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2 agosto 2018 ,

Gorillaz

THE NOW NOW

2018 - Parlophone
[Uscita: 29/06/2018]

Inghilterra

 

the-now-now-gorillaz-cover-ts1530233630Ad appena un anno dal precedente “Humanz”, i Gorillaz tornano sulle scene con “The Now Now”, il sesto album in studio della band 3D di Damon Albarn. Ben più “a misura d’uomo” rispetto ai toni mastodontici e apocalittici del precedente, in questo nuovo disco si nota con maggiore evidenza l’impronta dell’eclettico leader dei Blur, che riesce a conferire all’opera più di un accenno a tutte le sue sterminate influenze: dal britpop all’elettronica, passando attraverso quel songwriting tipicamente britannico che ha reso famoso Albarn sia con i Blur che come solista. Non mancano momenti estrosi cui questo ultra ventennale side project ci ha abituati: se nel precedente disco ogni canzone era stata registrata feat. qualche astro più o meno affermato della black music contemporanea, al fianco di Damon stavolta compaiono veri e propri pezzi da 90 come George Benson (nella traccia di apertura Humility, il cui video si giova del cameo dell’attore e cantante Jack Black), Snoop Dogg e Jamie Principle (in Hollywood).

Per il resto, tutto più o meno omogeneo senza grossi guizzi; “The Now Now” è un disco che strizza l’occhio a quella stravaganza tipica degli ‘80, con accenni di new wave (Tranz lascia intravedere più di un rimando ai Joy Division), onirici svolazzi (Magic City) ed episodi synth-pop/robotici (Lake Zurich) da cui Damon proprio non sembra volersi separare. Messi da parte i temi politici (una vera e propria buccia di banana per Albarn gorillaz-2018nella sua ultra trentennale carriera) che permeavano il precedente lavoro Humanz, il leader della band a fumetti disegnati da James Hewlett si concede anche qualche ballata sui generis proprio in chiusura di album, anticipata da Idaho, brano dai decisi richiami bluriani che si inerpicano sulle sempre gradevoli atmosfere hawaiane.

Pur senza rappresentare nulla di indimenticabile Fire Flies, One Percent e Souk Eye appaiono tra gli episodi meglio riusciti di un disco godibile, ma di cui avremmo potuto fare anche a meno. Ancora una prova opaca per Albarn insieme ai suoi Gorillaz, un progetto che - esaurito l’effetto “curiosità” gorillazche aveva generato nei fan dei Blur ma non solo tra la fine dei ’90 e i primi ’00 - ormai da tempo sembra aver dato il suo meglio, e che si trascina stancamente tra lavori senza infamia e senza lode. Onore comunque alla caparbietà di uno dei musicisti più versatili e creativi della nostra epoca. 

 

Voto: 5/10
Riccardo Resta

Video

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