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3 gennaio 2017 ,

Andrew Cyrille Quartet

THE DECLARATION OF MUSICAL INDIPENDENCE

2016 - ECM
[Uscita: 25/09/2016]

Stati Uniti    #consigliatodadistorsioni

 

Un leggendario drummer americano, Andrew Cyrille, già allievo del grande Philly Joe Jones ed ex componente per un par di lustri del gruppo di Cecil Taylor, nientemeno, attorniato da musicisti di livello eccelso (Bill Frisell alla chitarra; Ben Street al basso; Richard Teitelbaum, piano e sintetizzatori) rilascia per i tipi della prestigiosa ECM un album intenso dal sapore post be-bop, profondamente coltraniano e pregno, altresì, di atmosfere sperimentali. Questo “ The Declaration Of Musical Independence” è un cammeo superbo di grande jazz d’improvvisazione, coi musicisti in grande spolvero, Cyrille in primis, e in grado di conferire al lavoro un’aura di formidabile impatto sperimentale lungo la linea serpentina dei suoi nove frammenti.

Già in Coltrane Time la batteria sinuosa di Cyrille è affiancata dal tocco virtuoso della chitarra di Frisell, a tratteggiare un brano di grande suggestione ritmica. Un’intensa rapsodia per chitarra è rappresentata da Kaddish, rilassata e soffice traccia di matrice meditativa. Dal sapore incontrovertibilmente avanguardistico è, invece, il segmento sonoro di Sanctuary, nel quale gli strumenti si amalgamano superbamente, col basso del prode Street che domina la scena e la batteria del fuoriclasse ultra settuagenario che maralmadeggia con plastica ironia. Say… è una lenta discesa, tra chitarra morbida e batteria in lieve moto spiraliforme, nel cuore profondo di un’aurora invernale, mentre, a riattingere scale atonali è la traccia frastagliata di Dazzling (Perchordially Yours), aperta dal tuono di un gong.

Dal modus classicamente jazz con strumenti coordinati tra essi perfettamente è il brano successivo, Herky Jerky, con la sezione ritmica a sovrastare l’insieme e un piano dalla linea sussultoria a far da contraltare. Begin è un inserto di traslucida bellezza, con la chitarra del geniale Frisell a inventare trame argentine ed evoluzioni di note siderali. Dedicato a Manfred Eicher, patron della ECM, è il tassello d’avanguardia pura di Manfred, mentre, a concludere degnamente il percorso virtuoso dell’album, è la linea stellare, batteria, piano, basso e, soprattutto, la chitarra straordinaria di Bill, di Song For Andrew No. 1. Un’opera di grande livello artistico.

 

Voto: 8/10
Rocco Sapuppo
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