che si era diffuso durante il periodo dello scià Pahlevi, ma l'elettronica sembra godere di una buona libertà d'azione, forse perché fondamentalmente strumentale, quindi non c'è il pericolo di censura sui testi, ma anche perché grazie alle tecnologia è un prodotto che può con una certa facilità essere realizzato con pochi mezzi a disposizione. Particolarmente interessante è poi la ricca e numerosa presenza femminile, che denota come nella società iraniana il secondo sesso stia avendo un ruolo importante nel progresso civile e culturale del Paese e non sia così facilmente ingabbiabile dentro i canoni rigidi dell'ortodossia.

 

narcissaL'ampia raccolta "Visions of Darkness in Iranian Contemporary Music", ben 140 minuti di musica, mostra una grande varietà di stili e approcci, ma raramente un titolo è risultato quanto mai indicativo e appropriato quanto quello che Raffaele Pezzella, curatore della compilation, gli ha dato: se c'è infatti un tratto comune è proprio quello dell'oscurità che permea le atmosfere inquiete e cupe delle diverse tracce, siano esse declinate verso l'industrial, l'ambient, la drone music, la musica concreta o il minimalismo.

È molto cupo l'ambient disegnato da Xerxes the Dark, sembrano l'annuncio di uno scoppio rabbioso le voci di strada inserite nel suo brano da Saint Abdullah, in uno spazio profondo e misterioso ci fa immergere Limen, mentre disegna scenari industrial hosseinmolto duri Narcissa Kasrai (foto a destra) e Hossein RangChi (foto a sinistra) col suo piano trattato crea un lungo abisso plumbeo, gelide atmosfere nordiche orchestra invece Anumnaki Signal. Pochi esempi scelti fra le ventuno tracce che dimostrano come la cultura musicale alternativa (?) iraniana non sia poi così diversa da quella occidentale e di come quest'ultima non sia affatto sconosciuta agli artisti che operano nel Paese asiatico. Un plauso quindi alla label italiana Unexplained Sounds Group che ha dato vita a questo meritorio progetto. 

 

Voto: 7,5/10
Ignazio Gulotta

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