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28 marzo 2018 ,

Yo La Tengo

THERE’S A RIOT GOING ON

2018 - Matador Records
[Uscita: 16/03/2018]

Stati Uniti   #consigliatodadistorsioni

 

YLT_TARGODopo i festeggiamenti e l’autocelebrazione di “Stuff Like That There” (2015) era plausibile pensare che gli Yo La Tengo fossero ormai da riporre su uno scaffale della grande soffitta del rock, tra i gruppi indie-rock con alle spalle carriere pluritrentennali. Non che l’album di cover fosse un lavoro inadeguato agli standard della  band, ma sembrava indicare un percorso arrivato ad una comprensibile crisi creativa, o forse  far intendere che le cose da dire erano finite. Non è così, tre anni dopo “There’s A Riot Going On, opera piuttosto vasta, vanta quindici brani per più di un’ora di ascolto. Sin dal titolo aleggia sul disco il fantasma della situazione americana politica (e non), ma di “rivoluzionario” (oltre al richiamo al disco omonimo del 1971 di Sly and the Family Stone) qui non c’è quasi niente. There’s A Riot Going On è la summa del pensiero Yo La Tengo, un punto d’incontro tra musica colta e melodie adolescenziali,  scorie di rumore e onde d’etere, stati catatonici e malinconici cieli color pastello.

 

Il disco mette in mostra l’anima più tersa, ripulita ed innocente del trio, di feedback e fuzz ce n’è davvero poco. Al noise-rock si sostituisce una musica che oscilla tra kraut-pop (You Are Here, She May, She Might, For You Too) e impalpabile ambient per chitarre e synth (Dream Dream Away, Shortwave,) ma anche episodi di elettronica da camera (Ashes, Let’s Do It Wrong). Ci sono richiami a sonorità di altri album, come la ballata Shades of Blue, che non avrebbe sfigurato su “And Then Nothing…”  o su “I Am Not Afraid of You…”, mentre Above The Sound e What Chance Have I Got richiamano la yo la tengo imagesliquidità psichedelica di “Electra-o-Pura”, Esportes Casual  e Forever le spigolosità jazzy di “Summer Sun”. Solo Out Of The Pool alza la tensione con tribalismi e chitarre noise in sottofondo, mentre i synth acquatici coprono il tutto. Here You Are evapora in una jam onirica. Difficile cogliere il messaggio della band, ammesso che ce ne sia uno, nascosto tra le pieghe di There’s A Riot Going O  mentre il suono rimane distante, ovattato e le voci si confondono con la musica, appena bisbigliano o sussurrano. Una scrematura nella scelta dei pezzi e una maggiore sintesi (il disco dura più di un’ora) probabilmente non avrebbero guastato, anche se è pacifico constatare che siamo di fronte all’ennesima reinvenzione  del gruppo, quella dell’età adulta, dei toni crepuscolari, in cui sulla rabbia annunciata dal titolo del disco prevale una soffusa e onirica inquietudine. C’è una rivolta in corso, ma gli Yo La Tengo non sembrano essere mai stati così inafferrabili.  

 

Voto: 7/10
Ruben Gavilli

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